Paul Theroux.
...
.
...
Hotel Honolulu.
Parte 2.
...
.
...
Titolo originale: Hotel Honolulu.
Traduzione di: Maria Teresa Gabriele.
2002. Baldini & Castoldi Editori, MILANO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Hotel Honolulu.
...
.
...
Corteggiamento a Manila.
...
.
...
Un tesserino con su scritto apprendista era spillato sull'uniforme verde
scuro dell'hotel di Pinky quando lei incontr Buddy per il colloquio
a Manila. Colloquio? L'idea era quella di trascorrere insieme qualche
giorno, incluso l'andare a letto. Lei era una delle possibili sei. Se si fossero
trovati bene insieme lui l'avrebbe sposata e portata con s alle
Hawaii. Pinky aveva la faccia di un angelo, mi disse. Un angelo.
Un mio amico una volta disse che l'intera vita si riflette sul volto,
gli avevo risposto.
Guardando la faccia di Buddy sembrava proprio vero. Era gonfio e
piratesco, troppo grasso a causa del cibo, il bere aveva reso asimmetrico
il suo profilo, le vene rotte e le pustole l'avevano coperto di macchie, la
pelle bruciata dal sole era ormai una scorza. Aveva occhi umidi, da cucciolo,
il naso sembrava un cetriolo sottaceto. Il suo sorriso da burlone
mostrava le otturazioni costose dei suoi denti. Aveva soltanto sessantasei
anni ma guardandolo si capiva che quella faccia era il risultato di una vita
di eccessi. Aveva provato tutto. Era in qualche modo sopravvissuto alla
generazione che beveva e fumava troppo. Aveva soldi e amici giovani.
Era abbastanza spericolato da sperimentare la droga, passando dagli spinelli
agli acidi. Per un periodo prese anche la cocaina. Ma si annoiava facilmente,
anche della droga, e alla fine mostrava la sua et mangiando
troppo e bevendo tanta vodka. Aveva sessant'anni quando lo incontrai
per la prima volta. Non durer per sempre, disse, volendo dire che gli
rimaneva soltanto qualche altro anno buono.
Stava ancora cercando di superare la morte di Stella. Gli mancava terribilmente
e riusciva ad affrontare il dolore soltanto scherzando sulla sua
morte, ripetendosi che era ancora viva, scrivendole delle lettere, o, come nel
suo pranzo d'addio, facendo finta di mettere le sue ceneri nel macinapepe.
Mi piaceva sentirla chiamare il mio nome, disse. Io non rispondevo.
Ascoltavo soltanto mentre lei mi chiamava, Buddy! Buddy!
Il dubbio e poi l'ansia si impossessavano della voce di Stella, che tremava
quando, non avendo risposta, si rendeva conto di essere sola. Buddy
aspettava in silenzio, poi se ne andava quando era sicuro di mancarle.
 infantile? chiese.
No, non penso. Era una bugia, ma mi aiutava a capire il potere che
lui aveva sugli amici. Noi gli auguravamo tutto il bene, ma anche conoscerlo
era uno sport da seguire come spettatore. Cosa avrebbe fatto subito dopo?
Mi voglio sposare di nuovo, disse.
Il servizio di videoincontri gli aveva dato una prima vaga idea di Pinky.
Era giovane. Lui aveva paura delle donne pi grandi. Derideva l'idea di
sposare una donna della sua stessa et, il modo in cui passeggiavano, come
sarebbero apparsi. Immagina me con una donna di sessantasei anni! Eppure
io ero convinto che una donna simile sarebbe stata la persona sensibile
e gentile di cui lui aveva bisogno. Ma lui diceva: Voglio una pupa!
Voleva una persona che non avesse ancora cominciato a vivere, che
non avesse mai lasciato la sua isola, tanto meno lasciato le Filippine. Voleva
una ragazza del tutto innocente, che lui avrebbe plasmato.
Tutto ci che voglio  scoparla e darle da mangiare teste di pesce.
Parl con tre delle altre cinque ragazze. Due senz'altro non erano
adatte - avevano dei figli - una era troppo vecchia, quarant'anni. Rimasero
le due con cui era andato a letto. Una disse: Sono un'infermiera.
Ti posso aiutare. La cosa lo tent, ma lei era piuttosto bruttina. L'altra
lo mordeva e lo graffiava quando facevano l'amore. Lui rifiut. Lei disse:
Agli uomini piace sempre. Lui si chiese quale fosse il senso della
frase e pens anche che potesse essere pazza.
Pinky arriv all'albergo di Manila con suo zio e sua zia. Zio Tony in
maniera cerimoniosa le tolse il tesserino di apprendista. Non avrai bisogno
di questo, Pinky, le disse. La zia Mariel sprimacci ostentatamente
i cuscini di Buddy. Aggiunsero che avrebbero dormito sul pavimento
della stanza di Buddy, e dopo aver chiacchierato un po' si sistemarono
veramente per terra, usando i cuscini del divano. A mezzanotte
Pinky chiese a Buddy dei pesos e poi li consegn agli zii.
Io gli dico andare a comprare Coca-Cola.
Fece l'amore timidamente, ma era chiaro che sapeva come soddisfarlo.
Dopo gli disse che aveva avuto altri amanti. Ma non era poi cos
strano. Buddy non si aspettava dei miracoli. La mattina dopo lei si alz
nuda, tanto vicino a lui che i suoi capezzoli strisciarono sulla sua pelle.
Disse: Quando tu lasci Manila?
Gioved.
Ti prego sposami prima di andare, Buddy.
Lui ragli sonoramente per l'imprudenza della sua audace richiesta.
Poi osserv la giovane donna nuda alzarsi dal letto e andare in bagno.
Ascolt la musica dell'acqua. Lei ritorn a letto, un piccolo, minuto folletto
che si muoveva intorno alla stanza come un uccellino in volo verso
il nido, non volandoci diritta ma dapprima obliquamente, su un ramo
nelle vicinanze, come per distrarre l'attenzione, e soltanto dopo svolazzava
verso il nido. Lei si avvicin alla finestra e guard fuori - la luce dell'alba
le illuminava il corpo. Aveva il movimento spasmodico, l'istinto, le
abitudini e la prudenza di un uccello. Si spostava sul fianco.
Ora devo andare.
Nello specchio del bagno Buddy esamin la sua faccia e vi trov tutta
la sua vita, una vita da cane.
Tornato a letto disse: Bene. Affare fatto, e poi si baciarono. Lei si
avvinghi su di lui e lo abbracci con tutto il suo corpo attaccandosi come
una lucertola su un grande tronco d'albero indebolito.
Quando zio e zia, i due chaperon, ritornarono pi tardi quel mattino
per riprenderla, lei chiacchier nella sua lingua, il Visayan, e loro l'abbracciarono
e risero. Buddy sapeva di aver fatto una cosa buona.
La zia di Pinky si offr per l'organizzazione, ma essendo una cosa decisa
all'ultimo momento, avrebbe avuto bisogno di soldi, duemila dollari, precis.
Vediamo dove arriviamo con mille, disse Buddy, squadrando la donna con aria di sfida.
Il matrimonio si celebr nella suite Hello Hospitality al quarto
piano dell'Hotel Rizal. Gli ascensori erano fuori servizio. Esausto dalla
scala e mezzo ubriaco, Buddy quasi non riusciva a parlare. La cerimonia
fu celebrata da un vecchietto che indossava un abito da giudice,
solo che l'abito era di colore blu elettrico. Pinky indossava un vestito
bianco decorato. Zio Tony, in una camicia filippina tanto ruvida
da far rumore, l'accompagnava all'altare. Singhiozzava, come pure Zia Mariel.
I circa cinquanta parenti apparvero timidi fin quando il cibo venne
servito. Buddy osserv soltanto, pensando che fosse come uno di quei sogni in cui ti senti un estraneo.
Oppure sei ubriaco da fare schifo.
...
.
...
L'ora del racconto.
...
.
...
Voglio leggervi qualcosa che ho scritto, disse Buddy quando Pinky,
Zio Tony e Zia Mariel ritornarono nella stanza. Cos saprete chi sono.
Un giorno si era presentato all'Hotel Honolulu con una richiesta
urgente. Voleva dettarmi un racconto. Tu sai quello che voglio dire...
ehi, tu hai scritto un libro! Ovviamente accettai di scriverlo e di fare
qualche lieve correzione. Buddy vedeva il racconto come un capitolo
della sua autobiografia che immaginava sarebbe stato un lungo, avvincente
libro su quell'americano pittoresco che credeva di essere. Ogni
volta che rifletteva sulla sua vita, l'episodio che gli veniva per primo in
mente, il pi significativo, era la sua esperienza con il cane del vicino
di casa, Fritzie, l'estate in cui Buddy aveva dodici anni.
 il racconto di un cane, disse. Ai filippini piacciono i cani, giusto? Bene, bene!
La sua nuova moglie e i suoi zii sedettero storditi e sudati dopo la
festa. Erano stati esuberanti al matrimonio, ma ora la loro perplessit
nella stanza di Buddy li rendeva ansiosi, con un'attenzione venata di timore.
Buddy non era sorpreso che nessuno ridesse. Estrasse i fogli dalla
sua valigetta, apr una lattina di birra San Miguel, butt gi un sorso e cominci.
Crescere a Sweetwater, Nevada, alla fine degli anni Trenta e inizio
dei Quaranta, era, nella migliore delle ipotesi, un enigma, lesse scuotendo
i fogli. Un paese in mezzo al deserto con circa cinquemila abitanti,
posto a un'altitudine di 1500 metri e circondato da montagne innevate.
Sweetwater era l'ultimo di quei paesi di merda dei cowboy. La
battaglia finale contro gli indiani d'America era stata combattuta a poche
miglia dai confini della citt. Erba rotolante, conigli selvaggi, coyote,
crotali, e scorpioni abbondavano insieme a diversi bordelli legalizzati,
pi oltre venti bische clandestine, dove i tavoli della roulette e delle
carte erano disponibili ventiquattr'ore su ventiquattro.
Saziavamo i vizi dei pi diversi gruppi di depravati. C'erano i Mormoni
dello Utah, che non si facevano assolutamente nessun scrupolo a
elargire il loro seme nei nostri postriboli infami e sfidare la fortuna ai nostri
tavoli da gioco. C'erano cowboy abbrutiti, pastori baschi, minatori
di roccia dura, indiani Shoshoni e Paiute, cacciatori di bestie selvagge di
tutto il mondo, diversi lavoratori delle ferrovie bruciati dal sole, e turisti
che attraversavano la US 40, la principale autostrada che a quei tempi divideva la nazione.
C'era un teatro. Mio nonno ne era il proprietario. Questo mi metteva
in vista con i miei amici, che cercavano sempre di scroccare da me
dei biglietti gratis. Come divertimento avevamo i nostri film del fine settimana,
e qualche miglio fuori citt, una piscina calda formata da una
sorgente naturale alimentata da un cratere vulcanico. A parte il nuotare,
l avevamo anche le nostre lezioni propedeutiche di anatomia femminile
grazie a piccoli buchi trapanati sul muro laterale degli spogliatoi delle ragazze.
Doveva essere una scena contagiosa - noi che lottavamo freneticamente
per chi dovesse aver il buco migliore e poi tre o quattro di noi
si mettevano in fila e si masturbavano.
Alcuni dei miei pi cari ricordi d'infanzia riguardano la mia famiglia
riunita attorno alla radio ad ascoltare Jack Benny e The Great
Gildersleeve. I bambini avevano anch'essi il loro momento con Little
Orphan Annie e The Lone Ranger.
Quando Orson Welles trasmise la sua Guerra Dei Mondi tutta la
nostra famiglia era seduta inchiodata alla radio. Mia madre e la nonna si
stringevano le mani dalla paura e avevano le visioni mentre mio nonno
pensava con quali viveri poter riempire la macchina per rifugiarsi sulle
Ruby Mountains. Erano tutti pi che convinti che gli alieni invasori
fossero interessati a Sweetwater, Nevada; sono sicuro che se qualsiasi
persona avesse suonato alla porta in quel momento tutti ce la saremmo
fatta addosso all'istante.
Non posso dimenticare il fiume Humboldt, il corso d'acqua pi
tortuoso del mondo, dove un gruppo di noi trascorreva molte giornate
estive giocando a Tom Sawyer e Huckleberry Finn, lungo la riva coperta
di salici piangenti. Giovanissimi ci dettero dei fucili calibro 22 e ci lasciarono
liberi nel deserto che circondava il paese. Mi umilia ancora oggi
pensare a quelle stragi gratuite perpetrate senza piet sulla selvaggina
del deserto. Ma c'era una tale pletora di cacciagione che tutta la sfrenata
irresponsabilit della giovent paesana non avrebbe potuto danneggiarla.
Per quanti coyote e conigli selvaggi sterminavamo, il loro numero
aumentava sempre.
Fu durante una di queste scorrerie del sabato che imparai una delle
lezioni pi preziose della vita. La nostra spedizione di caccia era composta
da Stinky Davis, il suo bastardino Fritzie, Freddy Woods, il mio
miglior amico, e Jerry, il mio strano cugino. Era una giornata calma, dal
caldo desertico e neanche una folata d'aria che soffiasse sulla riva del fiume.
Il nostro gruppo si mosse di soppiatto tra i salici che circondavano
l'Humboldt cercando qualsiasi cosa che si muovesse per poterla beccare
con i nostri fucili affidabili.
Fritzie non era un bel cane ma aveva fegato. Un istinto infallibile
gli permetteva di rintracciare qualsiasi cosa respirasse. Scovava ogni
cosa avesse zampe, ali, o che scivolasse, e La Squadra Della Morte
automaticamente avrebbe cominciato a sparare, cercando nel frattempo
di non colpirci a vicenda o di non colpire Fritzie.
Verso mezzogiorno, ci lasciammo cadere su un pezzo di terra all'ombra
dei salici e mangiammo i panini che mia nonna ci aveva preparato
al mattino. Del pane fatto in casa, fette di roast beef al sangue, insalata
fresca e croccante e dei biscotti anch'essi fatti in casa. Eravamo
beatamente inconsapevoli della nostra fortuna di essere cresciuti nella
contea pi ricca di bovini e pecore di tutta la nazione, dove pure al culmine
della Depressione si mangiava maledettamente bene. Carne, patate,
e latte ogni giorno dell'anno!
Dopo pranzo, ci sdraiammo all'ombra per speculare su come sarebbe
stato bello quando avremmo raggiunto l'et necessaria per poter
entrare nelle case d'appuntamento e perdere la nostra verginit, il tutto
per l'enorme somma di due dollari.
Come premio per aver scovato la selvaggina della mattina, Fritzie
si avvicin a me e si rotol per terra per farsi grattare la pancia. Lo
accontentai e nel frattempo notai una zecca sul pene, che io, da buon
Samaritano, gli tolsi. In qualche modo, Fritzie interpret male le mie
intenzioni e immediatamente ebbe una durissima erezione rossa, cos
grande che avrebbe potuto fruttargli il primo premio alla mostra canina
di Westchester. Essendo una testa di cazzo e anche uno cui piaceva
mettersi in mostra, lo accontentai offrendo al suo gonfio pisello alcune
buone seghe, il tutto accompagnato dalle urla e dalle grida gioiose
dei miei amici pervertiti. Del mio piccolo flirt con Fritzie quando riprendemmo
la nostra carneficina pomeridiana avevamo gi dimenticato tutto.
Quella sera, dopo il bagno obbligatorio del sabato, ne avessimo
bisogno o no si doveva fare, io stavo seduto nel soggiorno di Stinky, parlando
con lui e suo padre, quando Fritzie entr, venne dritto da me e
immediatamente cominci a masturbarsi sulla mia gamba. Io feci del
mio meglio per ignorare questo tentativo cos appariscente di romanticismo
canino quando inorridito vidi e sentii il crudo, umido, rosso bastone
canino scivolare su tutta la mia gamba! Ora, non so com'era in altre
zone del paese, ma a Sweetwater, Nevada, nel 1936, la cosa meno da
fico che poteva fare un ragazzo di dieci anni era quella di non avere sangue freddo.
Il vecchio assioma La mia vita mi  passata davanti agli occhi
non era mai stato cos vero. Mi prese il panico e tutti i tipi di flash mentali
di colpevolezza cominciarono a rimbalzare nella mia testa: Mio
Dio suo padre sa che ho masturbato il suo stupido cane! Guarda quel
rottinculo di Stinky come si agita sul divano, sta diventando viola e
sbuffa grosse bolle di muco cercando di non ridere. Se ride  tutto finito.
Il suo vecchio lo scoprir sicuramente, e lo dir a mio nonno! Come
far a spiegarlo ai miei vecchi? "S, bene, allora vedi, nonno, ecco, stavo
semplicemente sdraiato l, sai, a questo cane io piacevo e..." O merda. Sono finito!
Suo padre, in tono infuriato da mormone moralista salt in piedi
e prese a calci il povero Fritzie per tutta la stanza, gridando: No so che
cosa gli ha preso a quel maledetto cane! Non l'aveva mai fatto prima!
Fritzie per niente scoraggiato e imperterrito, si insinu dentro nuovamente,
con tutto il bastone e ricominci i suoi gesti romantici sulla mia
gamba. Con questo si guadagn un altro calcione attraverso la stanza e
spinse Stinky a uscire immediatamente dalla casa prima di giocarsi per
sempre il cane. Il suo vecchio rimase seduto l scuotendo la testa e borbottando:
Quel cazzo di cane matto. Ci deve essere qualche cagna in calore nelle vicinanze.
Fritzie non dimentic mai quel mio attimo di imprudenza e fece
maledettamente in modo che neanch'io lo dimenticassi. Da allora e per
sempre, ogniqualvolta capitavo abbastanza vicino per una possibile scopata,
diventavo un bersaglio del suo affetto traviato.
A questo punto della mia vita, posso capire come pi volte quegli
attimi di imprudenza nelle mie relazioni col sesso femminile avrebbero
dovuto farmi comprendere la lezione. Cio, non dire mai a una donna
di amarla solo per arrivare alle sue mutande.
Sistem le pagine battute a macchina del suo racconto, sorridendo
loro con soddisfazione. Poi si rese conto del silenzio.
Avete capito? Non masturbate mai un cane, disse Buddy. Perch non vi lascia pi in pace.
Accanto a lui, in abito da sposa, Pinky sorrise, Zio Tony e Zia Mariel
sembravano apprensivi, come se si chiedessero se c'era dell'altro.
...
.
...
Un'altra morte.
...
.
...
Pinky. Arriver tra qualche settimana quando ricever il visto dell'ambasciata
americana. Quella che sembrava la sua risata era il rumore del
ghiaccio nel suo bicchiere.
A una riunione di famiglia alla quale fui invitato quella settimana -
insieme a Buia, Melveen e tutti gli altri - Buddy tir fuori dal suo portafogli
una fotografia e ce la mostr: Pinky sorridente con le labbra chiuse
e strette e con l'unghia di un dito sottile contro una fossetta.
Guardate la vostra nuova mamma.
Buddy era ubriaco, sedeva nella sua sedia come su un trono, bevendo
mentre gli altri mangiavano. Masticava il ghiaccio, e nel farlo gli veniva
una smorfia che gli deformava il viso, e spostava i cubetti rumorosi
da un lato della bocca come fa il cane con l'osso nella guancia gonfia.
Due giorni dopo mi ricordai la faccia buffa di Buddy con angoscia.
Il maggiorenne, Buia, mi chiam e mi disse con una voce balbettante che
suo padre era annegato in un incidente pescando al largo di Big Island,
in prossimit dell'abitazione di Earl Willis. Era qualcosa che avevo sempre
temuto ma che mi aspettavo in fondo da quest'uomo spericolato.
Io pensato mio padre voluto tu essere il primo a saperlo. Willis
chiamato da Puna, dire che stavano raccogliendo opihi e mio padre colpito
da un'onda e lui fa fuori. Dopo questa esitante spiegazione, Buia
disse fra i singhiozzi: Loro non trovare mai lui.
Disperso o affogato? io chiesi.
Sentii i suoni sofferenti del ragazzo che si soffiava il naso.
Disperso significa affogato!
Mi dispiace molto. Dopo ricordai. E quella donna delle Filippine,
quella che lui aveva sposato?
Era cos difficile pensare a lei come a sua moglie, non riuscivo neanche
a usare la parola.
Buia disse: Signore, noi bisogno tuo aiuto con questa cosa incredula.
Mi ricordava quasi una fiaba crudele o una leggenda. La nuova moglie
arriva in un paese lontano soltanto per scoprire che suo marito 
morto e lei, totalmente estranea, diventa la signora della casa.
Nel momento in cui la vidi all'aeroporto con indosso degli abiti da
viaggio economici e una vecchia valigia di poco valore, dopo un volo di
nove ore da Manila, capii che non sarei riuscito a darle la tragica notizia.
La riconobbi dal video, anche se era pi magra, non sorrideva, e cercava
ansiosamente Buddy.
Pinky Rubaga? chiesi, andandole incontro.
Lei appariva cauta e vulnerabile, come i passeggeri stanchi e sgualciti
dopo un lungo volo, come qualcuno che  stato svegliato mentre faceva
il sonnambulo.
Dov' Buddy? disse, irrigidendosi con sospetto.
Questo  suo figlio Buia. Lui ti spiegher.
Buia stava dietro di me, respirando forte attraverso quello che suonava
come un diaframma nel suo naso. Sentivo il calore umido che si irradiava
da lui. Era enorme, il corpo una grande, ansiosa parodia di quello di suo padre.
Quando la guardai di nuovo era diventata grigia, la carnagione cinerea
e il viso opaco, come se fosse in fase di decomposizione dal dolore.
Si sistem sul sedile posteriore della macchina e non disse una parola
per quaranta miglia.
Questa  la casa, disse Buia mentre mi immettevo nel viale.
Pinky sobbalz alla vista della casa e poi, con una smorfia involontaria
di paura girando la testa, si avvi verso la porta principale.
Era una casa sulla spiaggia, da due milioni di dollari, non carina ma
come una scatola, un quadrato, un palazzo col tetto piatto. Alta tre piani
e grande, con delle tende da sole che sventolavano, nota per la sua ampiezza
e il numero di stanze, per la lunghezza della tavola da pranzo intorno
alla quale potevano sedere diciotto persone, e per la magnifica vista
sui cavalloni pi pericolosi.
Per lei fu come vedere un castello con un'enorme entrata, simile a
una bocca spalancata.
Pinky continu a camminare, attraverso la porta aperta, lasciando le
sue scarpe in fondo alle scale nel mucchio degli altri sandali. In cima al
pianerottolo fece un passo indietro e le venne un groppo alla gola.
Cos'era quel rumore?
Era il frastuono delle onde, uno schiaffeggiare violento, che dalla spiaggia
arrivava fino alla casa; quando si calmava con un sospiro, ce n'era subito
un altro, ancora pi forte. Il mare grosso invernale batteva con il suo
bombardamento incessante. Al margine della riva le onde infrante crollavano
con la loro massa di schiuma che invadeva tutta la spiaggia slittando e
gorgogliando sino alle fondamenta della casa, per poi infiltrarsi nella sabbia.
La famiglia stava aspettando, anche se soltanto i bambini piccoli erano
in movimento. Si provocavano a vicenda, ridevano, giocavano a sottrarsi
le sedie, sembrava parlassero per gli altri che invece restavano in silenzio.
Pinky timidamente chiese da bere e le fu dato un succo di guava.
Annus un fiore. Bel profumo. Ylang-ylang.
Era un errore pretendere, sbagliando, di essere cos specifici in una
famiglia con la passione dei fiori.
Pak-lan, disse Melveen correggendola, e Pinky si blocc diventando
nuovamente grigiastra.
La stanza di Buddy era stata chiusa a chiave e messa al sicuro il giorno
della scomparsa, da Jimmerson, il suo avvocato di Honolulu. Tutti gli
effetti personali di Buddy erano l, con i gioielli di Stella, le sue fotografie
e gli oggetti da collezione, le reti da pesca trasformate in lampadari, le
piante, la televisione col mega schermo, il letto a baldacchino sul quale
aveva intrattenuto la corte, i casellari e la cassaforte chiusa a chiave.
Pinky fu portata nella camera degli ospiti al secondo piano, dove rimase
con la porta chiusa. A volte si sentiva il suono rotto dei suoi lamenti.
Dopo due giorni, scese gi aggrappandosi forte alla ringhiera.
Sembrava barcollante, paurosa e un po' febbricitante, non sofferente ma
come se avesse il mal di mare, e camminava come sul ponte di una nave
durante una terribile tempesta. Il trucco aveva reso verdastro il volto.
Trov il telefono in cucina, e con un pezzettino di carta in mano
compose un numero telefonico.
Melveen la fiss. Tu conosci persone qui?
Io incontrato uno su aereo.
Gli occhi di Melveen erano vuoti, cos come quelli di Buia, ma quando
il loro sguardo si incroci condivisero la stessa disapprovazione e incertezza
che c'erano nel loro cuore.
La signora Pinky Hamstra, disse la donna al telefono.
Ascoltarono tutti, tutti sentirono. Pass a parlare nella sua lingua: all'inizio
ci fu un senso di timida richiesta e poi un improvviso grido di urgenza,
una specie di spiegazione singhiozzante, ma la sua passione la fece
apparire una preghiera supplichevole detta al contrario.
Nessuno tra i figli di Buddy, tutti l a orecchiare, conosceva la lingua, che
pensavano fosse il filippino. Per loro era solo pena e un fiume di suoni nasali
con delle brevi risposte taglienti che sembravano un latrato di ammonimento.
Questa giovane donna stava spiegando la situazione che a lei appariva
disperata, a una estranea che stava diventando in breve sua amica e
confidente. I ragazzi l'avevano capito anche senza conoscere la lingua.
Quando Pinky riattacc e guard nello spazio vuoto con gli occhi
fissi e confusi dalla preoccupazione, Buia disse: Tu volere invitare questa
donna qui a casa?
In qualche modo aveva capito anche questo - che era una donna pi
anziana, che un invito era stato esteso per una visita a casa, e che la risposta
era stata positiva.
Pu darsi che Pinky giocasse deliberatamente con il suo anello nuziale,
girandolo e rigirandolo contro la sua falange, facendo brillare la
pietra. Esitava come per trovare il coraggio di parlare. Nessuno l'aiutava,
ma trascorso qualche minuto a stringersi le mani, cominci, chiedendo
qualcosa: un oggetto per ricordarsi di suo marito.
Come una reliquia di ricordo, disse. Magari un orologio.
Lui indossarlo quando morto, disse Melveen. Povero vecchio kolohe.
Questa casa  sua reliquia, replic Buia. Tu stai in una reliquia, sorella.
Li rendeva tristi pensare a quanto tutto fosse cambiato dalla morte di
Buddy. Sulla spiaggia, fissando le onde con gli occhi pieni di salsedine, non
pensavano al mare ma al loro padre, scaraventato dentro, pieno di pustole
e morsi di pesci e tumefatto, il cadavere gonfio nei suoi indumenti. Altre
mattine, sulla riva, avevano trovato cadaveri simili che li fissavano ciecamente
con gli occhi inanimati e le grosse labbra blu. Non riuscivano a
sopportare il pensiero che il padre fosse stato morso dagli squali.
...
.
...
Il nome dell'amica era Ronda Malanut. Apparve alla porta un giorno,
semplicemente, con in mano una grossa borsa. Era scura e abbastanza
piena specialmente nella parte superiore - gambe magre, pancia dilatata,
viso grasso e senza forma. Si notava un dente d'oro quando rideva
con la sua risata famelica, ma non quando sorrideva in modo intrigante.
Sono qui per vedere Pinky.
La borsa della donna era piena di candele. Quel pomeriggio fu approntato
un altare su un tavolo orientato verso il mare: Buddy sorrideva
da una foto incorniciata con su scritto Rimani con me, Pinky, e scoreggerai
anche attraverso la seta circondata da venti luci votive che brillavano
e da petali di fiori sparsi.
Pinky Rubaga trascorse la maggior parte della giornata nella sua
stanza, a parte i momenti in cui cambiava le candele dell'altare di Buddy.
Metteva fiori freschi nei vasi e una ghirlanda appesa sulla fotografia di
Buddy. Buia not che Pinky cominciava anche a raccogliere i manghi
maturi dall'albero sul lato della casa. Che cosa faceva con questa frutta?
Ronda cercava di non dare nell'occhio, rendendosi utile. Ora sapeva
dove mettere tutte le cose e poteva svuotare la lavastoviglie senza
chiedere aiuto a nessuno.
Una mattina, uno strano ragazzo stava facendo colazione al tavolo lungo.
Tony Malanut, lui disse, lasciando i gomiti sul tavolo, sorridendo mentre masticava.
Era il figlio di Ronda e continuava a portare il cibo alla bocca con le
dita tozze. Un braccialetto con il suo nome inciso rimbalzava rumorosamente
sul suo polso. Basso e tarchiato, quasi sui trenta, con dei baffi a
ciuffi, una grossa testa quadrata e profondi occhi neri. Un fascio di chiavi
rumorose appese alla cinghia davano l'impressione che fosse pigro e presuntuoso.
Quel furgoncino rosso tuo? chiese Buia.
Tony chin la testa per dire s perch la sua bocca era troppo piena
per parlare. Ingoi e disse: Dodge Ram. Turbo. Carico.
Blocca viale, disse Buia. Quindi spostalo.
Il posto si stava riempiendo di estranei - Ronda che lavava il pavimento,
Pinky che si curava dell'altare di Buddy, ora Tony sempre a riparare
il suo furgoncino. Lungi dal farli sembrare servili, questi lavori gli
conferivano un'aria di autorit. Ogni volta che Ronda lucidava o spolverava
qualcosa, sembrava prenderne possesso.
Pap mi manca, disse Buia.
Manca anche a me, disse Pinky.
Come fare a mancare uno tu conosci solo da due-tre giorni?
Cinque giorni, disse Pinky. E anche cinque notti.
Buia e Melveen, rimasti da soli in quella casa, erano pieni di risentimento
verso il padre, per aver scelto questa donna. L'odiavano per essere
morto. Erano arrabbiati che i suoi affari si trovassero in un tale casino.
La stanza da letto fu chiusa a chiave, i conti in banca congelati fin
quando il testamento non fosse stato letto e autenticato. L'Hotel Honolulu
era il suo unico bene, quindi ero coinvolto anch'io. Ma il testamento
restava un enigma. Melveen, l'esecutore, non voleva discuterne, seguendo
il suggerimento di Buddy, che era stato sempre superstizioso nel parlarne.
Incapace di entrare nel loro dolore, rimasi lontano dalla casa. Ma
una domenica dopo un picnic con Sweetie e Rose nel North Shore passai
in auto e vidi una giovane donna seduta a un tavolo di legno sul ciglio
della strada. Il tavolo era pieno di frutta verde, e su un cartello scritto
a mano c'era la parola Mango's. Fu l'ortografia sbagliata a colpire la
mia attenzione, e anche la donna, che era la vedova di Buddy, Pinky.
Lei detto avere bisogno di soldi, Buia mi spieg quando lo incontrai la volta successiva.
Gli estranei si muovevano pi liberamente nella casa. Tony Malanut
cominciava a sedersi sulla terrazza a guardare le onde con i piedi appoggiati
stretti sulla ringhiera. Buia odiava i piedi di quell'uomo. Ed era
proprio l che Buddy era solito sedere a bere, con le ceneri di Stella in
una mano e un superalcolico in un'altra mentre studiava il tramonto sperando
di riuscire a vedere il raggio verde.
L'altare di Buddy rimase l, ingrandendosi di fiori e gingilli, anche se
la fotografia dell'uomo si era annerita e le fiamme delle candele avevano
bruciacchiato la sua cornice.
Buia chiam Jimmerson, e mentre gli spiegava le sue ansie divent
incapace di esprimersi e sforzandosi per parlare, fu sopraffatto da una
crisi di pianto.
Avverto della preoccupazione nella tua voce, disse Jimmerson.
Avevo intenzione di chiamarti. Il suo avvocato si  messo in contatto
con me per quanto concerne il testamento.
Buia smise di piangere, e ora con la bocca spalancata. Che cosa
vuoi dire, suo avvocato?
La lettura del testamento si svolse in una grande sala riunioni dell'ufficio
di Jimmerson, in centro, a Honolulu. I figli di Buddy occuparono
la prima fila di posti. Pinky, Ronda, e Tony si sedettero dietro con il
loro avvocato, Pagai, un filippino di mezza et, con un viso segnato dall'ansia,
che teneva la sua valigetta sempre sul grembo.
Jimmy, ho una domanda prima che cominciamo, disse Melveen.
Io pensavo che questo riguardare soltanto la ohana.
E una tua scelta.
Allora cosa fare questa gente qui?
Pagai, l'avvocato, disse: Ti ricordo che si tratta della signora
Hamstra.
Si spalanc una porta di servizio da cui giunse una voce.
Ho sentito qualcuno pronunciare il mio nome?
Era una voce familiare, stridula, che sal fino a diventare un urlo.
Pinky grid.
I figli si girarono. I nipoti piansero. Nonno!
Sono tornato!
Era Buddy in T-shirt e pantaloncini, sembrava riposato, sogghignava,
con il cellulare in mano. Soltanto Ronda e Tony rimasero seduti,
chiedendosi chi fosse quell'uomo. Tony si allung verso Pinky, ma lei lo
schiaffeggi allontanandolo e cominci a tremare, divenendo cinerea,
come quel primo giorno all'aeroporto di Honolulu.
Prima che Buddy potesse dire qualcosa, i suoi figli cominciarono a
sgridarlo. Buia agguant la sua camicia e lo sbatacchi ripetutamente
dalle spalle. Gli altri gli ragliarono contro e gli diedero pugni affettuosi
mentre i nipoti gridavano a squarciagola e si aggrappavano alle sue gambe.
Buddy guardava in direzione di Pinky, che se pur in piedi, sembrava
come se levitasse involontariamente per l'apprensione.
Non andare! rideva lui, ma la sua faccia era sporca di lacrime.
...
.
...
L'uomo degli scherzi.
...
.
...
L'improvvisa riapparizione divent famosa sull'isola e l'urlo Sono tornato!
di Buddy divent presto un ritornello tra i suoi vecchi amici. Veniva
urlato dagli uomini che lo frequentavano, che si ritenevano dei furfanti
e godevano dei riflessi della sua gloria, facendosi prestare soldi da
lui, mangiando il suo cibo, dormendo sui suoi numerosi divani e sulle
amache e indebitandosi con conti salati al Paradise Lost. Nessuno parlava
delle lacrime di Buddy.
La storia di Buddy tornato dall'oltretomba fece il giro dell'isola. Veniva
raccontata allegramente dai suoi amici e la mormoravano con risentimento
i suoi denigratori, quei pochi che esistevano - le persone che
gli dovevano tanti di quei soldi che lo evitavano e nervosamente cercavano
di infamare il suo nome, non rendendosi conto che la migliore delle
calunnie per lui era un elogio. Quando mostravo la mia sorpresa, per
non dire lo shock, per la sua audacia, i suoi amici dicevano: Questo 
niente, e ricordavano gli altri scherzi, i migliori e pi audaci che gli erano riusciti.
Buddy e la sua famiglia mi raccontavano tutto. Lui ha scritto un libro!
aveva detto ai suoi figli e agli amici. Nessuno di loro era un lettore,
per cui ai loro occhi apparivo misterioso e magico, quasi come un prete,
venivo trattato con un rispetto a cui non ero abituato nella mia vecchia vita
tra scrittori pungenti e lettori troppo familiari, i rompiscatole ben intenzionati della societ alfabetizzata.
Questo sono io, Buddy sembrava dire mentre affannosamente raccontava
qualcosa di scandaloso - la volta che aveva sigillato il water di
Willis con il cemento; la notte in albergo quando la moglie di un ospite
svenne dopo che Buddy la sedusse e le ras i peli pubici prima di mandarla
su dal marito; la pala di merda di cane ficcata nell'asciugacapelli di
Buia. Buia disse: Io andato accendere e che puzza, puah! Pi che
scioccato, mi sentivo onorato di condividere queste confidenze. Il fatto
che quella moglie e il marito restassero ancora in albergo era un'ulteriore
testimonianza del potere di persuasione di Buddy o, suppongo, del
suo genio per l'amicizia. Aveva denigratori invidiosi, ma non seri nemici.
Nonostante tutte le emozioni, tutte le lacrime e il dolore, burlando
crudelmente gli amici e la sua famiglia, oltre alla nuova moglie, giocando
a fare il morto, era stato perdonato. E inoltre presto tutti ci avevano
riso sopra arrivando perfino a lodarlo per averli ingannati.
Buddy  meraviglioso! dicevano, e ridevano. Erano veramente sollevati di riaverlo con loro.
Buddy  un sadico, pensai e non era la prima volta, cos non risi per
niente. Comunque, ero anche pi incuriosito da quell'uomo. Prima di
esprimere questa mia curiosit, mi furono offerti diversi altri esempi delle
bravate di Buddy. Alcune erano ugualmente crudeli, molte erano costose
e contorte; tutte sembravano ingiustificate. Una vena di brutalit
infantile le attraversava, ma quando feci notare un aspetto particolarmente
doloroso ai miei informatori, mi dissero: Quella  la parte pi divertente.
Il sadismo, elemento integrante di tutti gli scherzi, forse addirittura
l'elemento centrale, era un'inclinazione del carattere di Buddy. Sono stato
testimone della tortura verso i suoi figli mediante gli scherzi. Ma sapeva
essere anche di animo gentile. Prendere in giro, cos lui definiva
il suo stile giocoso, ma anche in questo vi era del sadismo, solo un po'
pi selvaggio. La gentilezza di Buddy era quasi infantile, tendente al ridicolo
- il suo debole erano cani e bambini piccoli, le lettere d'amore che
aveva scritto alla moglie morta Momi, la devozione per le ceneri di Stella
e il raggio verde al tramonto, l'attenzione assidua per i suoi fiori. Sapeva
essere sentimentale e sadico nello stesso tempo - infatti non era una
combinazione di caratteristiche cos improbabili ma un accoppiamento
naturale. Una volta gli chiesi se pensava di essere crudele.
Sono americano, diceva ogniqualvolta non poteva rispondere a una
domanda, o altre volte faceva una faccia sciocca e gridava: Colpevole!
Da quello che avevo sentito, fino ad allora la sua vita era stata una
serie di scherzi. Buddy proveniva da una lunga stirpe di pionieri e banchieri
che avevano guadagnato cos tanti soldi da non dover mai fare finta
di essere rispettabili; al contrario, si vantavano della loro volgarit. I
suoi antenati avevano prosperato in un tempo in cui l'America era grandissima,
vuota e al verde. Buddy aveva seguito il loro esempio, spostandosi
a ovest attraverso l'oceano. Si era arricchito nel Pacifico del dopoguerra,
un periodo di rapido sviluppo e relativa innocenza. I progenitori
di Buddy si erano diretti a ovest, inventandosi l'America per strada. Il
bisnonno di Buddy aveva lasciato Chicago alla fine degli anni Sessanta
dell'Ottocento, portando un carro nella prateria, il tutto per una sfida,
per impressionare il padre, un mercante di mangime per animali. Ti
dar un capitale pari a quello che hai gi, se ritorni a casa, disse suo padre.
Se fai debiti, non ritornare.
Forse gli scherzi erano parte integrante della famiglia di Buddy.
Quell'uomo non ritorn pi per ritirare il suo premio. Invece, mise su
casa, la ingrand, avvi una fattoria e port avanti un'attivit commerciale.
Nel far tutto ci fond un primo insediamento che sarebbe diventato
la citt di Sweetwater, dove i viaggiatori sulla strada verso la California
si fermavano per comprare rifornimenti e prendere l'acqua. Il bisnonno
di Buddy aveva scoperto una sorgente. L'acqua era la chiave: di
qui il nome Sweetwater (acqua dolce). La citt  ancora l. Ci sono passato
in auto durante l'unica gita mai fatta attraverso il paese. Non mi fermai
- la gente non lo fa pi. Ma anni fa era famosa per l'acqua della sorgente
e per la sua ospitalit.
La ricchezza della famiglia dette al nonno di Buddy la possibilit di
aprire una banca, un'istituzione utile quanto il negozio di tessuti, l'officina
del fabbro ferraio e l'acqua per quelli che andavano verso ovest. La
citt prosper. Il padre di Buddy ruppe la tradizione di famiglia investendo
nell'industria del cinema e dette a Buddy una seconda casa - anzi,
pi case, perch Ray Hamstra, uno dei primi sostenitori del cinema
sonoro, si spos e divorzi cinque volte.
Buddy ha avuto delle matrigne famose diceva Peewee, il cuoco. La
sua vera mamma, la prima moglie del padre, era stata un'amazzone molto
conosciuta a Sweetwater. Altre due erano attrici, un'altra era ballerina,
l'ultima una cantante famosa. Nessuno alle Hawaii sapeva i loro nomi.
Peewee diceva: Tu le riconosceresti se mi ricordassi quei nomi.
Buddy era stato cresciuto da suo nonno, il banchiere, ma da bambino
era andato a trovare suo padre in diversi posti nel Sud della California.
Era stato tutto questo movimento a dargli sui nervi facendolo diventare
un burlone ossessivo? La violenza negli scherzi  innegabile e
tutti gli scherzi hanno bisogno di vittime. Gli amici di Buddy sostenevano
che ridesse molto. Era un irresponsabile, e per di pi pieno di soldi.
Pu darsi che fosse stato viziato. Possedeva tutti questi elementi selvaggi,
eppure aveva un certo senso del potere e non gli mancava la fiducia in se stesso.
I suoi primi scherzi erano stati rivolti al padre: uno di questi era mettere
del formaggio Limburger sullo sterzo della macchina del vecchio,
scherzo che rifece a danno dei suoi figli alle Hawaii quando cominciarono
a guidare. All'et di dieci o undici anni attacc un'insegna, con scritto
Sorridi se vuoi un pompino, sotto il cofano dell'auto della sua matrigna
di allora, in modo che la notasse il prossimo meccanico che le cambiava
l'olio. Lo sfrutt dopo anche alle Hawaii - certi scherzi avevano una
semplicit senza tempo. E il fatto che spesso non funzionassero (quel
giorno la macchina fu guidata da suo padre) li rendeva ancora pi dolci.
All'et di tredici anni Buddy perse la sua verginit nel Saloon di Sunshine,
un'altra istituzione utile a Sweetwater, il bordello. Lo scherzo consisteva
nel fatto che la donna che lo inizi era l'amante del padre. Lui le
rub un paio di mutandine di pizzo e le mand a suo padre il giorno del
suo compleanno, con un biglietto con su scritto Con tanto affetto, Buddy.
All'incirca in questo periodo fu l'artefice di uno scandalo a
Sweetwater - qualcosa che aveva a che fare con il cane di un vicino di
casa - ma nessuno con cui parlai conosceva i dettagli, solo che fosse raccapricciante.
Dopo, lui stesso mi raccont la storia, una specie di autobiografia,
e io gliela scrissi per poi batterla a macchina.
Tormentare la gente non reattiva  una scelta di ripiego per i burloni,
ma a Buddy piaceva infierire sulle persone forti scovando le loro debolezze
nascoste. Il bambino pi forte della sua scuola confid a Buddy
di voler perdere un po' di peso. Buddy gli disse che aveva il rimedio giusto.
Vendette al bestione un verme dicendogli: E una tenia. Lavora
giorno e notte. Non sarai mai pi grosso. L'unica cosa che devi fare 
mangiarlo. Il grassone lo mangi e Buddy ridendo spieg la storia - era un lombrico.
Durante una delle rare visite del padre a Sweetwater dalla California,
Buddy gli riemp la macchina con della sabbia. Fu un altro scherzo
che ripropose quando divent pi grande, sostituendo la sabbia con la
lettiera di gatto, il concime di mucche, e il terreno per piante, e infine anche
con la schiuma poliuretanica, che diventava dura come il cemento.
La tecnologia  l'amica del burlone, cos come le abilit tradizionali e l'astuzia
dello zoticone. Buddy era riuscito a procurarsi - non volli sapere
come - strisce di liquido vaginale dalle cagne in calore e le attaccava sui
vestiti delle insegnanti che lo punivano. La sua vendetta era vederle assediate da bande di cani eccitati.
Il sabotaggio pu essere semplice. Il water che esplodeva. La patata
ficcata nella marmitta della macchina. Lo zucchero nel serbatoio della
benzina. La gamba della sedia che crolla. Voci inventate al telefono. La
falciatrice elettrica fatta a pezzi. Lo scarafaggio riutilizzabile. Le ordinazioni
per posta impazzite: un mucchio di consegne da negozi come Sears
& Roebuck. Una cacca che sembra vera. Le insegne stradali invertite.
L'inserzione ambigua nel giornale, chiamate al telefono con respiri invitanti.
Erano questi gli scherzi per uno scolaretto a corto di soldi. Buddy fu presto espulso dalla scuola.
Venne assunto dalla banca di famiglia e con un po' di stipendio riusc
a portare a termine il suo primo esperimento di trasformare il bagno
dei dipendenti in un acquario - prima le anguille, poi i pesci rossi, poi i
pesci tropicali che appartenevano al capo, che si tuffavano e si rituffavano
nella cassetta di scarico del water. Nello stesso istante in cui lo stavano
rimproverando per il suo danno, lui progettava di versare della colla
sulla sedia del suo tormentatore. Prima di essere licenziato riusc a introdurre
un maiale vivo nella cassaforte, lasciandolo l affinch lo scoprissero,
ricoperto di escrementi e scivoloso, la mattina dopo.
Singolarmente, nessuno di questi scherzi era strano, ma la loro simultaneit
gli dava forza e li faceva diventare memorabili.
Venne licenziato dalla banca da un uomo che, pi tardi quello stesso
giorno, avrebbe trovato un altro maiale nella sua macchina. I maiali
vivi diventarono una componente essenziale degli scherzi di Buddy.
Diciassettenne fu mandato a vivere con suo padre e una nuova matrigna,
che presto si sarebbero ritrovati a riflettere sul significato di un
enorme siluro nel loro letto, una notte quando andarono a dormire.
Forse era un'insolita forma di benvenuto? Conoscevano il colpevole,
naturalmente, ma non erano stati capaci di scoprire i mezzi con cui
aveva trasportato mezza tonnellata di metallo. Se l'avessero saputo, l'avrebbero
eliminato pi velocemente. La costosa rimozione dur due giorni.
Penso che tuo figlio sia malato, disse subito la nuova moglie.
Mettendosi il dito in bocca con la faccia da scemo e i modi di un pagliaccio,
Buddy disse che non ne sapeva niente. E mentre mi chiedevo
che valore simbolico avrebbe attribuito uno psichiatra al siluro nel letto
matrimoniale, venni a sapere della sua ulteriore bravata. Buddy si infil
sotto le coperte una notte in cui il padre era in ritardo per colpa di un
disguido provocato dallo stesso Buddy. Fu ben accolto nel buio dalla sua
matrigna, che lo scambi per suo marito e fu solo quando stavano per fare
sul serio che Buddy si rivel - ragliando come un asino. La donna ebbe
troppa vergogna e si sent troppo umiliata per riferire l'accaduto, ma dopo poco Buddy fu cacciato da casa.
Dare impaccio ai suoi amici e familiari con dei grossi oggetti inamovibili,
era un motivo ricorrente negli scherzi dei suoi ultimi anni da adolescente,
come se l'oggetto in questione rappresentasse lo stesso Buddy;
la gigantesca cassaforte che affondava nel prato inumidito dalla pioggia,
l'incudine nella vasca da bagno, la motocicletta sul tetto, l'altalena del
porticato nella piscina. Man mano che si faceva pi pesante, lui stesso diventava
pi difficile da rimuovere. Al suo ventunesimo compleanno era
alto un metro e ottanta e pesava circa cento chili.
Fra l'altro, continuava a lavorare nello studio cinematografico del
padre, ma questi non sopportava pi quella che ai suoi occhi era un'aggressione
senza tregua da parte del figlio, cos Buddy, presto, si ritrov
di nuovo solo. Non ritorn pi a casa, e anche se si occup della madre
per un po' alle Hawaii quando lei era vecchia e in punto di morte, non
rivide mai pi suo padre.
All'et di ventidue anni ottenne un lavoro su una nave mercantile
fuori San Francisco, il suo primo, felice assaggio del Pacifico. Ma il lavoro
era duro, lui un marinaio indisciplinato, e anche l venne punito.
La sua vendetta: formaggio puzzolente sulla maniglia del boccaporto, la
tromba della nave suonata in piena notte fuori della cabina del capitano,
i suoi escrementi come firma nei cassetti della scrivania degli ufficiali superiori.
Sapeva ci che lo aspettava e ne accettava le conseguenze. I porti del
Pacifico colpiti dalla guerra e regno di corruzione e disordine morale,
erano un invito per Buddy. Fatto sbarcare a Nouma, in Nuova Caledonia,
per insubordinazione, Buddy se la rise e impar il francese. Sull'isola
scopr in prima persona le manovre della Francia in Indocina - era il
1952 e i francesi stavano reclutando soldati locali. Badava a un bar e aveva
un'amante. Era stato assunto come informatore della CIA e le cose gli andavano bene.
Poi a Tahiti. Si fece apprezzare col whiskey di contrabbando e spos
una sedicenne. La CIA lo trov e pretese i suoi soldi indietro. Buddy
glieli restitu con gran piacere, duemila dollari in monetine.
Gli scherzi di Buddy, essenzialmente vendicativi, diventarono per
un certo periodo indistinguibili dalla pura rivincita al gioco. Era un giocatore
di carte, un biscazziere irrazionale e di solito fortunato. Vinse
l'Hotel Honolulu in una partita a carte. Rese famoso l'hotel portando la
prima ballerina tahitiana alle Hawaii, mettendo su uno spettacolo sul lanai
della piscina. Gli amici invidiosi, guidati da Lemmo, volendo ridimensionarlo,
gli sigillarono l'ufficio, murando e imbiancando l'uscita.
Buddy sfond il muro, e rise, perch gli piaceva la stravaganza della
situazione. Dichiar guerra e dalle finestre inser un palo del telefono per
tutta la lunghezza della casa di Lemmo, trasformando in uno spiedino
l'intera abitazione. Una volta, ritornato da Tahiti con delle perle nere che
gli aveva ordinato Buddy, Peewee fu fermato per un interrogatorio dalla
polizia dell'aeroporto. Buddy aveva chiamato la dogana di Honolulu facendo
una soffiata su Peewee, sospetto ladro internazionale di gioielli.
Spesso, poi, in un eccesso di sentimentalismo, metteva dei maiali vivi negli
uffici durante la notte e faceva mangiare agli uomini grassi i vermi solitari, che aveva scavato nel suo giardino.
La rivista da lui avviata, l'Hawaii Teen, lo mise in contatto con
tante ragazze bellissime quanto quelle del suo spettacolo tahitiano in albergo,
ma presto fall. Per un periodo l'Hotel Honolulu divenne un luogo
d'incontri crepitanti con l'energia diabolica di Buddy, ma non molto
dopo, altri alberghi pi grandi vennero costruiti, relegando il suo al limite di Waikiki.
Affermare durante il suo pranzo di addio che le ceneri di Stella erano
state messe nel macinapepe fu uno scherzo grandioso, secondo
Buddy, ma il capolavoro fu il suo ritorno dall'oltretomba. Molti dei suoi
amici dicevano di aver intuito tutto fin dall'inizio, ma ad ogni modo lo
scherzo inculc in Pinky il timore di Dio e la fece diventare una moglie compiacente.
...
.
...
L'apprendista.
...
.
...
Questo  amico mio, Buddy disse a Pinky, facendo cenno col capo nella
mia direzione. Lui ha scritto un libro! Dai angelo, dagli un bacio.
Lei era troppo timida per baciarmi. Osservando la sua faccia pulita,
vi vedevo qualcuno che sembrava entrare nel mondo per la prima volta
e ne era disinteressato, forse perfino schifato. Capii cosa intendeva
Buddy per angelo: inesperta, infantile, che cominciava appena a imparare il volgare linguaggio della vita.
Il suo atteggiamento, il modo di curvare le spalle, sembrava quello di un uccello intrappolato, uno di quelli catturati allo stato brado e
che ancora agita le ali per la paura, con il cuore che batte all'impazzata:
il suo corpo minuto la faceva sembrare anche pi giovane dei
suoi 23 anni. Indossava una T-shirt, e i suoi jeans mostravano il rilievo
dei fianchi stretti e le gambe affusolate. Se una donna  donna per
il modo seducente con cui sta in piedi, l'opposto di una civetta  un'adolescente.
Con indosso un cappello da baseball sembrava un giovane giocatore.
Una cosa deliziosa, mi raccont Buddy. Se ne stava da sola nella
stanza da pranzo questa mattina. Ha urtato contro il tavolo e il vaso con
i fiori si  leggermente spostato. Io ero nel bagno al piano di sotto. L'ho
sentita chiedere scusa. A una stanza vuota. Non  bellissimo?
Il suo viso non rivelava niente a parte la sua et. Nel sorriso c'era fiducia,
la contentezza di essere sposata. Stringeva la mano di Buddy nello stesso modo con cui l'avrebbero fatto i suoi figli, rimanendo nella sua
ombra come un animale domestico trionfante, come un angelo qualche volta sembra essere.
Non  un amore?
Non sapevo nulla di lei all'epoca. Desideravo sapere tutto. Non
vi riuscii, ma col tempo imparai abbastanza. Fu una lezione sulle apparenze.
Zio Tony, il fratello della mamma - l'uomo che l'aveva portata all'albergo,
e di fronte a Buddy le aveva detto: Non avrai pi bisogno di
questo, Pinky, mentre le toglieva la spilla con la scritta apprendista -
era stato il suo protettore. Suo padre faceva l'operaio a Manila. Pinky viveva
con sua madre, Zio Tony, un fratello e una sorella in una piccola capanna
su una collina affollata di capanne, Sant'Antonio, fuori da Cebu
City. Zio Tony era stato il suo primo amante.
Lei aveva dodici anni a quel tempo. Si sent sollevata quando vide
che c'era suo zio in ginocchio accanto a lei quella notte. Aveva avuto
paura che fosse un estraneo. E Zio Tony, lui sospir. Sua madre
era fuori, lavorava in uno dei tanti alberghi turistici. Lui non svegli
gli altri. La baci, mettendo la sua lingua amara nella piccola bocca.
Fece scivolare la mano tra le sue gambe e le infil dentro il suo dito.
Lei giaceva confusa, contando per calmarsi, desiderando che lui si fermasse.
Un paio di scarpe in tessuto bianco l'indomani era poggiato sul tavolo.
Sua madre era appena tornata dal turno di lavoro. Le disse: Ringrazia.
Di un bacio a Zio Tony.  un regalo bellissimo.
Lei baci Zio Tony. La volta successiva fu dopo due settimane,
quando la mamma fece il turno di notte per una settimana. Lui le aveva
dato un paio di mutandine rosa tornando a casa dal bar. Le disse di
indossarle. Quella notte quando i bambini stavano dormendo, lui spense
le luci e disse: Toglile. Quando lei esit, lui disse arrabbiato: Chi te le ha date?
Nell'oscurit lui mise la bocca su di lei e us nuovamente il suo dito.
La crudezza le ricordava il dolore provato la prima volta, un dolore che non aveva mai sentito prima.
Ora le puoi rimettere. Erano un regalo, sai. Da quella volta, ogni
volta che la mamma faceva il turno di notte, Zio Tony si avvicinava al suo tappetino.
Reggi questo, le disse.
Lei riusc a stento a mettere le dita intorno a quel coso tiepido, che
si ispessiva e le ricordava il braccio del suo fratellino.
Stringi di pi.
La bocca soffocante di lui sulla sua, la sua lingua che sapeva di salsa
adobo e di birra. La mente di lei girava a vuoto. Stava contando di
nuovo, ma non per arrivare a un numero in particolare. Sapeva che in
pochi minuti sarebbe finito tutto e lui l'avrebbe lasciata. Eppure non finiva mai quando voleva lei.
Quasi sempre vi erano dei regali - mutandine, una volta una camicetta,
un'altra volta un vestito, ma le caramelle erano la cosa pi frequente.
Dai un bacio a Zio Tony, diceva sua madre.
Lei non vuol bene a suo Zio Tony, diceva lui.
Io ti voglio bene, Zio Tony, rispondeva Pinky.
Ebbe paura soltanto fino a quando non cap che se lo avesse baciato
lui non le avrebbe fatto male.
A scuola le ragazze invidiose la prendevano in giro quando indossava
qualcosa di nuovo. Vedendo le sue scarpe nuove, le compagne furono
crudeli. Quell'anno alcune di loro andavano a scuola con il Walkman
con le cuffie. Lei aspett la settimana dei turni di notte e disse a Zio Tony
che ne voleva uno. Lui sembr contento che glielo avesse chiesto. Arriv
al tappetino la notte successiva, si inginocchi e disse: Apri la bocca.
E lei lo fece quasi soffocandosi mentre lui le diceva: Fai dei suoni. Fu
cos che ottenne il suo Walkman.
Il vecchio Bong-Bong nella capanna accanto la osservava sempre.
Era arrivata a tredici anni. Bong-Bong era il padrone di casa. Da come la
osservava le fece capire di essere a conoscenza del segreto e questo la spavent.
Vieni qui, Pinky.
Lei non si mosse.
Se tu non vieni qui io lo dir a tua madre.
Dirle che cosa? C'era tanto da dire. Lei and da Bong-Bong sentendosi
molto piccola, perch la sua capanna era molto pi grande di quella
della mamma, e aveva degli odori diversi. Bong-Bong la prese sulle sue
ginocchia. Guid le manine di lei mettendole dove gliele aveva fatte mettere
lo Zio Tony, come se avesse visto tutto.
Sai gi cosa fare. Inginocchiati.
La sua paura era che lui potesse farle del male. Ma niente affatto, e
lei fu contenta e riconoscente, e lui fu pi veloce dello Zio Tony. Le dette
dei soldi e le fece promettere che sarebbe andata di nuovo a trovarlo.
Col tempo, i regali di Bong-Bong ammontarono a un bel po' di pesos,
che lei mise da parte nascondendoli. Come poteva spiegare da dove venivano quei soldi?
Lasci la scuola. Io voglio lavorare. Diceva di avere un lavoro, ma
ogni giorno andava a Cebu City, dove incontrava altre ragazze, che sembravano
delle scolarette. Avevano tredici e quattordici anni e alcune erano
pi grandi. Si ritrovavano in un portico ombroso e caratteristico scovato
da una del gruppo. Le ragazze avevano degli amici, che erano uomini
come Zio Tony e Bong-Bong - non peggio. Pinky andava con gli uomini.
Il segreto consisteva nel dire di s. Se un uomo la minacciava, lei non
correva o si nascondeva, ma gli si avvicinava sempre di pi. C'era anche
un odore che lei riconosceva. E quando lei toccava gli uomini era al sicuro,
non le avrebbero pi fatto del male. La stringevano, la difendevano,
delle volte le davano dei soldi. Di solito avveniva nelle macchine e
nei palazzi abbandonati dietro il portico. Pi vicino andava pi era al sicuro.
Si sentiva abbastanza tranquilla ora nello spendere soldi per i vestiti.
Acquist un paio di pantaloncini arancione di vinile e delle scarpe con i tacchi a spillo.
La mamma di Pinky adesso era con suo padre a Manila. Pinky si occupava
del fratello e della sorella. Zio Tony la toccava ancora nel buio
ogni tanto. Si sdraiava sopra di lei anche, come facevano gli altri uomini.
Lei si chiedeva perch non fosse rimasta incinta, e poi un mese si accorse
di esserlo. Una delle ragazze le segnal un uomo che sosteneva di
essere un medico. Questi chiuse a chiave la porta, si sdrai sopra di lei e
le disse: Alcune volte funziona. Poi le apr le gambe e le leg usando
un pezzo di ferro lucido che poteva essere un coltello. Le fece male. Lei perse sangue.
Sono cinquecento pesos.
Lei non aveva i soldi, e si arrabbi con se stessa per averli consumati
per i vestiti. Il medico disse che sapeva dove poteva guadagnarli, come ballerina.
Non so ballare, disse Pinky.
Ti insegneranno loro.
La condusse al club di Cebu City e disse: Questa  Marna.
Marna le dette una stanza e del cibo. Questa vale duemila pesos,
le disse. Ma tu li guadagnerai molto presto.
Marna era gentile. Pinky ballava nuda, indossando il collare dei cani
e zatteroni, e pi tardi si sedeva con gli uomini nelle cabine al buio.
Conosceva tutto il resto. Erano degli uomini coreani, giapponesi, cinesi, anche americani.
Tu non sai ballare, ma sei richiesta, diceva Marna.
A mezzogiorno, quando le ragazze si svegliavano, pranzavano insieme,
come in una famiglia, a un solo tavolo, Marna a capotavola. Cos'
questo adobo? chiese Pinky. Era ricavato dal gatto. Anche nei giorni
di fame pi nera a San Antonio, non aveva mai mangiato gatti.
Una notte, un giapponese si sedette con lei nella cabina. Non la
tocc. Le disse: Indossa questo. Era una camicia, che lei indoss sopra
il suo reggiseno di paillette. L'uomo sollev una macchina fotografica e l'abbagli per un istante col flash.
Giorni dopo, preparandosi per il balletto, si accorse che Marna la
stava chiamando. Lo stesso giapponese era seduto con Marna nella cabina.
Aveva una valigia. Le disse: Aprila.
Sono tutte tue, disse Marna. La valigia era piena di cose pregiate.
Stai per fare un viaggio con il signor Nishiwara.
Chiamami Tony, disse il giapponese. Un altro Tony. Lui le consegn
il passaporto, Repubblica delle Filippine. C'era il suo volto nella piccola
foto, ma accanto c'era il nome Tina Cojugo, quattro anni pi grande di Pinky e con un indirizzo diverso.
Quella notte lei vol con Tony, il giapponese, fino a Guam, e fu portata
sotto la pioggia in una piccola casa piena di filippini. Vedendo Pinky
piangere, una donna l'abbracci e la confort. Era Rosa, il direttore del
club, chiamato Club Night Life, vicino alla spiaggia di Agana.
Al Club Night Life i clienti erano quasi tutti giapponesi. Pinky ball.
Si sedette con loro nelle cabine. Ogni tanto la compravano per la notte
pagando a Rosa cinquecento dollari. Nelle stanze dei loro alberghi i
giapponesi la fotografavano nuda. La guardavano quando andava in bagno.
Spesso non la toccavano, la fotografavano soltanto. Ma un uomo la
leg a una sedia, la bend e schizz il suo seme su di lei. Ritorn un'altra
notte, ma Pinky rifiut di andarci.
Per punirla, Rosa la chiuse a chiave in una stanza buia della casa.
Sebbene lei non avesse idea di quanto tempo fosse rimasta nella stanza,
quando usc Pinky cadde in ginocchio e abbracci le gambe di Rosa, poi quelle di Tony.
Il mese prima di Natale, il Tony giapponese la port a Honolulu per
lavorare in un altro club, il Rat Room, dove ballava su una pista che era
tutta uno specchio e sedeva con gli uomini, perlopi americani, alcuni
giapponesi. Tony ancora qualche volta la portava in camera sua a Honolulu,
e l le tirava i capelli e la mordeva fino a quando lei non scoppiava
a piangere. Provava a ripetersi di essere in America, ma non le sembrava
diversa da Guam. Una notte, al Rat Room un uomo sul bordo della
pista url Guarda qui! ai suoi amici. Fece ondeggiare una banconota
da cinque dollari rivolto a Pinky, lei apr le gambe per lui, e lui la guard
dritto in mezzo come un uomo concentrato a contemplare un piccolo
animale timido. Ripieg i soldi tra le labbra rosa dell'animale. I suoi amici applaudirono, Tonno!
Era Buddy. Non vide la faccia di Pinky, e Pinky non vide la sua, ma
quando lui fece quel gesto, lei sembr sul punto di piangere. Anche se
non fu capace di tradurre il pensiero in parole, prov umiliazione, paura
e odio, come una malattia che non avrebbe mai lasciato il suo corpo.
Ma sorrise. Quando si avvicin a un altro uomo, Buddy and via velocemente.
...
.
...
La puttana dei camionisti.
...
.
...
Nel breve soggiorno di Pinky a Honolulu, sotto falso nome, accaddero molte cose. Al Rat Room, un americano disse di averla comprata per la notte. La condusse nella sua stanza d'albergo e le mostr i suoi tatuaggi, ma la tocc appena. Si chiamava Skip. Si arrabbi quando lei gli spieg come si era procurata i segni dei morsi sul corpo. La aiut a scappare col passaporto falso. Le disse: Ti voglio sposare, Tina.
Per favore, chiamami Pinky, lo preg. Disse di amarlo, ma aggiunse che avrebbero potuto sposarsi soltanto quando lei fosse stata al sicuro. Confid a Skip di avere paura di Tony, il giapponese.
Ci sai davvero fare con la gente, osserv l'uomo.
Skip fugg con lei in California, dove aveva una motocicletta. Compr a Pinky dei vestiti nuovi e disse di volerla presentare alla madre, che aveva novantaquattro anni e viveva in Pennsylvania. Inizi a chiamarla Christy, il nome della moglie defunta. In Ohio fecero una sosta in un motel per camionisti.
Pioveva. Lui le disse, Aspettami laggi, e si allontan sulla motocicletta per andare a comprare qualche birra. A mezzanotte non era ancora ritornato.
Pinky and dal portiere del motel dicendo di essere spaventata.
C' stato un incidente: un motociclista sulla tangenziale. Come si chiamava il tuo amico?
Skip.
Skip non  un nome, ribatt il portiere. L'accompagn in una stanza e promise di fare delle ricerche. Ma la mattina dopo, quando il portiere buss alla porta, non aveva notizie. E le disse: Non puoi andartene senza pagare il conto. Rimani l.
Un'ora dopo, mentre Pinky guardava la televisione e piangeva, il portiere buss di nuovo. La porta era chiusa a chiave, ma lui aveva una copia. La vide correre a rifugiarsi contro il muro. Le ordin di svestirsi e, quando lei lo fece, le si avvicin e disse: Non ho bisogno di spiegarti niente. La colp alla testa, spingendogliela gi.
Dopo aver finito, Pinky disse: Adesso posso andare?
Hai un debito, tuon l'uomo. Hai un debito.
Poi prese tutta la sua roba, lasciandola nuda nella stanza. Pi tardi buss di nuovo alla porta di Pinky. C'era un altro uomo con lui. Questo  un mio amico. Lo lasci con Pinky.
Ero in servizio nelle Filippine, disse l'uomo. Di dove sei?
Cebu City.
Conosceva il posto.
Aiutami, lo implor Pinky.
Prima tu aiuti me, disse guidandola verso il letto e stringendole forte il braccio.
Quando ebbe terminato, se ne and senza dire una parola. Pinky si avvolse intorno al corpo un asciugamano e dalla finestra lo vide salire su un camion. Il grosso camion oscill e si rimise in strada. Mentre guardava il veicolo allontanarsi, vide il portiere dell'albergo dirigersi verso la sua stanza con un altro uomo, sent i colpi alla porta seguiti dalle parole: Sai cosa devi fare.
Dopo quell'uomo ne incontr altri tre o quattro, e altri ancora il giorno dopo. Fu svegliata nel cuore della notte dai colpi alla porta. Si sentiva male. Una mattina and in bagno a vomitare e sul muro, scritto con il suo rossetto, lesse: La puttana dei camionisti. Ogni volta che la porta si apriva sperava che fosse Skip, che era tornato a prenderla per portarla via con s sulla sua motocicletta. Seduta in sella alla moto, stretta a lui e assordata dal rumore del motore, era stata felice. Ma non era mai Skip. Il portiere che le aveva preso i vestiti,  le portava del cibo. Quanto tempo aveva trascorso in quel motel? Una settimana
o anche pi. Pinky cominci a sperare quando il portiere arriv accompagnato da una donna filippina e da un uomo pi anziano. Aveva un asciugamano avvolto intorno al corpo come un costume di Palawan. La filippina disse in tagalog: Mi chiamo Joey e questo  mio marito. Vengo da Uocos Norte. Tu di dove sei?
Come se nel frattempo non fosse successo niente, e nella sua mente voleva credere che fosse cos, Pinky le disse il nome del suo quartiere alla periferia di Cebu City.
Mio marito vuole scattarci delle fotografie.
Bene, mettetevi a vostro agio disse il vecchio, tirando fuori dalla borsa la telecamera.
Per favore, aiutami, la supplic Pinky. Voglio andare via di qua.
Mentre si toccavano, Joey le raccont sottovoce la sua storia: il vecchio l'aveva sposata, ma si rifiutava di aiutare la sua famiglia, non voleva far venire sua madre negli Stati Uniti n inviare del denaro. Joey era una donna matura, non bella, ma sapeva parlare all'uomo.
Ci vediamo domani, disse infine. Porta con te il passaporto, i documenti e una maglia pesante.
Il giorno seguente il portiere del motel le ordin: Vai con lui. Le diede degli abiti, poi disse al vecchio: La voglio indietro per le otto.  l'ora pi movimentata.
A casa della coppia, un posto molto grazioso a mezz'ora dal motel, in una via con altre case simili, Joey dette il benvenuto a Pinky. Le diede da bere un succo e le mostr la camera da letto. Era bellissima. Il vecchio aveva montato una telecamera vicino al letto. Pinky si gir per spogliarsi. Sentendo un botto, si volt e vide che l'uomo era caduto trascinando con s la telecamera. Rimase steso sul pavimento con la bocca spalancata.
Mentre prendeva tutti i soldi dal portafoglio dell'uomo, Joey le spieg: Sta dormendo. Gli ho dato qualcosa. Sbrigati, inizieranno a cercarci quando si sveglia.
Joey fece salire Pinky sulla macchina del marito e guid fino a un parcheggio di una citt vicina. Andarono a piedi alla stazione degli autobus, dove comprarono due biglietti per Los Angeles. Seduta in fondo al pullman, Pinky si addorment con la testa appoggiata al corpo della donna, riconoscente.
A Los Angeles trovarono lavoro come cameriere in un albergo vicino all'aeroporto. Il supervisore insegn loro a rifare i letti e a lavare i bagni.
Una mattina un uomo entr nella stanza che Pinky stava pulendo e disse: Non andartene. Lei riconobbe il puzzo. Disse con voce dolce: Ho bisogno di soldi. L'uomo chiuse la porta a chiave e le diede venti dollari, e lei gli si avvicin vedendolo sorridere.
Dopo quell'episodio, tutte le volte che vedeva un uomo solo in camera, se la prendeva comoda a pulire, spazzare o lucidare lo specchio, e qualche volta l'uomo le rivolgeva la parola. Lei diceva, Ho bisogno di soldi. Puoi aiutarmi?, e quasi sempre l'uomo chiudeva a chiave la porta, le dava i soldi e iniziava a toccarla o le diceva di inginocchiarsi. Quaranta dollari o anche di pi.
Un giorno, una donna di colore le corse incontro in un corridoio e, mentre Pinky sorrideva, le diede uno schiaffo. Quella sera Pinky lo raccont a Joey, piangendo.
Joey disse: Te lo sei meritato. Sei come lei.
Ho bisogno di soldi. Sto risparmiando per tornare a casa.
Io non ci torno a casa, esclam Joey. Far venire mia madre qui.
Dopo lo schiaffo Pinky era pi timorosa, ma continu a indugiare nelle stanze. Non riusc a capire perch un uomo a cui aveva sorriso si era infuriato al punto da riferirlo al responsabile dell'albergo.
 una puttanella! Mi ha fatto delle proposte, rifer l'uomo quando Pinky fu convocata nell'ufficio del direttore. Quest'ultimo disse che se ne sarebbe occupato lui. Dopo che l'uomo se ne fu andato, il direttore le diede della puttana, la tocc e ordin: Togliti l'uniforme. Non ti appartiene pi. Pinky obbed. Poi la spinse a terra e si sedette sopra di lei. Quando ebbe finito, disse: Sei licenziata. Vattene. E porta via anche questa. Vedendo che si trattava della sua uniforme, lei lo ringrazi.
Aveva abbastanza soldi per tornare nelle Filippine. Joey le disse addio.
La madre di Pinky, che era ancora a Manila, pianse quando vide la figlia. Il padre di Pinky era morto. La madre chiese: Perch non piangi?
Pinky non lo sapeva. Non piangeva pi. Non disse a sua madre che era stata negli Stati Uniti. Si mise a cercare lavoro. Diceva: Ho lavorato negli alberghi.
Venne assunta come cameriera in un hotel di Manila. La paga era bassa e il lavoro duro. Sua madre si licenzi: era molto ammalata, troppo debole per lavorare. Sua zia Mariel le disse: Hai vent'anni - trovati un marito. Pinky mise un'inserzione sul giornale, scritta dalla zia.
Le rispose un americano. Disse a se stessa che l'avrebbe sposato. Ma l'uomo precis: Ti far un video per la mia agenzia. Adesso  cos che si trova marito. Pu darsi che ti capiti uno straniero.
Le mostr uno dei video. Era un'intervista con una giovane filippina.
Costa duemila dollari, ma se non hai i soldi possiamo metterci d'accordo, disse l'uomo.
La fotograf nuda su un letto. Dopo le disse, Vestiti, e le fece l'intervista.
Non ebbe pi notizie da lui. Quando comp ventun anni lavorava ancora in albergo. Anche se gli hotel filippini erano pi sporchi di quelli americani e il lavoro era pi pesante, era sempre meglio che essere morsa da un uomo o rimanere intrappolata in una stanza di motel e sentire bussare alla porta. Per un anno rimase a guardare sua madre morire.
Zio Tony ricominci a farle visita durante la notte. Una di quelle notti, sua madre mor.
La settimana in cui cominci a lavorare alla reception dell'albergo, con la targhetta di apprendista, ricevette una lettera dall'America - Buddy Hamstra con carta intestata dell'Hotel Honolulu. Le scriveva che aveva visto il video. Lei se ne era dimenticata. L'avrebbe incontrata a Manila.
Zio Tony e zia Mariel l'accompagnarono nella camera di Buddy.
Dormirono sul pavimento, ma a mezzanotte lei li svegli, diede loro dei pesos e li mand via. Buddy l'abbracci.
La mattina seguente implor Buddy di sposarla.
Lui lo fece, al quarto piano dell'Hotel Rizal, ansimante per la salita, lamentandosi perch gli ascensori non funzionavano. Gli amici di Zia Mariel avevano organizzato tutto. Passarono due mesi prima che Pinky ottenesse il visto americano.
Guarda, mi disse Buddy. Un angelo.
...
.
...
Cuori di palma.
...
.
...
A Waikiki i canti di Natale venivano cantati in giapponese. Sul lanai del
secondo piano, che conteneva un po' della calca del Paradise Lost, Buddy
stava paragonando le nostre decorazioni natalizie con quelle di altri alberghi.
Sapevo esattamente quello che sarebbe accaduto dopo: il ricordo
di Babbo Natale inchiodato sulla croce, Topolino in una mangiatoia (un
piattino di plastica) circondato dai Sette Nani, Ges con il berretto di
Babbo Natale. E l'anno scorso - grandioso! Il giapponese del vicino
Kodama aveva firmato tutti i bigliettini di Natale e poi si era lanciato dalla
finestra, atterrando disordinatamente sul bordo della piscina.
Pensava di fare il suo dovere di proprietario. La cosa buffa  che
hanno dovuto spedire degli altri bigliettini.
La depressione delle festivit. Anche a me viene qualche volta, ammise Peewee.
Gi, Natale  una vera schifezza, comment Buddy. Dio, odio quei canti.
A me quello non dispiace. Anche cantato in giapponese, si capiva
chiaramente che era Rudolph la renna dal naso rosso. Dissi: Uno che riesce
sempre a commuovermi  Nel bel mezzo di un gelido inverno.
Vedevamo le cime delle palme che delimitavano la spiaggia, due vie
e una fila di alberghi pi in l. Nei nostri musei non c'erano i vecchi maestri,
ma avevamo i tramonti di Turner e i cieli di Tiziano, e io osservai che
perlomeno le nuvole non erano cambiate nel corso della storia del pianeta
- talvolta pensavo al cielo come a un soffitto rinascimentale.
Quando gli indicai il cielo, Buddy mormor qualcosa a proposito
del nuovo albergo Ramada che stavano costruendo vicino a Fort De-Russy.
Era un uomo grande e corpulento che, quando se ne stava senza
far niente, era sempre appoggiato a qualcosa.
Aveva i gomiti appoggiati alla ringhiera e si sosteneva le guance con le mani.
Adoro guardare il soffocante sfolgorio di questo cielo dissi, solo
per saggiarne il suono. Ma non gli fece alcun effetto. Era solo un rumore che avevo emesso.
Keola osserv: Sei cos esagerato.
Gi, disse Buddy. Ehi, guarda quelle palme.
Spesso le fissavo anch'io, pensando: il sogno dei mari del sud, dove
crescono le mele dorate, un Paradiso balsamico, sotto la luna hawaiana.
Si mangia bene l.
Credevo che Buddy si riferisse all'alta insegna sopra Kalakaua Avenue con la pubblicit del locale dove si mangiava il sushi, ma no, stava ancora parlando delle palme. Avendole viste duramente colpite, con le fronde leggere battute dai venti dell'uragano - ma non venivano mai sradicate e tornavano leggiadramente in posizione eretta non appena si calmava il vento - ero giunto alla conclusione che fossero indistruttibili.
Devi semplicemente recidere il tronco e aprirlo a met. Prendere il cuore e tagliarlo a pezzetti. Metterli in salamoia. Nell'insalata sono eccezionali.
Avevo delle palme nel mio giardino a Waimanalo. Sembrava raso al suolo quando me ne sono andato. Avevo praticamente mangiato l'intero giardino.
A quell'uomo grasso dalla dentatura perfetta, il ricordo del banchetto a base di quegli alberi succulenti fece venire l'acquolina in bocca.
Ci sono palme in Inghilterra?
Niente palme. Solo salme.
Mi domand, socchiudendo e aprendo la bocca: Che libro ?
Cline. Viaggio al termine della notte.
Lessi: La razza umana non sta mai tranquilla e per arrivare al giudizio
universale che si terr per strada, chiaro che in un hotel uno  pi
vicino. Possono venire gli angeli con le trombe, arriveremo primi noi,
scesi dall'hotel.
Quella s che sa di cosa parla. Io adoro leggere, esclam Buddy.
Forse dovrei leggere uno dei tuoi libri uno di questi giorni.
Non  necessario.
Quando si toccava questo argomento diventavo suscettibile. La settimana
precedente, Sweetie aveva detto a uno dei clienti dell'albergo che
ero uno scrittore. Le avevo dato istruzioni precise: Di' direttore d'hotel.
Aveva il pregio di essere vero ed era meno rischioso.
Sua moglie mi ha detto che lei  uno scrittore, disse il cliente.
Sorrisi, temendo quello che sarebbe seguito.
Si firma con il suo vero nome?
S.
Il mio nome non gli diceva nulla, eppure, ansioso di mostrare la
sua passione per la lettura, mi consigli diversi libri che vedevo in mano
ai bagnanti quando passeggiavo sulla spiaggia. Il mio anonimato mi
rendeva felice e riflettei sul fatto che in un luogo turistico, uno del
branco, nessuno viene a sapere come ti chiami e nessuno ti chiede mai cosa ci fai l.
Alcuni ospiti, notando una locandina dello Schiaccianoci, domandarono:
Ci sono spettacoli di balletto qui?
Certo. Ci sono anche l'opera e l'Orchestra sinfonica di Honolulu.
Noi adoriamo roba del genere, afferm un cliente.
Dissi: La presenza di palme e abitanti a piedi nudi che gettano
lattine di birra fuori dai finestrini non significa che non ci sia una vita
culturale.
Tuttavia, assistere a un balletto alle Hawaii mi sembrava ostentato e
volgare, il massimo del filisteismo, l'assoluto contrario della raffinatezza.
Preferivo di gran lunga i bevitori di birra scalzi e le belle surfiste senza
cervello. Odiavo parlare di libri. E mi imbarazzava quando Buddy, che
si vantava della sua arretratezza, accennava ai libri con tono per nulla
convincente. Avevo bisogno di parlare con Peewee delle sue ricette per
fare il pane. Mi piaceva ascoltare Buddy quando raccontava qualcosa
che ignoravo sui cuori di palma e su come era arrivato a mangiarne un
intero giardino.
Sweetie si considerava un'intellettuale perch ascoltava l'audiolibro
di Cujo mentre pattinava.
Peewee disse: Ti deve mancare la citt.
Io risposi di no, del tutto sincero. Spiegai che odiavo l'aria inquinata.
Che laggi ero soltanto uno dei tanti, nel mio spazio limitato, e mi
sentivo piccolo e oppresso dagli alti edifici. Che nelle grandi citt non
c'era mai buio n silenzio.
Ma la cultura, continu. Spettacoli e concerti, come quelli che
noi abbiamo solo a Natale, e nemmeno autentici.
La cultura la porti con te. Le tue ricette sono cultura, Peewee. E
aggiunsi: E la lingua  cultura.
Nani, la ragazza di Peewee, esclam: Io ho la mia lingua. Il pidgin.
Disse: More betta... talfone... bumbye... Mai imparato l'inglese. Keola,
intento a lavare le finestre, sorrise comprensivo e pieno di calore, come
se stesse ascoltando della musica. Ma era una specie di canto di uccello
spezzato, una forma corrotta e altamente colloquiale dell'inglese,
fatta di grugniti, modi di dire e volute approssimazioni. Tutti lo chiamavano
pidgin e sostenevano che fosse una lingua a s, come il portoghese
o il greco - non era inglese, dicevano. Ma lo era, una versione
sciatta e sgrammaticata dell'inglese, mai codificata, priva del verbo essere,
e usata di solito al presente. Questo aiutava, per, perch non parlavano
nient'altro ma ascoltavano tutto il tempo e, nella loro attenzione
strabica, erano abituati a tradurre ci che la gente diceva soltanto sulla base del suono.
Nani disse: Perch questo howlie qui? Lui huhu? Cosa fai - raccogli
ananas? Nient'altro per fare. O altra cosa. Questo howlie lolo, lui kolohe.
Ma sua keiki pi meglio. Ansim. Cos.
Chiesi: Vorresti dire che ci sono dei verbi in questa lingua?
Sembr offesa. Mi prendi per il culo?
In quella frase, prendi  un verbo. In questa,   un verbo.
Peewee, tesoro, questo howlie mi prende per il culo, esclam.
Cos sei piuttosto esagerato.
Peewee disse: Aspetta, Nani.
E lei: Il motivo per la visita, era?.
Osservai: Un linguista direbbe che non c' un verbo essere evidente.
 un tipo di frase defocalizzata con un era posposto.
Esagerato, ripet Nani.
Peewee cambi discorso: Ho detto a delle persone che ti conoscevo.
E loro fanno: Ehi,  uno famoso. Vogliono incontrarti.
Ma io declinai l'invito. Cos, alla vigilia di Natale, mi ritrovai con
Buddy, Peewee, Nani, la mia bella moglie, mia figlia e i numerosi ospiti
della nostra festa annuale sul lanai del secondo piano fuori dal Paradise Lost.
Esclamai: Ho chiuso con i libri. Alcuni non sono altro che spazzatura
e mi intristisco quando li vedo.
I libri sono belli, ribatt Peewee.
 Natale, continuai. Preferisco parlare di uccelli. O di tartarughe.
O del mare. L'anno scorso ho visto una balena dal tetto.
Peewee disse: Ieri Nani ha visto dei delfini.
Nani ud pronunciare il suo nome e intervenne: Abbiamo cos tanti
fottuti uccelli, non sappiamo il loro nome. Ma come in whyan un tacchino
non fa glu-glu. Fa kolo-kolo. Babbo Natale  Kana Kaloka.
Sorrisi e ricordai a me stesso che un ignorante era preferibile a uno
pseudointellettuale. Alcuni clienti dell'albergo passavano ore intere a
raccontarmi la trama dei loro libri preferiti. Altri, ritornando vestiti con
eccessiva eleganza da una rappresentazione locale dello Schiaccianoci, si
davano un sacco di arie con i turisti che li ascoltavano a bocca aperta alla hula dell'happy hour.
Io la volevo chiamare Taylor, ma mio marito ha detto di no, stava raccontando Sweetie a uno degli ospiti della festa di Natale. Taylor significa sarto, spiegai. Sembra di cattivo auspicio. Come chiamarla Cobbler.
.
NOTA: In inglese, cobbler significa ciabattino. FINE NOTA.
.
Quello  un cocktail, disse Nani.
Logan  un nome molto bello, insistette Sweetie. O Shannon. Forse il prossimo.
Shannon  irlandese, osservai.
Io ho un po' di sangue irlandese, intervenne Buddy. Stava togliendo
la carta argentata da un piatto di insalata. Il mio lato folle. Anche
quello forte. Dai, prendine un po'.
Sai cos' davvero incredibile? domand Peewee, prendendo
un dischetto bianco dall'insalata e mangiandolo. Il modo in cui trattano
i prigionieri. Ehi, dovrebbero mettere quei delinquenti in sacchi
della posta e allinearli all'Aloha Stadium una mattina, e poi far venire
le grandi e grosse donne samoane per colpire i sacchi con delle
mazze da baseball. Se qualcuno perdesse la vita, prenderebbero la cosa pi seriamente.
Quegli alberi gli stanno facendo venire fame e lo stanno mandando fuori di testa, comment Buddy.
Non ridere, presto mi farai compagnia. Annusando i rami del pino, Peewee scoppi in lacrime. Questo  il profumo della mia infanzia, disse. Eravamo molto poveri.
Nessuno stava ascoltando. Imitai sottovoce la pronuncia di Peewee.
Ridendo, Sweetie disse: A volte lo vedo scrivere. Gli chiedo, Cosa stai facendo?, e lui, Niente.
A me non aveva mai detto una cosa del genere in quasi sette anni di matrimonio. Riusciva a dirlo soltanto davanti ad altre persone; la facevano sentire protetta. Erano i suoi testimoni, la sua gente. A differenza di nostra figlia, Sweetie aveva paura di me.
Non so mai cosa gli passi per la testa.  ad alto mantenimento.
Guardavo a ovest, verso la spiaggia. Dissi: Ho comprato delle luci di Natale per la palma davanti all'ingresso.
Buddy esclam: Ho messo la palma in quest'insalata.
...
.
...
I signori Sun.
...
.
...
In albergo tutti dicevano, Si tengono per mano, e non potevano fare a meno di sorridere perch i signori Sun avevano quasi cinquant'anni, erano piuttosto semplici e avevano superato da un pezzo la fase del matrimonio in cui ci si tiene per mano. Non lo facevano nemmeno alcune delle coppie in luna di miele. I signori Sun avevano le mani paffute come guanti, il che rendeva ancora pi visibile quel gesto. A me piaceva dire: E allora? Trovavo gli abbracci e le affettuosit meno interessanti dei nomi irlandesi dei loro figli, Kevin e Ryan, ragazzini magrissimi, di un tipo fisico completamente diverso. I genitori robusti di solito hanno figli robusti. Quella differenza sembrava infrangere qualche fondamentale regola di famiglia. L'altra cosa era che i due ragazzi erano conosciuti per essere dei teppisti.
Il primo anno - il mio primo anno, per loro il quinto o forse pi - i Sun vennero senza figli. In seguito li portarono sempre con loro. Mentre i genitori erano clienti modello, i due ragazzi avevano la fama di combinaguai. Uno era distruttivo, l'altro un ladro. In cerca di attenzione era una delle spiegazioni pi gentili per il loro comportamento. A me piacevano gli affettuosi signori Sun, ma non riuscivo proprio a capire i loro figli.
Venivano da San Francisco, erano cinesi americani.
Subito dopo il mio arrivo alle Hawaii, avevo riflettuto sul fatto che il sole fosse cos abbagliante, dandoci la presunzione di essere puri e virtuosi, migliori degli altri. Qualsiasi altro luogo al mondo era peggio - nel continente le persone si ammalavano e avevano freddo, e dovevano portare le calze, l'Africa era povera, la Cina sovrappopolata, l'Europa senile, e il resto del mondo buio. Ci prendevamo il merito del sole e ci aspettavamo gratitudine da parte degli stranieri per il fatto di condividerlo con loro. Questa eresia hawaiana era pericolosa, perch ci rendeva indifferenti ai danni che facevamo a quelle fragili isole. Eravamo talmente soddisfatti del nostro sole da non vedere nient'altro, come se lo avessimo fissato troppo a lungo.
Comunque, trovavo il nome Sun, che in inglese significa Sole, bello, vivace e aperto. Pi americani che cinesi, Amelia e Calvin erano persone silenziose e, il primo anno, non feci caso a loro perch pensavo che fossero una coppia di amanti di mezza et, per i quali non esisteva nessun altro. Durante il soggiorno del mio secondo anno li vidi ancora distanti, intimi, felici, compiacenti, in pratica amanti attratti l'uno dall'altro come calamite, ma mi resi anche conto che erano i genitori di due adolescenti difficili.
Sebbene il personale li avesse ammoniti per una settimana a causa di diverse malefatte, una notte i ragazzi buttarono alcuni mobili nella piscina dell'albergo.
Stavo controllando che le sedie e i tavoli fossero stati ripescati, quando trovai un libro inzuppato sulle piastrelle. Era completamente bagnato, una vecchia edizione delle Hawaii di Michener e, anche se l'inchiostro della dedica aveva sbavato a causa dell'acqua, la calligrafia era cos dritta ed entusiasta che riuscii a leggerla senza difficolt: Al mio caro marito, per celebrare dieci anni della pi grande felicit che abbia mai conosciuto. Possa il nostro futuro continuare a brillare cos intensamente e far s che la nostra gioia sia infinita! La tua adorata moglie, A. E la data.
A parte il gusto romantico antiquato e impossibile da beffeggiare, e la data: cinque anni prima, fui colpito dalla calligrafia gioiosa, dal punto esclamativo forte ed espressivo come il colpo di pennello di un dipinto cinese.
Il libro non era niente di speciale, ma la dedica lo rendeva un trofeo.
Quella cosa laggi con le gambe  un tavolo disse Keola, rivolto a me. Un qualche complemento d'arredo.
Parlava dell'oggetto scuro nella zona pi profonda della piscina che i giovani scellerati avevano buttato insieme alla sedia, ai posacenere e ai cuscini.
Cos'hai detto, Keola?
Mi piacque sentirlo ripetere, la precisione inaspettata di complemento d'arredo. Il tavolo di legno, ora spaccato e rovinato, veniva da una stanza degli ospiti.
Di nuovo quei ragazzi Sun, disse Peewee. Io so cosa farei a quelli.
Colpiti dalla strana vitalit degli spettatori di un disastro, rimanemmo a guardare meravigliati la scena mentre i rottami venivano sollevati, sperando che non vi fossero cadaveri.
Sacchi di iuta, continu Peewee. Donne samoane. Mazze da baseball.
Salii al piano dove si trovava la camera dei Sun e bussai alla porta.
Udii una voce dolce: Vado io, caro.
Venne ad aprire la signora Sun. Suo marito era seduto su una sedia dall'altra parte della stanza, con un libro in mano. Un'altra sedia era stata spostata vicino alla sua. Erano gli amanti, perlopi, che sistemavano le sedie in quel modo o (come avevano fatto anche i signori Sun) toglievano il comodino per avvicinare due letti singoli. Gli amanti erano soliti cambiare la disposizione dei mobili.
S?
Ogni volta che parlavo con i signori Sun sentivo che in qualche modo stavo disturbando la loro intimit e la loro pace perfetta.
Abbiamo avuto un altro problema con i vostri figli.
La signora Sun apparve cos mortificata che finii con lo scusarmi, desideroso di andare via al pi presto. Tutt'a un tratto trovavo l'atto di vandalismo banale rispetto al disturbo che stavo arrecando alla felicit di quella meravigliosa coppia. Il signor Sun pos il libro. Erano entrambi avviliti. Quante volte si erano trovati nella posizione di dover chiedere scusa e rimediare?
La signora Sun disse: Chieder a mio marito di parlare con loro. Naturalmente pagheremo tutti i danni.
I mobili del patio non sono un problema. Sono stati danneggiati, per, spiegai. E un tavolo della stanza degli ospiti dovr essere sostituito o riparato. La Manutenzione rimane bloccata quando accadono cose del genere.
Lo so,  successo altre volte per colpa dei nostri ragazzi, disse la signora Sun, anticipandomi.
Sono qui?
Dall'altra parte del corridoio.
Buss. Nessuna risposta. Allora bussai io, e poi aprii con il passepartout. Ma a quel punto il signor Sun l'aveva chiamata con tono affettuoso e preoccupato, e lei era ritornata nella loro stanza chiudendo la porta dietro di s.
I ragazzi erano fuori ma, a giudicare dalle condizioni della camera, gli addetti alla manutenzione e le domestiche avrebbero avuto parecchio lavoro da fare: specchio rotto, tapparelle danneggiate, macchie sul tappeto, impronte sul muro (sul muro?), ed era soltanto ci che vedevo dalla porta, sbirciando all'interno.
Quello non  niente, mi inform Trey pi tardi. Un paio di anni fa distrussero il bar. Buddy and su tutte le furie.
Uno dei ragazzi era un alcolista e l'altro si drogava, spieg Trey, ma ammise di non sapere quale dei due faceva cosa. Non importava. Avevano un anno di differenza, quattordici e quindici.
La seconda settimana della loro vacanza il maggiore fu sorpreso a rubare in un negozio, mentre il pi piccolo fu arrestato per aver devastato un telefono pubblico. A causa della loro et non fu sporta denuncia. I ragazzi furono affidati ai genitori, il che non aveva senso perch non li avevo mai visti tutti e quattro insieme. I figli si vedevano raramente.
Un giorno i signori Sun dissero di essere appena tornati da St. Andrew's, la chiesa in cui si erano sposati. Le loro vacanze alle Hawaii erano quasi sempre programmate in prossimit dell'anniversario di matrimonio.
Come al solito, si tenevano per mano. Il signor Sun stringeva la mano della moglie con tanto affetto che mi commossi.
Noto con piacere che il romanticismo non ha abbandonato il vostro matrimonio, dissi.
Non accadr mai, afferm il signor Sun.
Un matrimonio  una famiglia? I signori Sun erano inseparabili, totalmente devoti l'uno all'altro, silenziosi e gentili, e il loro amore creava un campo magnetico di energia che scorreva ordinatamente tra di loro. Quel flusso di energia non attirava n allontanava gli altri. Nessun altro veniva attratto, nessun altro contava.
Partirono, tutti insieme. Il Natale successivo, in un pomeriggio di sole, uno dei ragazzi si spar in un motel di Great Falls, nel Montana.
L'altro ragazzo si trasfer a Seattle. Non so quale ragazzo fece cosa.
...
.
...
Henry James a Honolulu.
...
.
...
Era uno dei tanti momenti della mia vita in cui sussurrai a me stesso: Dove sono? nel senso pi ampio.
In quello pi specifico, sapevo che stavo sorridendo con impazienza alle mie due porzioni simmetriche di insalata di pasta durante la Notte di Re Kalakaua all'Honolulu Elks Lodge di Waikiki con mia moglie Sweetie, ospite di Lester Chen, mio braccio destro, e della sua nuova moglie, Winona.
.
NOTA: Honolulu Elks Lodge: Confraternita diffusa in tutti gli Stati Uniti, i cui soci appartengono alla borghesia dei piccoli centri urbani. FINE NOTA.
.
Il tipo che ho io non va dritto, udii. Qualcuno discuteva di rollerblade - erano pericolosi
per le caviglie? Pensavo anche a come la prosaica verit, come una frase
su quell'ambiente, somigliasse al primo verso di una poesia priva di seguito.
Il vanto dell'Honolulu Elks era quello di trovarsi accanto all'Outrigger
Canoe Club, di gran lunga pi lussuoso. Un Elk poteva uscire a
fare una passeggiata sulla spiaggia e imbattersi in uno dell'Outrigger. Ce
n'era giusto uno in giacca sportiva e panama sul tratto di spiaggia in comune,
intento a osservare il tramonto. Provai invidia per quell'uomo curato,
perch apparteneva a quel lido e non si stava chiedendo dove fosse, o almeno cos presumevo.
Per quel che mi riguardava, mi trovavo in un luogo in cui non ero
mai stato prima, di cui non avevo letto niente a proposito n sapevo nulla.
C'era una sede degli Elks accanto alla Washington School di
Medford, in Massachusetts, quando ero piccolo, rammentai. Non ho
mai visto un solo Homo sapiens entrare o uscire di l. Il palazzo per era
bellissimo, e rappresentava un vero e proprio mistero per me.
Segu uno di quei silenzi perplessi, come quando in un gruppo di
chiacchieroni qualcuno si abbandona improvvisamente a un'ecolalia o
comincia a borbottare in una lingua straniera. Gli altri distolsero lo
sguardo da me. Sweetie si diresse verso il buffet. Era per via dell'Homo sapiens?
Tutto una specie di mistero quando sei keiki, vero? disse Lester.
Raggiungeva il massimo della banalit quando usava qualche aforisma
per concludere una conversazione. Aveva l'avversione tipica dei cinesi
per le domande dirette, che considerava quasi una sfida personale, timoroso
del conflitto che potevano creare. Anche questo club misterioso, ok?
Chi sono? Quella fu la seconda domanda, anche questa volta nel senso pi ampio.
Tu marito Sweetie! esclam Winona, come se si fosse appena svegliata.
Sentito di te. Si volt verso una raggrinzita donna violacea seduta
dietro di lei. Lui marito Sweetie!
Eravamo tutti vestiti male e scalzi, con larghe camicie a stampe vivaci
su pantaloni corti, come bambini scomposti. Il pranzo fu invece
stranamente formale e adulto, persino cerimonioso, con due lunghi discorsi
nel mezzo, alcuni brindisi sinceri e un preciso ordine di portate -
cena alle cinque e mezzo, col sole del tramonto che si rifletteva sulla mia
chiara insalata di pasta, facendola brillare.
La novit grottesca della situazione mi confondeva e mi faceva sospettare
che potesse avere un significato. Ai miei occhi qualsiasi novit
appariva sempre importante. Se questa scena era stata scritta, io non l'avevo
letta. Ma come avrebbe potuto essere stata scritta in quel lussureggiante
mondo illetterato, e da chi poi?
Nella condizione irreale di testimone solitario ci sono segni di demenza.
Ti chiedi da dove cominciare. Pu trattarsi di febbre? Avevo creduto
che scrivere consacrasse un luogo e rendesse l'ambiente solido, palpabile,
credibile. Il luogo era importante, aveva colore, ci credevi. Un
posto del quale non c'era nulla di scritto era invisibile finch non veniva
raccontato da qualcuno reso fiducioso dall'immaginazione. C'erano persone
che crescevano su un'isoletta o in un paesino e sentivano il bisogno
di andare via per trovare un posto di cui scrivere, un posto vero, come
Chicago, New York o Parigi, perch la loro piccola casa non esisteva
o non era visibile a occhio nudo. Altri scrittori avevano reso le grandi citt reali.
Eppure, molto tempo dopo aver lasciato Medford, fui incoraggiato
a credere nell'esistenza della mia cittadina d'origine quando lessi il racconto
di Henry James L'inquilino fantasma. La casa stregata si trovava in
una parte di Medford non lontana dall'Elks Lodge. Mi ricordai di ci
che Lester Chen aveva appena detto.
In che senso questo club era misterioso?
Esclusivo, rispose Chen. Okay?
Vuoi dire costoso?
Non costoso, ma rigoroso, precis. Noi non potevamo iscriverci,
okay?
Dedussi che quel noi significava i cinesi. Odiava quel genere di
domande.
Quando ti hanno permesso di farne parte?
Dopo molto tempo. Okay?
Quando le Hawaii sono state riconosciute come stato?
Dopo quello. Scosse la testa e chiese irritato a Winona: Ok,
quando quella vecchia signora cercato di prendere l'autobus?
Quale signora? Quale autobus? domandai.
In Alabama, rispose Winona. S?
Dissi: Rosa Parks?
S.
Era gi sull'autobus. Non ha ceduto il suo posto.
Rosa Parks contribu ad abolire la discriminazione razziale degli
Honolulu Elks? Nel corso di questa dubbia rivelazione, Sweetie era tornata
dal buffet con il piatto pieno - una porzione di riso appiccicoso,
due fette di Spam che sembravano un paio di spalline rosa, un sottaceto,
dell'insalata di patate grumose, un piatto di poi colloso, un muffin
spezzato e imburrato, un bicchiere di punch alla frutta e un dessert con
dentro dei pezzetti di frutta.
Winona osserv: Mangia etnico.
Sweetie aveva sentito la fine della conversazione. Disse: Le persone
di un club non ti vogliono come socio, e tu vuoi entrare. Che senso ha, eh?
Stufo dell'argomento, Chen ci volt le spalle dicendo: Il tramonto. Come un quadro.
Il cielo dell'ovest sembrava proprio un dipinto amatoriale, uno di
quei quadri che si mettono dietro il divano su una parete di velluto nero
- vistosi ed estremamente semplici, fatui, con troppo di tutto contemporaneamente,
il sole troppo rotondo, l'oceano troppo grande, troppo giallo.
La maggior parte delle nuvole diventano bidimensionali al tramonto.
Stavo pensando che l'unica cosa che mancava a quel tramonto erano i
delfini che danzavano e una goletta a tre alberi, quando vidi una goletta,
uno di quegli yacht da crociera con cena a bordo, che veleggiava nella luce
liquefatta dello scintillante e traboccante oceano, preceduta da delfini
che piroettavano e si rituffavano come bambini maleducati in piscina.
Soffocato anche dall'irrealt di quello scenario, come un intenso sogno
causato da indigestione, uscii e raggiunsi l'uomo col panama. Aveva
i baffi, era piccolo, preciso, e sorrideva vagamente di fronte a quella ricca
frittata di natura sbattuta nel mare.
La luce rossastra, che erompendo alla fine della bassa, scura fascia
di cielo, penetrava in un lungo raggio, disse l'uomo, come se stesse citando,
indicando con un gesto il raggio, e giocava sugli antichi pannelli
di legno, sulle antiche tappezzerie, sugli ori antichi, sugli antichi colori.
Stavo pensando a come il tramonto sembri quasi liquefatto sul mare
e si dissolva nella maretta.
Tassellato, piuttosto precis, annuendo con il capo. Rubino.
Fulgido.  il languido mormorio del Pacifico.
Lo fissai come se mi trovassi davanti a un coraggioso compagno
proveniente dal nostro vecchio pianeta. Sul volto aveva ancora quel
mezzo sorriso. Mi piaceva la cura del suo aspetto e me lo immaginai con un monocolo.
Eccoti, esclam Sweetie. Si diresse verso di noi dal lami dell'Elks,
sollevando le ginocchia, costretta a fare quasi dei passi di danza sulla
sabbia profonda della spiaggia.  l'ora dei premi, pap.
Era molto bella, con i capelli scompigliati dalla brezza del mare, e rideva
imbarazzata mentre cercava di tenersi in equilibrio sulla sabbia. In
parte cinese, in parte irlandese e hawaiana, aveva grandi occhi scuri,
sempre spalancati, e il morbido viso dal mento sfuggente di un cucciolo di foca.
Sono un caso disperato, disse ridendo. Ho mangiato troppo!
 la Notte di Re Kalakaua, risposi.
L'uomo torn a guardare il mare. L'onesta, tetra e inalterante notte.
Buoni questi piatti, disse Sweetie. Un po' difficili per me. Fatti
dai miei amici. Loro hanno le doti!
Siamo ospiti dei Chen, spiegai. Lester  un Elk.
Adesso  sullo skateboard, ci inform Sweetie.
Mia moglie, Ku'uipo, dissi all'uomo, che galantemente port la
mano alla tesa del cappello.
Posso vedere il suo orologio? chiese.
L'orologio di Sweetie, un regalo di Buddy, mostrava una ballerina di
hula le cui braccia erano le lancette.
Credo abbia uno scarso interesse per la misurazione del tempo, disse l'uomo.
Tutti parlano male della hula, ma non  vero...  pono,  giusta,
ribatt Sweetie.
L'uomo si gir verso di me e disse: Dobbiamo vederci per il desinare.
Desinare ebbe su di me lo stesso effetto di tassellato e rubino,
conferm cio che l'uomo era un abitante della mia stessa remota
galassia. Tra quegli isolani terrestri, eravamo due viaggiatori che si erano
incontrati per caso e, malgrado somigliassimo a tutti gli altri, eravamo
senza dubbio degli extraterrestri. Nessun altro lo sapeva, eppure noi
avevamo riconosciuto subito le sfumature ed eravamo riusciti a comunicare
nella nostra vecchia e strana lingua multisillabica, una lingua segreta
e oscura che nessuno parlava sotto quelle palme.
Ci presentammo con i nostri nomi completi - un'altra abitudine del
vecchio pianeta - e capii che stavo parlando con Leon Edel, il biografo
di Henry James. Edel, di cui avevo sentito parlare, viveva alle Hawaii in
relativo anonimato da molti anni. Disse di conoscere il mio nome.
E io conosco il tuo.
Tutti i miei amici del continente pensano che sia pazzo, disse.
I miei pensano che io sia morto, esclamai. Non hanno idea di dove
mi trovi. Se lo sapessero, direbbero che sono impazzito.
Non sanno di cosa parlano. Tocc la tesa del cappello in segno di saluto.
Non siamo pazzi.  questo il posto giusto.
Tornai al mio posto all'Elks e sussurrai la domanda di prima, per il piacere di conoscere la risposta.
...
.
...
Gli astronauti.
...
.
...
Non avevo idea che fossi qui anche tu, disse Leon Edel. Quell'anche
fu gentile da parte sua e mi fece sentire importante. Gli confidai
che ero l nelle vesti di un direttore d'hotel. Ebbe abbastanza tatto
da non chiedermi di pi, e quando domand apertamente se per
caso stessi lavorando a qualcosa, mi limitai a sorridere. Uno scrittore
comprende pi facilmente la riluttanza di un altro a parlare della
scrittura e trova pi naturale che uno scrittore non stia scrivendo del contrario.
Sto pensando a un libro, intitolato Chi ero, dissi.
S, s, s.
Lo incontrai per pranzo all'Outrigger, in modo da tenere la nostra
amicizia segreta al personale dell'hotel. Persino il fatto di chiamare quel
pasto desinare avrebbe dipinto sul loro volto uno sguardo carico di sospetto.
Chiamiamolo lavoro in pausa.
Poich in quel luogo ci sentivamo entrambi un po' strani e nascosti,
ci venne spontaneo confidarci l'uno con l'altro. Ci sedevamo in riva al
mare a mangiare insalata e a sorseggiare t freddo. Leon aveva ottantasette
anni, l'et di mio padre, sebbene mio padre non ci fosse pi. Uno
di quei rari uomini che avrebbe potuto sostituire la figura paterna. Leon
era prezioso per la sua et e la sua gentilezza. Era anche molto saggio. Ed
era un piacere semplicemente stare seduto con lui e chiacchierare del nostro bellissimo vecchio pianeta.
Tua moglie  adorabile, esclam Leon, interrompendo se stesso.
S, una vera principessina del cocco. Forse un po' provinciale.
 una provinciale di genio.  la vita stessa, disse Leon.  per il
mondo ricco e brillante della corruzione e delle ricompense.
Dopodich cambiammo argomento e iniziammo a parlare delle
Hawaii, ma a dire il vero si trattava dello stesso argomento perch le
Hawaii, come Sweetie, erano belle, sane e fresche. Si poteva essere
cos felici nell'abbraccio delle Hawaii da non fare caso a quello che mancava.
Una volta James parl di un vuoto riempito di aria vellutata.
Conosceva i tropici?
La Florida, rispose Leon. Sollev un dito per esprimere un'opinione jamesiana.
Potresti vivere in Florida con un'idea, disse, se ti soddisfa che
la tua idea consista di pompelmi e arance. Leon lasci che quel pensiero
facesse presa. Riuscivo a vedere i frutti che aveva nominato in una
coppetta di vetro. Ed era anche stato a San Diego. Coronado Beach. 
da l che viene il mormorio del Pacifico.
Gli piacerebbe questo posto?
A noi piace, disse Leon con sicurezza, un modo perfetto per dire
di s: Henry James amerebbe le Hawaii, perch noi le amiamo.
Andrebbe fuori a cena pi spesso di quanto facciamo noi.
Probabilmente tutte le sere. Scoverebbe ogni angolo. Seguirebbe
le vibrazioni dell'aria. Conoscerebbe persone che noi non conosciamo.
Doris Duke, i reali hawaiani, proprio come faceva Stevenson.
Stevenson beveva champagne con Re Kalakaua. James avrebbe
trovato la sua strada. Si sarebbe intrattenuto amichevolmente, avrebbe
coltivato le persone giuste, e forse anche qualcuna di quelle sbagliate.
Henry James si avvicin con indosso una camicia hawaiana gonfiata
dal vento mentre Leon parlava, come se complottasse, facendo
delle congetture su un altro abitante del nostro mondo. Lo ascoltai attentamente,
domandandomi quanto di quella descrizione si addicesse
a me e al mio soggiorno alle Hawaii. James, con le sue guance paffute
scottate dal sole, il tipico abbigliamento isolano, l'imponente figura
johnsoniana, le gambe corte e pallide, la pancia tonda, il sederone sempre
in movimento e le mani svolazzanti, che faceva, farfugliando col
fiato corto, una delle sue inimitabili voci fuori campo a Waikiki,
indicando la folla di turisti e le nuvole fulgide, seguito dal suo ansimante cane Tosca.
Quel giorno, quando tornai all'Hotel Honolulu, trovai Keola sui
gradini d'ingresso intento a conficcare un punteruolo in un blocco di ghiaccio azzurro.
Gli chiesi: Non dovresti farlo in cucina?
Quelle stronze raccontapalle parlano male di me.
Fallo pi tardi, allora.
Dopo vado a tagliare il prato.
La volta seguente che incontrai Leon gli domandai: Cosa avrebbe
fatto James con le persone del posto?
Sarebbe stato riguardoso nei loro confronti, come lo era con tutti.
Avrebbe definito alcune rozze e rudimentali. Pu darsi che avrebbe
accennato al loro odore intenso... forte e resistente.
Quello avrebbe potuto dirlo di molti dei miei dipendenti. Cos,
per quanto strano potesse sembrare, cominciai a vedere la mia vita in
questo modo, come un alieno con una camicia hawaiana che guarda
le Hawaii attraverso degli occhiali scuri, confrontando le mie impressioni
con quelle di James. Leon mi aiut a capirlo. Degno di James
in tutto e per tutto, si era immerso nella vita del maestro come
un monaco che segue il suo lama lungo il sentiero che conduce all'illuminazione.
Una volta alla settimana, a desinare nella nostra vecchia lingua,
parlavamo delle nostre vite precedenti. Riflettevamo senza rimpianti,
consapevoli del fatto che, pur appartenendo a quel posto, eravamo
riusciti a sfuggirgli. Leon era una persona completamente appagata,
con il potere di evocare la nostra vecchia patria. Mi scoprivo sentimentale
in sua compagnia, discutendo di cose che all'hotel nessuno conosceva.
Disse: New York era cos caotica, cos affollata.
Risposi: Adoro guardare il mare vuoto. L'ecolalia delle onde.
Non sussult nell'udire quella parola. Continu: Questo  un piccolo
e fresco Eden. Forse un po' nuovo ed enigmatico, ma  il prezzo da pagare.
Avrebbe potuto essere la descrizione di Sweetie.
Cominciai a vedere Londra come una citt umida e brutta. Tutti
quei luoghi dei bombardamenti. Edifici costruiti in economia. Aria viziata.
Odiavo dover aspettare un intero anno prima che tornasse la primavera.
Prima tornavo a New York parecchie volte all'anno, disse
Leon. Poi una volta sola. Ora non vado pi. Non prevedo di tornarci in futuro.
Quell'affermazione mi indusse a pensare che saremmo potuti rimanere
per sempre su quell'isola lussureggiante. Le Hawaii erano al
centro della nostra amicizia, e Henry James era il fulcro - Henry con
una camicia a fiori di ibisco di Hilo Hattie's. Le Hawaii erano bellissime
e il loro genio risiedeva nell'aspetto, come un fiore che sboccia,
o un grappolo di stelle di mare dai fragili petali svolazzanti, i cui brillanti
colori primari gli conferiscono un'aria di inconsapevolezza e falsa innocenza.
Eravamo d'accordo sul fatto che New York e Londra, per quanto
brutte, affollate e umide, erano piene di vita. Erano la nostra casa, erano
umane, l la gente parlava la nostra lingua.
Altro drink, zio?
Credo di averne avuti a sufficienza, rispose Leon.
Nubi
Un giorno Buddy Hamstra ci vide. Era in compagnia di Pinky, che
era diventata famosa perch lo mordeva sempre sull'avambraccio quando
andavano in citt. Le cicatrici erano violastre e permanenti come tatuaggi.
Buddy le mostrava a tutti e le usava come un vanto per presentare
la moglie. Vedete questo?, diceva.
Hai trovato dove pucciare il biscotto? Buddy mi diede una pacca
sulla spalla e grid a Leon: Ha scritto un libro!
Anche lui ha scritto un libro lo informai, indicando Leon.
Ne abbiamo due! disse Buddy a Pinky, che ridacchi con la mano
davanti alla bocca. Due libri interi!
Quando se ne furono andati, dissi a Leon: Pu darsi che le
Hawaii rappresentino ci che Londra e Parigi erano per gli americani
alla fine del diciannovesimo secolo. Un luogo in cui sparire e farsi corrompere.
Non qui - non c' corruzione qui.
Abbandonarsi all'ozio, pu darsi. Mangiando pompelmi e arance.
Rise e cit Thoreau, un altro soggetto delle sue biografie. La vastit
della cultura di Leon mi affascinava - i libri che aveva letto, gli scrittori
che aveva conosciuto, scavando a fondo nel passato. Molti di questi
scrittori avevano vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo
ed erano conoscenze di James, inclusa Edith Wharton, che Leon
aveva conosciuto un po', e il suo amante Morton Fullerton, che aveva
conosciuto bene. Aveva studiato a Parigi alla fine degli anni Venti. Era
tornato da soldato nella nuova Parigi libera, aveva incontrato Hemingway,
che non gli era piaciuto, ed era stato in ottimi rapporti con Edmund
Wilson, di cui aveva curato i diari. Conosceva il gruppo di Bloomsbury,
sul quale aveva scritto. Malgrado tutta quell'erudizione c'era una
grande dolcezza nell'uomo, e anche nei momenti di estrema severit intellettuale
trapelavano i suoi sentimenti e la profondit del suo amore -
amore per la moglie, per i libri, per le Hawaii, per la vita. Leon era l'uomo
felice che speravo di diventare alla sua et, seduto al sole all'Outrigger Canoe Club.
Le rivalit familiari erano un argomento frequente nelle nostre conversazioni,
perch lui aveva un gemello, io avevo molti fratelli, e Henry
aveva William. Il mio pi giovane, superficiale e vanitoso fratello, William
aveva scritto confidenzialmente alla segreteria dell'American Academy
of Arts and Letters, declinando l'invito a farne parte.
James era la terza persona al nostro tavolo o sul lanai, ma non era
sempre un uomo intero, completo, diritto, sorridente tra un tiro di sigaretta
e l'altro. Era gentile e ferito. Talvolta giaceva supino, come un paziente
sottoposto a un intervento, con met cranio trapanato e rimosso,
lo stomaco aperto, il suo contenuto - tutte quelle cene abbondanti - versato
in una grande bacinella smaltata d'ospedale, il suo dolore oscuro
visibile quanto un ematoma scrotale, la bocca spalancata. Le sue viscere
erano in uno stato pietoso. Altre volte era sul divano, come quando Leon
ricordava le sue crisi, la tristezza, gli attacchi di panico, l'incapacit di stare solo.
Leon citava il triste paragrafo che James aveva scritto a Morton Fullerton,
il quale gli aveva chiesto dolcemente, alla maniera tipicamente
francese, come aveva cominciato - da quale porto.
Il porto dal quale sono partito era, credo, quello della sostanziale
solitudine della mia vita - e sembra essere anche il porto, in verit, al
quale infine la mia vita di nuovo mi porta!
Leon poteva andare avanti sino alla fine con la descrizione pietosa
dell'uomo proveniente dalla nostra patria.
Sapeva come ci si sente quando non si  desiderati, spieg Leon.
Il racconto di James La belva nella giungla - Leon aveva citato la frase
del tramonto dall'inizio di quel libro la sera in cui ci incontrammo sulla
spiaggia - diceva quasi tutto della sua delusione e di quanto anelasse una grande passione.
La passione per gli era sfuggita. Se l'era lasciata passare davanti,
come Marcher nel racconto. Io e Leon avevamo seguito il suo consiglio
di vivere il pi possibile. Leon, che in un certo senso era il valletto di
James - sempre intento a sistemare e badare alle sue cose - era un uomo
senza rimpianti. Si era innamorato alle Hawaii, aveva sposato una donna
che adorava e trovato la felicit in quel luogo. Io avevo fatto lo stesso.
Non avevamo vissuto il pi possibile? Fino a quel momento il soggiorno
alle Hawaii mi aveva tenuto lontano dalla scrittura, tuttavia stavo
vivendo in un modo in cui non avevo mai vissuto prima, in un mondo
lussureggiante, lontano da casa.
Mi piace vivere qui, ma non scrivo molto, confidai a Leon durante
uno dei nostri incontri all'Outrigger.
Pi si invecchia e meno si scrive. Guarda me. Io scrivo un'ora al
giorno. Qualche volta mezz'ora.
Io non scrivo per niente ammisi, col fiato corto per l'improvvisa
confessione, e improvvisamente mi sentii come un paziente che sta rivelando
i sintomi di una malattia.
Leon mi sorrise come fa un medico a un malato, la cui malattia non
 per tanto grave. E proprio come un medico consiglia esercizio fisico
o un cambio di dieta, mi prescrisse un regime di racconti di James:
L'altare dei morti, La lezione del maestro, Mezza et, La morte del leone, La
figura nel tappeto, La cosa giusta.
Leggi l'opera che James ha scritto quando aveva la tua et, un centinaio d'anni fa.
Chiuso a chiave nel mio ufficio dell'Hotel Honolulu, al riparo dai
dipendenti, lessi i racconti. Mi furono di aiuto, ma ancora non riuscivo
a scrivere. Forse una volta smesso, ti prosciugavi e non rimaneva nient'altro.
Continuammo a incontrarci regolarmente per pranzo, Leon e io,
sulla spiaggia bollente, sotto il cielo blu che rendeva il mare dello stesso
colore, per il piacere di parlare nella nostra lingua della bellezza dell'isola.
Ho riflettuto per anni sui racconti di James, disse Leon. Poi un giorno ho capito. I suoi racconti erano le sue fantasie. Ciascuno una fantasia diversa. Leggili tutti e coglierai la vita interiore dell'uomo. Forse tutti i racconti sono fantasie.
Una volta li scrivevo anch'io, dissi.
Sotto un cielo azzurro mediterraneo, trafitto da raggi di oro polveroso tipico dei quadri rinascimentali, tutto l'immaginabile nel cielo immenso, persino nuvole di cherubino, tutto tranne un Salvatore risorto; ascoltando il mormorio del mare, il frangersi delle piccole onde sulla spiaggia, ce ne stavamo seduti nella luce liquida, nell'aria vellutata, banchettando con pompelmi e arance. Con Leon ero felice come non lo ero mai stato, ma lontano da lui avvertivo una tristezza nuova, e la vita all'hotel senza riuscire a scrivere era diventata quasi insopportabile.
...
.
...
La cosa giusta.
...
.
...
NOTA: Nell'originale The Reai Thing, titolo di un racconto di Henry James. FINE NOTA.
.
Era piombata su di noi e ci aveva resi consapevoli della nostra fragilit,
scrissi, ma prima che potessi dare un titolo alla prima riga della mia storia,
mi chiamarono alla reception per l'imbarazzante rituale di registrazione
di una celebrit: Jesse Shavers l'attore, molto alto, molto calvo,
molto nero, con le sue risposte a monosillabi che gli conferivano un'aria di nobile superbia.
Mentre presiedevo a questa cerimonia, un'inutile perdita di tempo, mi
ricordai che il giorno prima, guardando proprio da quella parte, avevo visto
una donna - il soggetto del racconto che mi prefiggevo di scrivere -
che si trascinava a fatica attraverso l'atrio, tenendo il capo chino. La donna
si era rivolta a Rose con aria triste e l'aveva afferrata. Era perfetta. Sua
figlia ha la congiuntivite! aveva detto, fornendo una diagnosi precisa e
inattesa. Ero abituato alle domande dei clienti dell'albergo, ma questa volta
si trattava di un attento consiglio medico. Afferm di sapere di cosa stava
parlando. Si chiamava Monica Thrall e non aveva affatto una bella cera.
Influenzato dalla storia di Henry James che avevo appena letto, decisi
di scrivere un racconto breve basato su di lei e, suppongo, sulla paura che
mia figlia si ammalasse. Dopo l'interruzione di Jesse Shavers, ritornai nel
mio studio e scrissi La cosa giusta in stampatello all'inizio della pagina.
Monica Thrall si era infuriata. Come pu trattare sua (figlia in questo
modo? Se pensasse che a lei non importa nulla della sua salute, potrebbe
fare qualcosa di veramente terribile. Se ne rende conto?
Era cos arrabbiata e triste, e i suoi insulti cos insistenti e commoventi,
che ordinai dei fiori per lei. Ci che mi aveva colpito era proprio
la sua rabbia. La donna con il nome alla Henry James era piombata su
di noi e ci aveva reso consapevoli della nostra fragilit. E aveva ragione.
Presi il collirio e ben presto Rose smise di strofinarsi gli occhi e inizi a sorridere di pi.
Io provo consegnare i fiori di nuovo? chiese Marlene, senza bussare.
Sollevai lo sguardo dalla pagina vuota. Non potuto consegnare ieri.
C'era il cartello Non disturbare sulla porta.
Feci un cenno di assenso con il capo per dirle di portare a termine
l'incarico e pensai che quel cartello era proprio quello che ci voleva sulla
mia porta, cos avrei potuto scrivere la storia sulla donna di mezza et,
proveniente da Gary, nell'indiana, che casualmente diagnostica una malattia
rara a un altro ospite dell'albergo e cos gli salva la vita. Se questi
due estranei non fossero stati nello stesso albergo, l'uomo sarebbe morto.
Non mi importava pi del cartello Non disturbare - non potevo
nemmeno chiudere la porta del mio ufficio. Ero di turno. Qualcuno poteva avere bisogno di me.
Una delle contraddizioni di scrivere un racconto alle Hawaii - una
cosa che non avevo mai provato prima di quel momento - era che potevo
farlo solo mentre lavoravo. Scrivere era impossibile nell'angusta suite
di due camere che condividevo con moglie e figlia. Mi infastidiva il fatto
che la mia piccolina di sei anni avesse a disposizione una scrivania e io no.
L'infermiera del mio racconto aveva bisogno di un nome e di una
citt d'origine nuovi. Ero cos fuori esercizio nello scrivere racconti che
non riuscivo a trovare il modo di migliorare la realt. Per lei non esisteva
nessun nome migliore di Monica Thrall e nessuna citt migliore di Gary,
nell'indiana. Le alternative a cui avevo pensato suonavano false e artificiali.
Allora cominciai a scrivere descrivendo la donna che aveva notato il
problema oculare di Rose, ma nel racconto immaginai che fosse seduta ai
bordi della piscina a osservare una donna in bikini e, grazie ad anni e anni
di osservazione, riuscisse a diagnosticare, sul corpo quasi nudo della
donna, i sintomi di una rara forma di melanoma. Oppure si trovava in
ascensore e faceva una diagnosi dei disturbi degli altri occupanti?
Vedendo Trey che si avvicinava alla porta del mio ufficio con un'espressione
arcigna sul volto, coprii la prima frase di La cosa giusta con un foglio
di carta, come se stessi nascondendo una lettera d'amore alla mia amante.
Capo, abbiamo un problema in piscina, disse Trey, entrando nel
mio ufficio senza alcuna esitazione. Un cliente del piano di sopra ha appena
telefonato per avvisare che ha visto delle persone in piscina che si
davano alla pazza gioia. Gli ha visto il pisello.
Di' ai fornicatori in questione di smetterla.
L'ho fatto. Mi hanno guardato con occhio cattivo.
Capitava spesso durante la notte di ricevere lamentele simili, ma
questa mi era nuova - una coppia che scopava nella piscina dell'albergo
alle cinque e mezzo del pomeriggio, in pieno giorno, sotto gli occhi dei
clienti dell'happy hour, che sembravano godersi lo spettacolo acquatico
dal lanai del Paradise Lost. Riconobbi la coppia, perch al momento della
registrazione si erano informati su come noleggiare una motocicletta a
Honolulu. Mentre Chen telefonava, l'uomo mi aveva mostrato alcune
istantanee della sua Harley, nel modo in cui la gente mostra le foto dei
propri figli. La donna sembrava altrettanto orgogliosa della moto. Una
di quelle coppie, con tatuaggi banali e desiderosa di attenzione. Ora erano
avvinghiati l'uno all'altro fino alle parti immerse, lei appoggiata di
schiena all'angolo opposto della piscina, le gambe bianche stringevano il
compagno in una presa animalesca e i talloni premevano contro la sua
schiena pelosa. Le natiche sommerse dell'uomo, simili a quelle di una
scimmia, si muovevano in senso rotatorio mandando bagliori blu-prugna
nell'acqua piena di nuvole.
Temo che dovr chiedervi di entrare, dissi.
Hai qualche problema, amico? L'uomo era senza dubbio ubriaco.
L'occhio cattivo diceva tutto.
Non io. Prenditela con l'Ufficio d'igiene. Non sei in regola con le
loro direttive. Ti devo citare in giudizio per violazione del codice sanitario.
E prima che lui mi potesse interrompere, aggiunsi: I contenitori
per bevande in vetro sono proibiti ai bordi della piscina - in giro c'era
una dozzina di bottiglie di birra Corona, la maggior parte vuote - e non
sei vestito in modo adeguato. Avresti bisogno di un costume da bagno.
Sconcertato dalle mie accuse indirette, l'uomo disse: Come faccio
a farlo in costume da bagno?
Prova di sopra, in camera tua.
Rimasi l in piedi fischiettando, completamente vestito, dando loro
le spalle mentre sorvegliavo Trey che raccoglieva le bottiglie tintinnanti
di birra e questo fu sufficiente a metterli in imbarazzo. Bestemmiarono,
schizzarono acqua in giro e se ne andarono, avvolti negli asciugamani,
mentre i clienti dell'happy hour gridavano e fischiavano.
Una volta nel mio ufficio, ripresi il mio racconto. La donna, Monica
Thrall, proveniva da Gary, dove - era forse un'infermiera? - su autobus e
treni di pendolari, aveva sviluppato l'abitudine di diagnosticare i disturbi
degli altri passeggeri - osservandone gli occhi, il tessuto della pelle, le dita
tremanti. Mentre il paragrafo prendeva forma, squill il telefono.
Non c' nessuno che parli inglese in questo albergo?
Grazie della domanda. Mander qualcuno del Servizio Clienti ad aiutarla.
Ehi, ho appena ricevuto una sega da loro e ora ne sto ricevendo un'altra da lei.
Il cliente, il signor Gordie Steen della contea di Orange, in California,
era anziano, scorbutico e, come la maggior parte della gente che si
lamentava, desiderava semplicemente un interlocutore disposto ad
ascoltare le sue rimostranze che ai miei occhi avevano tutta l'aria di essere
razziste. L'ossessione ignorante per gli accenti stranieri  quasi sempre indice di razzismo.
La signora Thrall entr maestosamente nell'ascensore dell'albergo e
fece una rapida valutazione degli altri ospiti, tutti in costume da bagno. Le
persone negli ascensori non si guardano mai negli occhi, cos per lei fu pi
facile osservarle. Uno aveva la congiuntivite, un altro mani artritiche e
profonde rughe facciali causate da anni di fumo. Quest'ultimo ansimava -
pessima circolazione. Gli occhi di un altro tizio erano gialli.
Uomo vuole vedere te, disse Marlene, sventolando un bouquet di
fiori. Prima che potesse finire la frase, l'uomo le pass davanti con passo
lento e pesante, borbottando furiosamente.
La mia fidanzata  stata appena rapita, disse. Era un uomo robusto
sulla quarantina, grosso e pallido, ma sproporzionato, quasi deforme,
in una maniera che ispirava debolezza, nonostante la mole imponente.
Il cartello  ancora su, disse Marlene. Ero cos confuso che mi ci
volle un minuto per capire che si riferiva ai fiori della signora Thrall, la
vera signora T. in albergo, e al cartello Non disturbare che era ancora appeso alla maniglia della sua porta.
Occupando l'intero vano della porta, l'omone disse agitato: Eravamo
nel bar e lei ha cominciato a parlare con questo nero.  un attore.
L'ho visto al talk show di Oprah. Molto eloquente. L'unica cosa che so e che lei  sparita, e anche lui.
Com' possibile?
Non li ho visti. Stavo guardando quei due tipi che scopavano in piscina.
Si morse le labbra, improvvisamente imbarazzato da questa grossolana
ammissione. Penso che lei abbia affrontato la situazione nel migliore
dei modi. Ora vorrebbe per piacere far uscire la mia fidanzata dalla stanza di quell'uomo?
Potrebbe bussare.
C' un cartello. Non disturbare.
L'uomo aveva paura, e chi non l'avrebbe avuta? Jesse Shavers era famoso
per i suoi ruoli violenti. Ti stacco quella cazzo di testa era una
delle sue battute pi conosciute. Se l'uomo avesse veramente pensato
che la moglie fosse in pericolo avrebbe bussato o chiamato la polizia. Temeva,
era ovvio, che la sua fidanzata si stesse divertendo.
Non la posso aiutare, dissi. Marlene le pu dire che non entriamo
mai in una stanza su cui  attaccato un cartello. Sono due giorni che
sta tentando di consegnare dei fiori in una stanza su cui c' il cartello Non disturbare.
Le ho regalato un anello di fidanzamento da diecimila dollari! Le dica che lo rivoglio indietro!
Lascer un messaggio al signor Shaver, dissi. Non possiamo
intrometterci a meno che non si tratti di un'emergenza.
E questa come la definisce?
La sua fidanzata  nella stanza di un altro cliente, probabilmente a letto, nuda. Come crede che potrei definirla?
Forse avevo oltrepassato i limiti. L'uomo socchiuse gli occhi gonfi di dolore nel tentativo di fermare le lacrime. Lasci il mio ufficio con passo incerto, come quando era entrato.
Marlene disse: Allora cosa faccio con i fiori?
Riprova pi tardi.
Ripresi il racconto. Scrissi quattro righe: la signora Thrall era ancora
nell'ascensore che scrutava il colore strano degli occhi di uno degli
ospiti, pensando che potesse trattarsi di ittero, forse di una disfunzione
renale. Come odiavo inventare.
Non riuscii ad andare oltre. La coppia dallo sguardo cattivo che avevo
cacciato dalla piscina ora stava facendo un tale chiasso nella stanza,
che i clienti del piano di sotto si lamentavano. Misi via il mio racconto
- i due paragrafi, il titolo preso in prestito; niente affatto
un racconto -
e andai di sopra. Non c'era nessun cartello sulla porta della stanza dei
motociclisti rumorosi, ma qualcos'altro attir la mia attenzione. Erano
i vicini della signora Thrall. Lei non si era lamentata del chiasso. Il
cartello era ancora attaccato alla maniglia come aveva detto Marlene, ma
un altro particolare indicava possibili guai in vista: davanti alla porta
c'erano due giornali, uno sopra l'altro. Ci significava che non aveva lasciato
la stanza per due giorni. E questo, nella soleggiata Honolulu, era inconcepibile.
Usai il mio passe-partout e, appena entrai, la vidi stesa immobile sul
letto. Era morta gi da un po'. Sul comodino sembrava esserci tutto l'indispensabile
per la droga. Non aveva lasciato nessuna spiegazione. Il
dottor Miyazawa, il medico di Buddy, disse che si era fatta un'overdose
di insulina. Era il modo pi efficace per togliersi la vita. Doveva essere
un medico o un'infermiera, stava dicendo il dottor Kim nel mio ufficio,
mentre mettevo da parte il minuscolo frammento del mio racconto e mi accingevo a scrivere lo sconvolgente rapporto per la polizia.
...
.
...
Camera oscura.
...
.
...
L'unico ritratto di Wayne Godbolt che suo fratello Will avesse mai dipinto rimase appeso all'Honolulu Academy of Arts per una settimana,
prima di essere rimosso, una mattina, senza alcuna spiegazione. All'incirca nello stesso periodo, Will arriv a Honolulu dalla sua casa a Big
Island e, senza troppi clamori, si fece registrare nel mio albergo sotto falso nome - stranamente, il nome del fratello. Non avevo idea chi fossero
questi due fratelli, ma Buddy incontr Will, e mi raccont tutto. La loro storia di famiglia faceva parte della tradizione orale delle Hawaii.
La presenza di Will nell'hotel mi fece venir voglia di vedere il dipinto, e fu durante quella visita al museo che scoprii che era stato tolto.
Una guardia giurata mi disse che lo stavano conservando in una camera oscura in citt. Mi sembra appropriato, risposi. L'uomo, con il nome
Balabag sul distintivo, spalanc la bocca, lasciando cadere la mandibola, per mostrare il suo disappunto, esattamente come faceva Buddy. Il dipinto s'intitolava Camera oscura.
Ci che aveva reso la rimozione del quadro ancora pi irritante era
il fatto che Wayne fosse morto da poco tempo, e che lui e suo fratello, il
fotografo e il pittore, fossero molto attaccati l'uno all'altro, come gemelli
in missione. I dipinti di Will erano precisi e ricchi di particolari, fotografici;
le fotografie di Wayne erano impressioniste - offuscate, con effetto
aerografo, ritoccate in camera oscura, con una dissolvenza spettrale e astratta.
Il quadro in mostra a Honolulu ritraeva Wayne in una camera oscura
con la sua macchina fotografica antica. La composizione aveva uno
sfondo sfumato di brillante vernice marrone scuro, cos gonfia da far
pensare a coleotteri morti e ali fragili. Gli occhi di Wayne, una pennellata
sottile, fissavano come l'obiettivo di una macchina fotografica. Un letto
disfatto, spoglio come un altare sacrificale, occupava parte del primo
piano, ma il colore lucido e gonfio dello sfondo dominava. Un giorno era
appeso alle pareti dell'Honolulu Academy of Arts e il giorno dopo era sparito. Cos'era successo?
Io sono vegetariano, lui  un cannibale, Will aveva detto di Wayne,
il fratello pittore del fratello fotografo.  per questo motivo che riusciamo a volerci bene.
Will era conosciuto sul continente e le sue opere vendevano; Wayne
non lo era, perci il suo lavoro non si vendeva. Quella fu la prova, tutta
hawaiana, del talento artistico e del successo, per quanto giustificati dalla
distanza: perch ci trovavamo nel mezzo dell'oceano, non sapevano
delle fortune di chi raggiungeva la celebrit sul continente. La gente del
posto sembrava scomparire quando ci andava, anche quando conquistava
un enorme successo. I nativi delle Hawaii con una grande reputazione
sul continente - W.S. Merwin, Leon Edel - ci erano perlopi sconosciuti
e di loro non si parlava. I quadri di Will Godbolt erano pi famosi a New York che a Honolulu.
La prolissa etichetta appesa al muro dell'Honolulu Academy of Arts
spiegava che la camera era una stanza, ma anche uno strumento fotografico
e che una camera oscura era un semplice mezzo di osservazione.
Parlava anche del legame che univa i due fratelli artisti, di come fossero
stati allevati dalla loro madre nella zona pi fertile di Big Island, alle pendici
del Kamuela. I Godbolt erano una vecchia famiglia di missionari kama'aina.
La madre, Lydia, era una Figlia delle Hawaii.
.
NOTA: Le Figlie delle Hawaii sono un'organizzazione fondata nel 1903 per conservare il patrimonio storico e culturale delle isole Hawaii. FINE NOTA.
.
Il padre, Simon, era stato ucciso alle isole Salomone durante la seconda guerra mondiale.
Il resto lo sapevo gi. Lydia Godbolt non si era risposata. Aveva cresciuto
i suoi figli e loro erano rimasti i suoi ragazzi, non si erano sposati,
andavano sempre a trovarla e la ritraevano. I ritratti di ogni figlio erano
molto diversi, rappresentavano due donne completamente differenti. Will
usava sulla tela i cosmetici di Lydia, rossetto e cipria per accentuare i lineamenti
del volto, rendendo il quadro sorprendentemente somigliante alla
donna. La fotografia di Wayne sarebbe stata indecente, se non fosse che
l'immagine era irriconoscibile, pi simile a una meringa spiaccicata che a
una donna - andava bene lo stesso, visto che ritraeva sua madre nuda.
I fratelli Goldbolt avevano ancora una stanza ciascuno nella residenza
di famiglia, anche se per i primi vent'anni della loro vita, fino a
quando non se ne andarono, avevano condiviso la stessa camera, nell'ala
nord della casa. In quella camera buia crebbero e diventarono adulti.
Dipinsero molti ritratti di Lydia, ma si vantavano di non aver mai fatto il ritratto l'uno dell'altro.
Nessuna competizione! dichiar Will. Wayne fu d'accordo.
Wayne, il pi ribelle dei due, era un aguzzino. Quando Will trov una
ragazza che prese a chiamare la mia fidanzata, Wayne inizi a tormentarli
entrambi, gridava: E piena di peli. Sei una checca. Si chiamava Laura.
Sussultava ogni volta che Wayne apriva bocca, prevedendo le sue parole
di scherno. E Wayne continuava a deriderli. Laura era stata nel Corpo dei volontari della pace delle Filippine. Di' Rice-a-Roni in tagalog.
.
NOTA:  il nome di una famosa marca di riso. Pronunciato in tagalog, la lingua nazionale delle Filippine, risulta buffo per gli anglosassoni. FINE NOTA.
.
Poi si beffava di lei perch si era offesa e l'accusava di essere permalosa.
Guardami... sono innocuo! La spaventava fino a ridurla al silenzio e lei
evitava di incontrare il suo sguardo. Wayne diceva: Perch sei silenziosa?
Essere muta  una forma di rimprovero. Il silenzio  aggressivo. Continuava
a infastidirla fino a quando cominciava a piangere; allora Will lo
supplicava di smettere. Quella notte nella camera buia, Wayne disse con
voce tagliente: Se potessi sbarazzarti di lei tirando una spina, lo faresti?
Un luminoso schizzo al naturale della giovane donna insieme a Will,
uno dei tanti autoritratti, era appeso nello studio del pittore. Caino e
Adele, lo chiamava Wayne, che derideva le cosce magre della ragazza e il
pene a uncino del fratello. Cazzo piccolo! Donna ragno con i piedi palmati!
sembrava starnazzare Wayne intorno allo studio, con le falde rigide
della giacca che svolazzavano come enormi ali snodate. La cosa pi
straordinaria in questo dipinto era il tono grumoso del giallo che faceva brillare i corpi.
Il colore denso del sole, spiegava Will, era quello che si otteneva in
India dando da mangiare i manghi alle vacche sacre e poi raccogliendo
e lasciando evaporare le urine fino a ottenere un residuo simile a polvere
di polline. Da questa pasta di mucca gialla si produceva l'intenso
pigmento usato nei dipinti dei monumenti pi sacri.
Dai da mangiare i manghi alle mucche e raccogli la pip? domandava Wayne.
Anche dopo aver superato i quarant'anni, i fratelli continuavano a
usare spesso un linguaggio infantile, Wayne pi di Will.
Allora Laura sta mangiando i nostri manghi, era tutto ci che Wayne diceva.
Wayne aveva appena scoperto quel metodo, eppure i dettagli tecnici
che stavano dietro quel dipinto erano gi descritti negli opuscoli della galleria
e contribuivano alla popolarit della mostra itinerante di Will. Sul continente
i suoi quadri andavano a ruba e grazie a ci si era fatto un nome.
Wayne di solito ignorava Laura, ma inventava nomi ridicoli per la
madre, Carol-Ann (una divorziata che viveva in un condominio ad Aina
Haina), perch aveva la pretesa di scrivere poesie. Waine sosteneva che
era un segno della senilit imminente e la chiamava Anna Banana, recitando
le poesie con una voce strillante e accento inglese, cominciando
con Benvenuti al Masterpiece Theatre! Era crudele verso i fidanzati
della madre di Laura, disprezzava la sua passione per i gatti, il suo abbigliamento,
i suoi tentativi di ottenere un ruolo al teatro di Manoa Valley.
 deforme! E senza pudore! E una commediante!
Questa crudelt verso la madre isolava e demoralizzava Laura. Nonostante
ci, continuava a cucinare per i due fratelli, e a volte per la sofferente
Lydia, nella casa di famiglia. Ogni tanto, allontanando il piatto,
Wayne diceva: S, penso che sia meglio che mi apra una scatoletta di Kit
Kat. Sembrava saltellasse intorno a suo fratello e Laura, tormentandoli,
prendendoli in giro, facendo le smorfie, parlando in tono infantile.
Chiedeva soldi in prestito a Will. Spesso si presentava alle inaugurazioni
delle sue mostre vestito con abiti vecchi, indossandoli come un insulto,
e se qualcuno provava a fare commenti, gli urlava: Snob!
Le richieste di soldi erano come un rimprovero per il successo di
Will. Will gli consegnava i contanti, ma quando accennava che aveva bisogno
di averli indietro, Wayne gridava: Non posso credere che tu sia
cos spilorcio! e mentre diceva di essersi offeso, ne chiedeva degli altri
e Will puntualmente glieli dava. Laura chiedeva:  il nostro futuro?
Lunghe, orribili nottate. La forza misteriosa di Wayne. Will giunse al
punto di essere cos esausto da volerla fare finita.
Non ne ebbe bisogno. Laura, l'unica donna che avesse mai amato,
lo lasci dopo settimane di lacrime e Wayne, sollevato, si fece premuroso
e consol suo fratello. Non molto tempo dopo, Lydia mor e i fratelli
rimasero soli. Una volta, Wayne disse: Sono cos in debito con te.
Ti prego, perdonami! Ma quando Will glielo ricordava, Wayne rispondeva:
Quante volte te lo devo ripetere?, parlando con una rabbia
tale che Will smise di usare la parola prestito. Cominci a dire:
Questo  un regalo.
Sebbene Wayne si definisse un fotografo ritrattista, e maledicesse le
grandi aziende hawaiane perch non gli commissionavano costosi servizi
fotografici nelle sale di rappresentanza, la sua specialit erano fotografie
astratte di interni ingombri. Sosteneva che fossero rappresentazioni
della sua malinconia - attici, cantine, stanze piene di cianfrusaglie:
strumenti musicali, come oboi e tromboni, fogli stampati, grafici della
febbre, partiture per insoliti duetti, guarnizioni d'ottone, mucchi di riviste,
peluche, attrezzi simili a raschietti americani e pesi di piombo, caratteri
tipografici di legno, casse stampate, una pressa da mele, un cranio
di onice, denti di balena accuratamente levigati, le ceste degli Shaker, tavolozze imbrattate, telai a mano e campane indiane.
.
NOTA: Gli Shaker sono una setta di millenaristi americani che credono nel secondo avvento di Cristo e hanno appreso l'arte di lavorare il giunco dagli indiani algonchini. FINE NOTA.
.
L'assortimento sfidava ogni interpretazione. Conglomerazioni barocche, le immagini erano
allegorie, diceva, perch la stanza che faceva loro da cornice era la camera
buia che i due fratelli avevano occupato durante l'infanzia.
Wayne sbrait come un pappagallo, quando alcuni critici sarcastici
elencarono gli oggetti, riunendoli tutti in un paragrafo ironico come
quello sopra, invece di interpretarli nella loro armonia e nel loro significato, come pretendeva Wayne.
Un forcone, una scatola di sigari, un cucchiaio da mirtilli, una pila di
tazze e piattini, un fucile a pietra focaia, un grammofono, un pugnale, un
paio di stivali da equitazione da donna, un'insegna della Coca-Cola, un libro
ammuffito di duetti per il pianoforte e due palle di pelle che potrebbero
essere teste mummificate, in una stanza anonima.
Le teste e la musica costituivano il nucleo dell'intera composizione,
disse Wayne e, furioso, non mostr mai pi le sue fotografie. Ne
possedeva pile intere: Le sto nascondendo! Conserv la sua vecchia
macchina fotografica a lastre e quasi smise di lavorare. Divent sporco e
irascibile. Cominci a dire: Mi piace il modo in cui puzzo.
Sapeva che suo fratello era molto conosciuto fuori dalle Hawaii, se
non proprio famoso, cosa grandiosa ma anche fonte di invidia. Will era
amato per i suoi toni vividi, i colori della creazione delle isole paradisiache,
tra cui il giallo di succo di mango delle urine, il verde ricavato da foglie
di ibisco triturate, il viola polveroso ottenuto dai prugni selvatici di
Giava, e quel particolare rosso bruno usato in Country Road, Kamuela,
un pigmento di argilla rosso che aveva raccolto dalla stessa terra che aveva dipinto.
Smettila di rimuginare, Willy.
Non rimugino mai.
Nelle loro opere i due fratelli riproducevano fedelmente le loro vite,
non rappresentavano mai le Hawaii come un paradiso. Le Hawaii erano
un luogo reale, imperfetto, in cui le montagne si scioglievano, gli alberi
cadevano, il suolo era ricco di ferro e il corallo in frantumi. Le isole, piene
di stranieri e di persone che avevano scelto di trasferirsi l, erano
soffocate dalle viti e dagli insetti nocivi che avevano distrutto l'antica vegetazione
locale. La confusione era stata il soggetto principale delle fotografie
di Wayne. Nei quadri di Will c'erano bambini imbronciati, e la
frutta che dipingeva portava sempre il segno dei denti.
Siamo testimoni! diceva Wayne.
La mostra itinerante del continente arriv a Honolulu. Dopo che
Buddy mi raccont dei due fratelli, andai alla mostra e vidi che mancava
il ritratto di Wayne. Buddy non riusc a darmi alcuna spiegazione, anche
se disse di aver conosciuto i due fratelli come eccentrici adolescenti,
quando avevano soggiornato in albergo insieme alla loro madre. Sembrava
che il quadro fosse stato sequestrato in tutta fretta dalla polizia. La
vernice gonfia di bollicine fu esaminata e identificata come il sangue di
Wayne. I giornali di Honolulu scrissero che Will era ricercato per essere
interrogato in relazione all'omicidio del fratello. Tra le cose che Will possedeva
c'era una fotografia che Wayne gli aveva scattato e aveva crudelmente
ritoccato. Will fu arrestato nella sua stanza d'albergo e condotto
lungo il corridoio, Buddy aggiunse: ridendo come un bambino disubbidiente.
...
.
...
Dominio.
...
.
...
Il nostro vicino, Dickstein, direttore del Waikiki Pearl, sembrava fedele
fino alla noia alla sua amante. Uno dei paradossi tipici dell'infedelt coniugale
 questa assurda fedelt nei confronti della persona con cui si sta tradendo. Come potrebbe essere amore?
Daniel (ma eravamo alle Hawaii, quindi si faceva chiamare Kaniela)
Dickstein era un mostro per il modo in cui sbraitava contro i suoi dipendenti.
L'abuso verbale era solo uno dei suoi tanti difetti. L'altra abitudine
di Dickstein era trascorrere i pomeriggi nel mio albergo con una delle
sue dipendenti. Si chiamava Kendra, una bellezza da spiaggia, mezza
hawaiana, alta e con la carnagione olivastra - occhi grigi, seno piccolo,
gambe muscolose da surfer e culetto sodo. A questi appuntamenti settimanali
arrivava con una borsa da palestra. Naturalmente, a chiunque
piacerebbe sapere che cosa contiene una borsa del genere. Paragonato a
Dickstein ero alquanto inoperoso, eppure sentivo di avere pi autorit.
Avere moglie e figli sul continente che vivevano nell'albergo di cui
in passato era stato il direttore, e dove sua moglie lavorava ancora, non
giustificava il fatto che andasse a letto con il personale. Era sbagliato
stringere una relazione con i dipendenti - non solo moralmente scorretto
ma anche imprudente, dannoso dal punto di vista disciplinare e ingiusto
nei confronti degli altri. E quando la relazione finiva e il partner
respinto era ancora sul libro paga, che cosa succedeva?
Tuttavia, in qualche modo Dickstein se la cavava. Non ero mai riuscito a chiamarlo Dick.
.
NOTA: Dick in slang americano significa pene. FINE NOTA.
.
I soprannomi mi sembravano fuorvianti e troppo familiari, anche se Honolulu ne era piena - Buck per Buchwach,
Gus per Guslander, Sam per Sandford, Link per Lindquist. Kaniela
Dickstein aveva un testone di forma irregolare, una mandibola che ricordava
un escavatore e il volto insolente e bitorzoluto dei generali dei
film di guerra. Gridava, bestemmiava, tirava gli oggetti, qualsiasi cosa
gli capitasse in mano. Lanciava le matite contro Kendra, una volta anche
una tazza di caff frantumatasi contro la porta che lei stava chiudendo
mentre fuggiva. Pretese anche che tornasse a pulire. Era la sua amante.
Dickstein non alzava mai la voce con me. Mi salutava sempre con
Shaloha, il saluto interculturale che lui stesso aveva coniato. Mi era
grato perch gli permettevo di usare l'entrata riservata ai dipendenti e
l'ascensore di servizio, cos poteva scivolare furtivamente nella stanza
710 per tre ore la settimana, tutti i mercoled pomeriggio. Fissare l'incontro
amoroso nel bel mezzo della settimana lo privava di tutta la poesia,
in un certo senso sarebbe stato pi piacevole incontrarsi di venerd
e i fine settimana erano sicuramente pi romantici. Il mercoled era come
il lavoro, quasi un vero e proprio appuntamento, anche perch non
saltavano mai una settimana e raramente arrivavano in ritardo. Tuttavia,
una voce in me diceva: Beato lui.
In qualit di direttore dell'Hotel Honolulu, per la prima volta in vita
mia avevo dei dipendenti. Ero colpito dal modo in cui mi facevano
sentire potente, e meno confidavo in loro, pi potere avevo. Non avevo
chiesto tutto questo. Non l'avevo cercato. Volevo solo che facessero il loro
lavoro, ero cos incapace, di fatto non avevo nessun potere, non pi
di una marionetta che faceva la parte del capo. Cos mi sembrava.
Tutti, a parte mia moglie e mia figlia, mi attribuivano poteri che non
avevo. I miei dipendenti affermavano che ero molto lungimirante nell'assegnazione
degli ordini. Lodavano la mia capacit di giudizio. Anche
quelli pi forti riconoscevano la mia forza. Ero scettico. Attenti a chiunque
lodi la vostra intelligenza, perch quasi sempre si sta complimentando con se stesso.
L'adulazione mi sembra sempre una presa in giro. Sospettavo che i
miei dipendenti fossero sprezzanti in questo modo. Lasciare nel vago le
loro lodi, era anche un modo gentile per non doverne rispondere. E di
solito detestavo le frasi che inventavano per me. Tu come facevi a sapere
che lei stava rubando i soldi? o Come vorrei essere capace di farlo come te. O il troppo frequente Ehi, tu s che hai girato il mondo,
vero capo? se mostravo la minima conoscenza di geografia.
Fortunatamente, non dovevo essere all'altezza di questa immagine
esagerata di me stesso, e nemmeno i miei dipendenti ci avevano mai creduto.
Il loro compito era impedirmi di fare fiasco. Erano loro che facevano
tutto il lavoro. Io dovevo solo fare in modo che continuassero. Potevo
fallire solo licenziandoli. Erano pienamente responsabili.
Consapevole di questa struttura di potere al rovescio, ero curioso di
sapere come se la cavasse Kaniela Dickstein. Era famoso per le sue sfuriate
e perch licenziava sempre i dipendenti, anche il capo cuoco, cos
era costretto ad assumere lui stesso la direzione della cucina. Sei licenziato!
era diventato uno slogan molto noto.
Licenziare le persone fa stare sull'attenti gli altri, mi disse un giorno
quando gli chiesi come gestiva i rapporti. Pensa a un regno del terrore.
Serr la mandibola e disse: Sono furibondo quando mi sveglio la mattina.
Il Waikiki Pearl non aveva pi successo dell'Hotel Honolulu. In
quanto a prezzi, conduzione e qualit del servizio, erano quasi sullo stesso
piano, a parte il fatto che al Pearl arrivavano ospiti giapponesi da
un'agenzia turistica di Tokyo e da noi no. Noi avevamo un giro pi locale,
anche perch il nostro nome era associato a diversi scandali, di cui
Madam Ma e Chip e Puamana erano solo un paio, per non parlare poi degli eccessi di Buddy Hamstra.
Ma io vedevo come Dickstein mandasse avanti da solo il suo albergo,
mentre il mio era nelle mani dei miei dipendenti. Sarei stato perso
senza di loro. I suoi dipendenti non erano indispensabili. Ai miei, invece,
davo sempre una seconda possibilit, a volte persino una terza. Un
singolo errore significava la fine per un dipendente di Dickstein.
Ma questo non rende gli altri nervosi? chiesi.
Esattamente, rispose. Paura,  questo il punto.
Quando qualcuno ha paura di me, io mi sento a disagio.
Allora sei uno sciocco, disse Dickstein. Comunque, i miei dipendenti
sono codardi a tutti gli effetti. Sono le uniche persone a cui
permetterei di lavorare per me. La qualit che apprezzo di pi in un dipendente  la paura.
Le persone impaurite fanno cadere gli oggetti.
O imparano a tenerli in mano come si deve, rispose.
Parlavamo di queste faccende il mercoled, dopo l'appuntamento
con Kendra, e mi chiedevo spesso quanta paura avesse,'lei. Era sempre
puntuale, ma arrivavano e andavano via separatamente, per salvare le apparenze.
Finito con il capo, Kendra doveva ritornare subito al lavoro.
Dickstein era pi pallido dopo, aveva il viso gonfio, affaticato e soddisfatto,
suppongo. I capelli, un po' troppo pettinati, schiacciati e ancora
bagnati dalla doccia, gli rimanevano appiccicati alla testa e lo facevano sembrare pi vecchio.
Sebbene avesse tentato di pagarmi la stanza, avevo rifiutato. Dispensare
favori in giro mi dava un senso di potere, e poi un giorno lui
avrebbe dovuto sdebitarsi. Nel settore alberghiero ci si scambiano spesso
favori. La casa madre di Dickstein possedeva altri alberghi sul continente.
Io non avevo nessuna casa madre. E forse, un giorno o l'altro,
Sweetie e io avremmo desiderato una stanza d'albergo in Florida.
Una settimana tutto fin e, a giudicare dal trambusto che ne deriv,
le relazioni di Dickstein non erano cos segrete come pensavo. Dickstein
smise di venire nel mio albergo. Kendra aveva rassegnato le dimissioni.
Non era stata costretta a farlo; se ne and lei. Al Waikiki Pearl non era
mai successo da quando c'era Dickstein che controllava ogni cosa. Dickstein
spar dalla circolazione. Suppongo che fosse turbato, perch Kendra
non era soltanto una dipendente licenziatasi all'improvviso, era anche la sua amante.
Buddy mi chiam quello stesso giorno. La notizia aveva raggiunto il
North Shore molto velocemente. Cosa aveva quell'uomo per la testa?
Non sa che questa  una citt piccola?
Che cosa hai sentito?
Dickstein travestito. C' una storia in giro.
Ci che segu divent il passatempo preferito dell'isola, uno scandalo a puntate. I pettegolezzi sono sempre scottanti nei posti piccoli e semi-analfabeti,
che non si possono permettere squallidi giornali scandalistici.
Avevo sentito qualcosa, ma con il passare del tempo venne a galla
tutta la storia. Kendra si vendic spifferando tutto. Per settimane,
Dickstein godette di una pessima reputazione a Honolulu e si parl male anche
del mio albergo, che fu associato al suo disonore.
A quanto pare, Dickstein era davvero un bruto. Kendra raccont
che lavorare per lui era stato un incubo - ipercritico, prepotente, impaziente,
volgare, esigente e scurrile. Ma c'era un lato di lui che nessuno
avrebbe mai immaginato (pu esserci tanta ingenuit nei piccoli paesi e
nelle isolette) e che veniva mostrato a Kendra il mercoled pomeriggio.
Dickstein veniva legato, travestito con la forza e sculacciato, non con
il palmo della mano, bens con una spazzola di legno. Lei si sedeva sopra
di lui, lo insultava con epiteti osceni, poi si liberava, svuotandogli la
vescica sul volto mentre lui continuava a farfugliare.
A Honolulu, tutti quelli che conoscevano Dickstein appresero
questi dettagli, e chi non lo conosceva scopr chi era grazie alla rudezza
delle descrizioni. Travestirsi non significava solo che Kendra
lo vestiva con abiti femminili. Dickstein era sulla cinquantina. Gli abiti
da donna che indossava erano le scarpe con i tacchi a spillo e i vestiti
attillati che le ragazze portavano quando lui andava alle superiori.
Si trasformava in una bella fanciulla da calendario con la mascella quadrata.
Vestito in questo modo, una versione comica di Marilyn Monroe,
era costretto a mettersi a pancia in gi sul letto. Indossando stivali di pelle
alti fino alle ginocchia e guanti da chirurgo, Kendra lo metteva in posizione
e poi lo sodomizzava con un pisello finto. Lei diventava cos feroce
che, per quanto Dickstein gemesse e protestasse, difficilmente sarebbe
riuscito a pronunciare un'intera parola.
La stanza 710 dell'Hotel Honolulu si trasformava nella prigione
sotterranea dell'amante, dove Kaniela Dickstein in abiti da ballo studentesco
veniva sculacciato, umiliato, imbrattato d'urina e sodomizzato.
Cagna, diceva Kendra mentre gli infilava le mutandine, e ripeteva
l'insulto con le calze lunghe, le scarpe con i tacchi alti e il ridicolo
reggiseno. Lei lo faceva inginocchiare. Alcuni degli epiteti che usava
erano parole che conosceva appena o che non aveva mai pronunciato prima.
Sebbene fosse lui a desiderare tutto ci, per Kendra quegli incontri
erano cos spossanti che dopo non riusciva nemmeno a guardarlo in faccia.
Lasciava sempre il mio albergo a pezzi. Di questa parte della storia
non si spettegolava, nessuno parlava di ci che vi si nascondeva. Dickstein
era un effeminato - un pantie, nel gergo locale.
Nessuno capiva che questo era soltanto un altro esempio della sua
prepotenza. Il copione era di Dickstein; ci che accadeva in quella stanza
era lui a volerlo. Kendra doveva imparare perfettamente la parte, e se
sbagliava anche solo un particolare, Dickstein si infuriava. Era lui a dominarla,
costringendo questa isolana graziosa e remissiva a trasformarsi in una dominatrice.
Non ce la facevo pi, disse Kendra. Avevo pensato che probabilmente
era come fare il lavoro in albergo, come pulire i bagni dei clienti, ma andava sempre peggio.
Nessuno avrebbe dato ascolto alle sue accuse di molestia sessuale.
Tent di trascinare Dickstein in tribunale. La ragione era Mi ordinava
di picchiarlo. La sua causa non and da nessuna parte, non riusc nemmeno
a far approvare la richiesta di indennit per infortuni sul lavoro,
nonostante il dolore al braccio si fosse trasformato in borsite e soffrisse
di insonnia e attacchi di panico. E quando Dickstein ottenne la promozione, Kendra era ancora in cura in una clinica di Mapunapuna.
...
.
...
La casa dei sogni a Kahala.
...
.
...
Udendo per caso una richiesta di informazioni sulle tariffe mensili, pensai
che si trattasse di un canadese sfuggito al rigido inverno o di uno del
posto buttato fuori di casa, con un matrimonio fallito alle spalle. L'uomo,
Alex Holt, era un isolano, sussult nell'apprendere il costo, ma dopo aver
ascoltato la sua storia, abbassai il prezzo e fui tentato di dargli una stanza
gratis. Era cos triste. Aveva la voce dolce e un modo indiretto, come
di scusa, di descrivere i problemi della sua vita: Sono quasi al verde,
Mi ha praticamente distrutto,  stata una faccenda disastrosa.
Mia moglie ha diversi anni pi di me, precis.
Perch quel genere di confessione aveva sempre il potere di accrescere la mia curiosit?
La mia ex moglie, voglio dire, aggiunse. E io pensai: naturalmente.
Becky, l'ex moglie, aveva gi una figlia di dieci anni piuttosto problematica,
Kristen. Alla ragazza, Alex Holt era piaciuto, e la promessa di
un legame fra loro era stato uno dei motivi per cui Becky l'aveva sposato.
Desiderava offrire sicurezza alla ragazza, voleva rimanere alle Hawaii
e voleva una casa a Kahala. Faceva l'igienista dentale.
In un certo senso, Becky sognava di vivere a Kahala, disse Alex.
Di Kahala, sobborgo costoso di Honolulu, Buddy diceva sempre:
Kahala  un porcile. So che  piena di miliardari, ma per quanto mi riguarda
rimane sempre un porcile.  senza vita e non offre nulla di interessante.
Alex lavorava nel campo della pubblicit, in un momento in cui le
agenzie hawaiane stavano fallendo a causa della crisi economica degli anni
Ottanta. Eppure, trovando alcuni clienti sul continente, era riuscito a
trovare i soldi per acquistare un lotto d'angolo, a tre isolati da Kahala
Avenue. Becky aveva successo con il suo lavoro e aveva contribuito all'anticipo
per la casa. L'idea era di abbattere la casa esistente e costruirne
una nuova procedendo per gradi - preparare il suolo, disegnare il
progetto, completare la costruzione. Ci sarebbero voluti cinque anni o
pi. Come diceva Becky,  questo il significato del matrimonio, costruire
per il futuro. Avere un obiettivo che  anche un sogno.
Alex si sentiva cos anche nei confronti della ragazza. Kristen aveva bisogno
di una buona istruzione. La iscrisse a Iolani e pag met delle tasse scolastiche. Kristen entr nella squadra di pallavolo e nel gruppo di teatro: un anno ebbe una piccola parte in Piccola citt.
.
NOTA: Piccola citt: Opera teatrale del 1938 di Thomton Wilder. FINE NOTA.
.
Diceva di voler scrivere poesie e ne scrisse una che Alex stamp con la fotocopiatrice dell'ufficio,
trasformandola in un biglietto d'auguri. Si intitolava Una lettera d'amore
per il mio nuovo padre. Alex l'adott legalmente e si assunse la totale
responsabilit della sua istruzione. A volte portava lei e Becky a Kahala e
parcheggiava vicino alla casa da demolire, nel terreno ad angolo. Insieme
provavano a immaginare come sarebbe stata la casa dei loro sogni.
Trovarono un architetto. Era un paziente di Becky, che chiese ad
Alex: Ti infastidisce questo? Era cos che parlava Becky. Alex rispose
che aveva bisogno di incontrare l'architetto per capire se fosse quello giusto per loro.
Quando Alex fu soddisfatto, gli affid l'incarico. L'architetto entr
completamente nello spirito della casa dei sogni. Diceva: Puoi risparmiare
scegliendo finestre qualsiasi, ma ricordati, siete vicino all'oceano.
Se fosse casa mia, prenderei le Weatherproof della Wadsworth - rivestimento
di resina vinilica, doppi vetri, a prova di uragano.... Tetto di tegole
con ampio padiglione per la pioggia e il sole, lanai coperto, camera
da letto per gli ospiti, faretti a binario, frigorifero Sub Zero, stufa e lavastoviglie
Viking, mobili Mission - questo, spiegava, era ci che avrebbe
voluto se fosse stata la sua abitazione.
Abitazione era la parola che usava, non diceva mai casa.
Non pensare a questa abitazione in termini di tempo, diceva l'architetto.
Pensa solo alla qualit, alla stabilit. Un'abitazione possiede un'anima.
Una qualit simile implicava numeri a sei cifre. Era necessario trovare
altri clienti sul continente. Alex era spesso lontano, sempre in viaggio.
Si considerava un moderno uomo primitivo dedito alla caccia e alla
raccolta. Si rendeva conto dell'importanza dei suoi sacrifici ogni volta
che tornava a casa: gli schizzi diventavano progetti, i progetti programmi
e ben presto si ritrovarono immersi in quello che l'architetto definiva
processo d'autorizzazione.
 bravo, diceva Alex. Non faceva commenti sulla giovane et dell'architetto
- e su quanto si sentisse a disagio nell'assumere uno pi giovane di lui.
E Becky rispondeva: I denti di una persona dicono molto. Lavoro sui suoi denti da anni.
Alex era felicissimo dell'entusiasmo che mostrava Kristen al suo ritorno.
La reazione di Kristen non era falsa: Becky aveva la famiglia che
aveva sempre desiderato. Le aveva dimostrato che diventando un marito
fedele e attento nei confronti di Kristen, era diventato il vero padre
della ragazza. Ci che lo preoccupava erano gli accessi di ribellione da
inizio adolescenza di Kristen, come un bambino che mette il dito sul fuoco.
Kristen prov a fumare, rub un libro dalla scuola, appese in camera
poster orribili di uomini con le lingue di fuori, truccati in modo truce.
 un gruppo rock, Alex! Kristen adorava i giochi violenti, le piaceva
in particolare fare la lotta sul pavimento con Alex, o a volte in spiaggia,
quando lui la gettava sulla sabbia e lei urlava come se le stessero facendo
il solletico. E ogni tanto rubacchiava una sigaretta.
Alex era la persona pi felice del mondo quando si sedevano tutti
intorno al tavolo dell'appartamento in affitto a Kaimuki e studiavano il
progetto della casa dei loro sogni. Con la mente si trasferivano negli spazi
vuoti dell'appartamento.
L'architetto diceva: Continuiamo a lavorarci. Ed elogiava la loro
visione - i contorni del tetto a due falde, le proporzioni del lanai, la recinzione
per salvaguardare la privacy, il modo di rendere autonome le
diverse stanze, la cucina come cuore della casa. Alex avrebbe avuto uno
studio, Becky uno spogliatoio e la cabina armadio che aveva sempre desiderato;
la stanza di Kristen doveva essere insonorizzata.
Avevo in mente il grande soggiorno di casa Dillingham, a Mokuleia,
diceva Becky,  dove abbiamo fatto il ricevimento per il nostro matrimonio.
La casa vi assomiglier, sosteneva l'architetto. Molto esclusiva.
Sentendo l'architetto dire molto esclusiva, ad Alex venne voglia
di correggerlo, come quando diceva abitazione. Ma sapeva che lavorando
in pubblicit era pi attento alle parole dell'architetto, che traduceva
il pensiero in disegni, facendo funzionare la parte destra del cervello.
Per farli risparmiare, l'architetto si offr di dirigere la costruzione,
e scelse le ditte subappaltatrici con cui lavorava di solito. Spesso,
quando Alex chiamava dal continente si stupiva che a rispondere fosse
l'architetto, o che rispondesse Kristen e gli passasse l'uomo. Gli disse
che era grato per l'attenzione che dedicava al progetto e le lunghe
ore di lavoro. A proposito di Kristen, l'uomo diceva sempre: Le piace
essere sul posto. Si sta lasciando coinvolgere. Alex sent la ragazza ridacchiare.
Quando tagliano la legna profuma di pop-corn! sent dire a Kristen.
Non  meraviglioso? E ci che vorrei io se qualcuno stesse progettando
la mia casa, ripeteva l'architetto. Conosco le insidie tu no. E anche
se le conoscessi, probabilmente saresti contrario al rischio.
Invece di commentare sul contrario al rischio, un altro modo di
dire che aveva attirato la sua attenzione, Alex chiese all'architetto di dove
fosse. La risposta dell'uomo, Della Bay Area, non gli disse nulla.
Un fine settimana, Alex torn e trov quattro enormi operai delle
isole Tonga che stavano costruendo un muro di roccia di lava davanti alla
casa: idea dell'architetto e disegno di Kristen - lei stessa aveva fatto lo
schizzo - approvati da Becky. L'uomo li incoraggi a farsi fare i mobili
su misura alle Hawaii. Senza impiallacciatura. Koa massiccio. Perch
no? Le foreste di koa alle Hawaii stanno scomparendo. Fra qualche anno il legname non si trover pi!
Acconsentire signific fare pi visite sul continente, e la necessit di
aprirvi un ufficio, giusto un fax e un telefono in una piccola stanza in affitto
a Los Angeles, un'idea che Alex odiava ma si sforz di accettare: la
casa dei loro sogni cominciava a prendere forma.
Ho notato che anche tu di solito ti rilassi in poltrona dopo il lavoro,
disse l'architetto, scuotendo la testa con aria da saputello. Poi, fece
uno schizzo sul suo blocco da disegno. Aveva deciso di disegnare i mobili
che dovevano essere fatti su misura. Scarabocchiando con la matita,
disse: Sto facendo lo schizzo di una poltrona con lo schienale molto alto
e un supporto lombare. Scarabocchia, scarabocchia. Dei bei braccioli
larghi. I minuscoli dettagli sono fondamentali.
Non c'era motivo di infastidirsi per un'espressione innocua come
minuscoli dettagli, eppure ad Alex dette molto fastidio. Commise l'errore
di dirlo a Becky quella sera, nell'appartamento soffocante di Kaimuki, e lei lo aggred.
Non sei mai soddisfatto! E l che disegna una poltrona per il tuo
culo, e tu critichi il suo modo di parlare.
Si era arrabbiata perch aveva accennato anche al fatto che l'architetto
continuasse a usare la parola abitazione e a ripetere molto esclusiva.
Attaccato in questo modo, Alex si sent in imbarazzo per essersi
considerato un uomo primitivo dedito alla caccia e alla raccolta.
Non molto tempo dopo, si trovava a Los Angeles ed era ansioso di
ricevere notizie sulla casa, quasi terminata. Chiam Becky che lo sorprese
dicendo, con la voce formale che di solito adottava con gli sconosciuti: S, che c'?
L'aveva sentita dire la stessa cosa, durante una telefonata con un televenditore.
Sono io, disse Alex, sperando che stesse usando quel tono perch la linea telefonica era disturbata
Lo so che sei tu.
Cap che c'era qualcosa che non andava.
Cos' successo? disse. Kristen ha ripreso a fumare?
Becky rispose: Noi due dobbiamo parlare. E riagganci.
I venti contrari che, in molte giornate d'inverno, impediscono agli
aerei di volare da Los Angeles a Honolulu, possono anche aggiungere
un'ora alle normali cinque ore di volo. Questo  ci che accadde quella
mattina di gennaio, quando Alex Holt ritorn a casa, certo che fosse successo
qualcosa di grave, ma senza sapere cosa. Era angosciato. Becky lo
aspettava all'ingresso dell'aeroporto di Honolulu, tra persone che offrivano
lei e gridavano allegramente, reggendo cartelli del tipo Punto d'incontro
del Paradise Point, e autisti in uniforme con cartelloni su cui si leggeva
Dott. Kawabata o Sig. Dickstein. E quando la salut sent di essere
sul punto di piangere, incapace di esprimersi. Becky corse davanti, mentre
Alex trov un facchino che lo aiutasse con i bagagli. Di ritorno dall'aeroporto,
lungo la tangenziale H-l, Becky lanci uno sguardo verso di
lui, seduto al suo fianco, vide le sue lacrime e disse: Ascolta attentamente.
Ho qualcosa da dirti. Sto frequentando Ray. Ray, naturalmente,
era l'architetto al quale Alex non aveva mai pensato come a una persona
di cui dovesse conoscere il nome, proprio come il facchino che aveva trasportato
i suoi bagagli sul carrello.
Sto frequentando Ray avrebbe dovuto essere sufficiente a spiegare
tutto. Nel silenzio che segu, Alex pens quali fossero le implicazioni.
Pi di tutto immagin l'uomo nudo. Lo vedeva sorridere, parlare, fare promesse, non vedeva nessun altro.
Nell'appartamento silenzioso di Kaimuki, chiese: Dov' Kristen?.
 da alcuni amici. Non vuole vederti.
L'appartamento sembrava pi spazioso, ma solo perch era stato
svuotato di quasi tutti i mobili.
Ho portato via le mie cose, spieg Becky
Dove?
Sembr sinceramente divertita. Dove?
A Kahala? Immagin la casa, mentre Becky si preparava a uscire.
Disse: Hai detto che dovevamo parlare.
Lo abbiamo appena fatto. Fece di nuovo per andarsene.
Alex disse con voce supplichevole: Non possiamo parlare del nostro matrimonio?
Non farmi questo, rispose Becky. Stai cercando di farmi star male.
Cosa c'era che non andava? Alex piangeva di nuovo.
Non importa, disse. L'ho gi esaminato.
Esaminato era una delle parole di quell'uomo, doveva esserlo per forza.
Becky present istanza di divorzio. Chiese il mantenimento della figlia.
Kristen rimase con lei. Ha bisogno di una casa stabile. Vivevano
gi nella casa di Kahala, e Alex sospettava, ma non riusc a provarlo, che
quei soldi servissero per pagare il mutuo. Alex la cit per questo, assunsero
degli avvocati, si avvi il processo e durante la deposizione Becky
disse che Alex era stato negligente, sempre lontano, sul continente, e che
usava parole offensive. Disse che lo sospettava di aver abusato della figlia
adolescente, toccandola e accarezzandola in modo inadeguato e
trascorrendo molto pi tempo del normale con lei.
Mi ha colpito con un bel procedimento legale, mi raccont Alex.
Senza soldi per pagare un avvocato in grado di opporsi alle sue richieste,
Alex abbandon la causa. A quel punto si registr all'Hotel Honolulu e,
dopo avermi raccontato la sua storia, era molto abbattuto.  stato quasi
da suicidio, ma  passato. Alcuni mesi dopo, sent che Becky, definendolo
un amore difficile, aveva buttato Kristen fuori di casa per
aver fumato pakalolo, e che Kristen viveva con il suo ragazzo samoano
da qualche parte a Nanakuli. Alex disse che gli dispiaceva ma cerco in
tutti i modi di non prendermela.
Gli chiesi: Vorrei sapere qualcosa di pi di Kristen.
Ma non volle. Rispose che parlare di tutta la faccenda e specialmente di lei lo avrebbe fatto stare peggio.
...
.
...
L'uomo pi felice delle Hawaii.
...
.
...
Una volta, dopo aver consumato un'eccellente bottiglia di vino in albergo,
Royce Lionberg pose su di me i suoi occhi da avvocato, capaci di rivelare
qualsiasi bugia, e disse: So che hai intenzione di scrivere su di
me. L'avevo incontrato per la prima volta alla funzione religiosa per
la moglie di Buddy, Stella, l'allegro funerale. A parte Leon Edel, era l'unica
persona che avevo incontrato alle Hawaii che aveva letto i miei libri.
Manifest un sincero stupore quando apprese che adesso dirigevo
un albergo. Con quella frase sulla possibilit che lo usassi per un mio libro,
intendeva cogliermi di sorpresa. Dissi ci che avevo nel cuore:
Mai, e lui mi credette.
Non gli spiegai il motivo per cui l'avevo detto. Non avrei mai tentato
di ingannarlo. Viveva nel North Shore, sulla collina vicino a Buddy, in
un palazzo su un dirupo. Visitava l'albergo una o due volte al mese e si
concedeva un Buddy Burger (Peewee correggeva la carne di manzo macinata
con un goccio di vermouth) e una bottiglia di Merlot. Era andato
in pensione presto in virt della sua indole brillante e del suo tempismo.
Non aveva rimpianti. Diceva sempre: Le persone vengono a casa mia e
pensano: in che modo potrebbe essermi utile? Cosa posso ottenere da
lui? Sorrideva quando lo diceva, consapevole di essere superiore.
Ma io non volevo nulla da lui - per questo diventammo amici. Avevo
risposto mai perch era impossibile scrivere qualcosa su di lui, anche
se non potevo spiegarglielo senza offenderlo.
Avrei potuto dirgli, come avevo tentato di fare con Sweetie a proposito
di Stephen King, che  sufficiente un talento modesto per scrivere
sulla miseria - e la miseria  un soggetto pi congeniale della felicit.
La maggior parte di noi ha conosciuto la sofferenza, pu comprenderla
e rispondere colmando i vuoti. Ma la grande felicit  quasi incomprensibile
e tradurla in scrittura richiede genio. Risultato ingrato per una prosa
tanto brillante  un personaggio cos felice che pu apparire indegno,
come quegli abili ritratti da sala di rappresentanza di presidenti compiaciuti
che fanno venire voglia di vomitare. La malinconia trova sempre
anime affini ma se si descrive il piacere, i lettori si sentiranno derisi ed
esclusi. La felicit  quasi ripugnante in bianco e nero - anche nella vita:
a parte Buddy, Lionberg aveva pochi amici intimi. Era l'uomo pi felice
che avessi mai incontrato.
Desiderando vivere nell'anonimato, Lionberg dette al suo palazzo
un numero civico, ma non un nome. Viveva da solo, sulla parte pi alta
della collina, rivolta verso ovest, verso Chaks Cove. Una fitta siepe di ibisco
in fiore circondava la sua propriet, nascondendo il robusto cancello
di ferro e le telecamere. I turisti che visitavano il North Shore, a volte,
deviavano per osservare le alte inferriate, ma non per Lionberg. Lui
era un solitario, la cui paranoia giustificata si riassumeva nella domanda
che attribuiva alle persone che incontrava: In che modo potrebbe essermi
utile? Si vociferava che Elvis avesse vissuto per un breve periodo
nel palazzo di Lionberg nel 1961, durante le riprese di Blue Hawaii, e
questo aveva fatto avvicinare i creduloni.
Se avessi saputo di questo legame con Elvis, non l'avrei comprato, diceva Lionberg.
Eppure era talmente felice che non lasciava quasi mai la sua propriet.
All'inizio avevo creduto che Lionberg fosse uno di quei milionari
hawaiani segretamente superbi, che si paragonano sempre ai loro avversari.
La scarsa considerazione nei confronti di Elvis ne era la prova.
Un ricco solitario in genere  uno che desidera la compagnia giusta, un
uomo profondamente mondano ma molto snob. Ma dopo averlo conosciuto
meglio, compresi che quando Lionberg diceva che voleva essere
lasciato in pace e che non desiderava divenire il soggetto di uno dei miei libri era vero.
Buddy Hamstra ci aveva presentato con il solito Lui ha scritto un libro!
Lionberg disse che conosceva la mia opera. Lo accolsi come il prototipo
del milionario americano tirchio e presuntuoso, incapace di ascoltare,
e con un atteggiamento difensivo, soprattutto per quel che riguardava
l'origine della sua ricchezza, che era restio a rivelare. Pensai che
fosse superstizioso e timido a questo proposito, ma sapendo che in passato
era stato avvocato, ebbi anche l'impressione che si vergognasse un
po' a dire come avesse guadagnato i suoi soldi. Buddy, un pettegolezzo,
accenn che Lionberg avesse vinto una causa importante - la somma
pi grossa mai liquidata in una causa di infortunio in..., si trattava della
California? Lionberg aveva uno di quegli accenti tipici della California,
che mettono in bella mostra i denti perfetti dei californiani.
Sono un idiota, diceva Buddy.  veramente intelligente. Buddy
credeva che io e Lionberg fossimo due anime gemelle.
Sono sorpreso di conoscere la tua opera, disse Lionberg. Non
leggo molti libri. Non intendeva scusarsi.
I libri mi sconvolgono, disse. Si impossessano della mia mente.
Quando leggo non riesco a pensare ad altro.
Risposi che forse era un lettore pi zelante di quanto pensasse.
Vuoi dire che prendo i libri troppo sul serio? chiese. Ma leggere
un romanzo rappresenta un impegno tale. Non sono una di quelle persone
che leggono per divertimento o per passare il tempo. I libri tendono
a possedermi. Entrano nella mia testa. Quindi li evito.
L'atto della scrittura gli era piuttosto oscuro - frammisto alla magia
e al potere. Non era abituato a frequentare persone che avessero pi potere
di lui. Comunque, erano in pochi ad averlo e nessuno di loro si trovava nel North Shore.
Lionberg non mi disse mai, come spesso facevano altri, Mi sarebbe
piaciuto scrivere. Lui aveva tutto, e lo sapeva. Aveva anche me.
Invece di dedicarmi a una noiosa e inopportuna descrizione della felicit
di Lionberg o a una relazione sulla sua straordinaria residenza (tutte
le volte che mi dicono: Hanno una bellissima casa, penso: Perch
dovrebbe interessarmi?), preferirei scegliere alcuni episodi pi significativi.
Riguardano la passione di Lionberg per il fai da te e l'apicoltura. Anche
se aveva un tuttofare, Kekua, era Lionberg che svolgeva la maggior
parte delle faccende nella sua propriet. Era cos ricco che aveva tutto il
tempo necessario per fare quegli umili lavoretti. E li faceva bene, anche
se i suoi dipendenti, Kekua in particolare, avevano la tendenza ad applaudirlo
e a elogiarlo in maniera smodata. Sapevano che lo faceva per
diletto e, peggio ancora, che sconfinava nelle loro competenze. Cos diceva Buddy.
Un giorno ero l mentre stava dipingendo alcuni alveari; parlava pi
che ascoltare. Aveva un secchio di vernice bianca - erano alveari nuovi,
scatole che erano state messe insieme da Kekua - e nel bel mezzo di una
frase, a proposito di uno dei suoi ospiti (qualcuno con un atteggiamento
del genere In che modo potrebbe essermi utile?), Lionberg sput
nel secchio. Stava fumando un grosso sigaro e il suo sputo marrone scuro
form un cerchio simile al caramello sulla superficie lucida della vernice
bianca. Mescol la pittura - tre giri di paletta - e spar ogni traccia.
Continu ad applicare la vernice bianca pura con il pennello.
Mi sorrise. Per lui quel gesto fu come un discorso profondo ed eloquente,
eppure non aveva detto una parola. Se era la reazione a qualcosa
che avevo detto, non riuscivo a ricordare che cosa poteva averla provocata.
Sapevo per a cosa stavo pensando - che nel bel mezzo della mia
esistenza mi ritrovavo solo, e allora mi aggrappavo alle persone, pensando
che fossero forti; ma anche loro erano sole, altrimenti non me l'avrebbero
permesso. Qualsiasi cosa incoerente avessi detto - perch era
rilassante stare con Lionberg - quel pensiero stava attraversando la mia
mente. Stavo andando alla deriva e mi aggrappavo come facevano tutti, tranne lui.
Essendo felice Lionberg non assorbiva la mia energia, e quando lasciavo
la sua casa mi sentivo sempre rinvigorito. La sua calma mi comunicava
un senso di quiete. Non provava invidia e non aveva quell'atteggiamento
bisognoso di attenzioni che pu essere cos stressante. E la sua
felicit non implicava necessariamente un morale alle stelle o un'allegria
smodata. Al contrario. Lo rendeva meditativo e pensieroso. Era sereno,
soddisfatto, autentico, una persona di cui nessuno vuole sentir parlare, un uomo felice.
Da qualche parte, nel suo passato, c'era una moglie - mogli, forse -
e dei figli. Li menzionava nello stesso modo in cui si allude ai vecchi amici,
senza rancore, sempre con generosit e affetto.
Parlavo con Didi ieri, disse una volta. Coltiva orchidee. Fa un mucchio di soldi.
Era la donna che ho visto nel giardino?
No. Didi  in Messico, spieg. La mia prima moglie. Eravamo
sposati trent'anni fa. Era poco pi di una bambina, aveva appena venticinque anni.
Mentre stendeva la vernice negli incavi dell'arnia, continu a parlare.
Quella donna che hai visto in giardino  una sensitiva. E una persona
divertente. Faceva la camionista in qualche parte del continente. Si
 resa conto di avere un dono e ha cominciato a utilizzarlo a tempo pieno.
 un personaggio pittoresco. Per un po' ha fatto anche la prostituta.
Ha previsto un cambiamento nella mia vita.
E tu che ne pensi?
Francamente, sono contento di come stanno le cose, disse. Come
molte prostitute,  anche lesbica. Buddy la raccomandava caldamente,
diceva meraviglie sul suo conto.
Lionberg doveva avere una sessantina d'anni, ma ne dimostrava
quarantacinque. Era un uomo esile e aveva il fisico che hanno alcuni uomini
di costituzione minuta - armonioso, atletico ma per nulla appariscente.
Non lo si vedeva mai fare esercizi, probabilmente erano le faccende
domestiche a tenerlo in forma. Gli credevo quando diceva che i libri
lo sconvolgevano, eppure aveva una vasta biblioteca. Possedeva anche
una collezione di telescopi e cronometri, bussole nautiche e orologi.
Era un'anima colta. Guardava molti film e ascoltava musica. Era un sostenitore
dell'Honolulu Symphony, dell'Hawaii Film Festival e di vari
istituti di carit. Era generoso e poco esigente; tutto ci che tentava sembrava
avere successo: i fiori fiorivano, gli alberi di mango producevano
frutti in abbondanza, gli alveari erano pieni di miele. Provava a piantare
il caff sul pendio - possedeva in tutto venti acri - e io ero certo che
avrebbe attecchito. Supponevo che tutta la sua vita fosse andata in questo
modo. Era stato cos che era diventato ricco - in maniera sommessa,
senza scalpore. Non si attribuiva nessun merito speciale - Pianta quel
manico di scopa nel terreno e vedrai che crescer. Tutto cresce qui.
Sto dando l'impressione che fosse indifferente, e suppongo che lo
fosse per la maggior parte della gente. Ma distratto sarebbe la parola giusta.
Provava un profondo interesse per i dettagli - il ciclo vitale di un'ape,
le propriet medicinali dei cespugli che crescevano sulla sua terra, gli
usi tradizionali dei fiori, i marchi di garanzia dell'argenteria antica, la
precisione di certi orologi. Aveva tempo per tutto, e proprio in questo
consisteva la sua ricchezza. Diceva: Il tempo  la vera ricchezza.
Buddy Hamstra per molti aspetti era l'opposto di Lionberg, ma era
utile per un confronto. Come altre persone agitate e facilmente eccitabili,
Buddy era malaticcio e predisposto agli infortuni. Lionberg, invece,
era l'esempio di una persona la cui salute e felicit sembravano essere
conseguenze evidenti del suo puro stato mentale.
Viveva circondato dal verde, dietro le siepi, nella fragranza dei cespugli,
dei fiori e delle sue api ronzanti, immerso nella luce del Pacifico,
rivolto verso ovest. Di tanto in tanto, le persone venivano a consultarlo
come se fosse un oracolo. Avevano qualche problema ed erano convinti
- la sua casa e la sua esistenza ne erano le prove - che Lionberg possedesse
la soluzione. La sua riluttanza a incoraggiarle a credere in lui le
rendeva ancora pi fiduciose e insistenti. Ma sapeva anche allontanarle con un sorriso.
Era difficile immaginare un individuo cos sereno e soddisfatto, con
una tale conoscenza del piacere da riuscire a guardare il mondo e non trovarvi nulla da desiderare.
Era come raggiungere uno stato ideale dell'esistenza, perch c'era
qualcosa di divino nell'aver realizzato tutti i propri desideri.
Possedeva poche stravaganze. Una di queste era il rifiuto di mangiare
qualsiasi cibo che non fosse il proprio. Faceva qualche eccezione (il
Buddy Burger era una di queste), ma la sua rigidit lo teneva lontano
dalle cene - non che gli interessassero molto. Questo gli impediva anche
di viaggiare. Ma diceva che non gli importava: Ho gi fatto i miei viaggi.
Un'altra delle sue stranezze era la precisione con cui rimuoveva la
marca da tutto ci che possedeva. L'auto, il microonde, il tostapane, la
stufa, i telescopi. Cancellava il marchio anche da oggetti insignificanti come le lancette degli orologi. Odiava i loghi. Detesto la pubblicit. Fa apparire gli oggetti come cose prese a prestito.
A parte le api, la pittura, la carpenteria e i suoi risultati come tuttofare - costruiva voliere per gli uccelli, allevava pesci tropicali - possedeva un vasto assortimento di armi semplici: pistole ad aria, fionde, balestre, coltelli da lancio. E molto di pi: un'armatura, un archibugio, un cannone funzionante, scudi, lance e una collezione di clave da guerra
provenienti da diverse isole del Pacifico. Nella stanza che fungeva da arsenale, aveva anche un grammofono a carica e un juke-box.
Cosa vuoi sentire?
Cos'hai?
Schiacciando i bottoni, disse: Questo  uno dei miei preferiti.
Era Frank Sinatra che cantava Blue Moon.
Era molto popolare quando andavo a scuola.
Fu cos che mi feci un'idea della sua et.
Sei cresciuto con pistole come queste?
Oh no, rispose. Mia madre odiava le pistole. Rimase in silenzio un istante, sorridendo alla musica o ai ricordi. Odiava anche il rock and roll. Si guard intorno nella stanza e aggiunse con piacere: Questo l'avrebbe fatta inorridire.
Allora compresi meglio. Quelle erano le cose che aveva sempre desiderato, e che finalmente aveva ottenuto. Era davvero molto semplice.
Non desiderava ardentemente la sua Rosebud: la possedeva e aveva tutto il tempo del mondo per godersela.
.
NOTA: Il riferimento  alla parola pronunciata in punto di morte dal protagonista di Quarto potere di Orson Welles. Qui, come in fondo nel film, Rosebud  il simbolo privato di ogni felicit d'infanzia perduta. FINE NOTA.
.
Non lo vidi mai arrabbiato, ubriaco o depresso. Possedeva la pazienza di un monaco buddista. Era modesto, non lo sentii mai vantarsi.
Era indulgente e gentile e non desiderava nulla. I suoi dipendenti lo amavano. A me piaceva stare con lui e, come ho detto, mi sentivo sempre meglio dopo. Mi trasmetteva fiducia ed energia. Lo consideravo uno dei pochi fortunati.
Ma mi confondeva. Un uomo felice non pu essere il soggetto di un racconto. Non si trova mai un tipo cos in una storia. La felicit non  mai un buon argomento: Tolstoj diceva la stessa cosa nella prima frase del suo capolavoro. Mi sorprende aver scritto cos tanto di Lionberg, l'uomo pi felice delle Hawaii.
...
.
...
Aloha.net.
...
.
...
Avevano concordato che si sarebbe fatto trovare nell'atrio dell'Hotel
Honolulu con una copia dell'Honolulu Weekly, e cos avrebbe fatto
anche lei, ma quando giunse dietro all'uomo che stava leggendo gli annunci
personali, mordendosi le nocche della mano, sper che fosse quello sbagliato. Con gli occhi che si muovevano rapidi, lo analizz, tutto in
una volta, in un esame disperato, cercando qualcosa di positivo, una caratteristica
qualsiasi, come se fosse intrappolata in una stanza sconosciuta
e cercasse una via d'uscita. L'uomo non l'aveva ancora notata, continuava
a leggere e lei era rimasta senza fiato vedendo la pagina intitolata Donne che cercano donne.
Forse le sembrava pi brutto di quanto fosse realmente, perch aveva
tanta paura di lui. Certamente, nell'istante in cui lo vide seduto l, intento
a rosicchiarsi il dorso della mano, si dimentic di avergli parlato.
Avrebbe anche potuto essere una persona di aspetto discreto, ma la situazione
lo faceva apparire orrendo e lei non riusc a riacquistare l'innocenza
del primo sguardo. Erano stati il suo stato d'animo, la sua memoria deformante a trasformarlo in un mostro?
Avrebbe potuto sembrare un bravo ragazzo - altrimenti non si sarebbe
mai avvicinata a lui - ma dopo, tutto ci che riusc a ricordare era
che aveva avuto paura di lui sin dall'inizio - per la sua corporatura innanzitutto,
perch era grosso, simile a un sacco, aveva le spalle piccole,
i fianchi giganteschi, soffici come cuscini, le gambe pesanti che sembravano
ancora pi grosse per via dei pantaloncini sformati e indossava le
scarpe da ginnastica con i lacci stretti, quelle che fanno sudare i piedi.
Aveva la testa minuscola, ambigua, esasperata dal taglio di capelli a poco prezzo.
I suoi orecchini la preoccupavano pi di qualsiasi altra cosa: ne aveva
uno per ogni orecchio. Due orecchini - che storia era quella? Era la
domanda cui tentava di improvvisare una risposta. Desiderava che fosse
l'uomo sbagliato, non larc22 di aloha.net ma solo un ragazzo grasso
con il Weekly, che si trovava al posto di larc22.
Le spalle strette dell'uomo si contrassero come se avesse avuto un
presentimento, poi si volt, la guard di traverso e sorrise. Aveva appena
finito di mangiare qualche dolciume? Era sporco di cioccolato agli angoli della bocca.
Aloha, Saddy.
Prov una stretta al cuore. Precis: Sadie.
Il suo nomignolo era Saidy, ma non poteva biasimarlo per aver
sbagliato - non aveva mai pronunciato quella parola prima.
Veramente, mi chiamo Daisy, disse. E tu sei lare ventidue?
Solo allora si ricord che le aveva detto della barretta di Milky Way
che mangiava di solito mentre guardava il Tonight Show. Eppure, aveva
anche dichiarato che gli piaceva fare immersioni subacquee e andare in
giro per l'isola a bordo della sua moto. Era pi facile immaginarlo nella
sua stanza, mentre mangiava guardando la TV, sulla mensola il primo
guantone da baseball che aveva posseduto e pezzi sparsi del piatto smontato
che stava riparando, per poter ascoltare la sua collezione di vecchi
dischi hawaiani a 78 giri. Sapeva tutto di lui.
O dovrei chiamarti Carl?
Quando le si avvicin, camminando con i piedi piatti come se stesse
calpestando la sabbia, indietreggi. Ebbe l'impressione che fosse pesante
ma non alto e che avesse un sorriso famelico.
Trascorro cos tanto tempo on line, che non penso pi a me stesso come a Carl.
Era un altro particolare spaventoso, pens, il fatto che lui si considerasse
larc22, come uno di quei robot con il volto rigonfio di Star
Trek, di cui non perdeva una replica. L'aveva avvertita: Sono un Trekkie.
Per impedirgli di avvicinarsi ancora, si sedette, l'uomo fece lo stesso,
gettandosi su una sedia vicina, sembrando pi che altro un ostacolo.
Sei venuto con la moto? chiese.
Una delle sue abitudini - l'aveva stabilito in quel minuto o poco pi
che avevano trascorso insieme, vedendoglielo fare due volte - era mordersi le nocche. Lo fece di nuovo.
L'ho venduta, disse. Mentre si mordicchiava aveva uno sguardo
torvo. Allora vuoi andare da qualche parte?
Voleva andare a casa. Ma temeva che si sarebbe irritato se l'avesse
respinto cos in fretta. Aveva paura di lui e desiderava placarlo, in modo
da potersene andare e non rivederlo mai pi.
Che ne diresti di rimanere qui? propose.
C' un bar e una lami.
Qualcosa nel suo comportamento le faceva desiderare di rimanere all'aperto.
Si avvi verso il Paradise Lost, immaginando di sentire il respiro
dell'uomo sul collo. Si affrett oltre le cabine e si diresse verso i tavoli
all'esterno, sedendosi velocemente in modo che non potesse toccarla.
So che non bevi, gli disse. Ma questo  un bel posto.
Sono una compagnia a buon prezzo. Faceva sempre la stessa battuta
ogni volta che diceva che non beveva alcolici. Ma dai, tu prendi
pure la tua margarita ghiacciata.
Fu quasi sul punto di non ordinarla pi, per dispetto, ma il cameriere
gironzolava intorno al tavolo e ascoltava, e lei pens che un drink
avrebbe potuto aiutarla ad affrontare la faccenda. Dopo un sorso - lui
stava bevendo una Diet Pepsi - disse: Non c' niente che puoi fare? Voglio
dire, il tuo fegato  danneggiato in modo permanente?
 completamente andato, rispose e spieg ancora una volta come
aveva contratto l'epatite a Maui, un Capodanno.
Non posso credere di star conversando con questo estraneo del suo
fegato, pens lei. Immagin un pezzo di fegato crudo violaceo su un piatto bianco.
Allora soffri ancora di quei giramenti di testa?
Te l'ho appena detto, rispose l'uomo.
Non lo stava ascoltando. Le stava descrivendo i suoi disturbi ma lei si era distratta, pensando a loro due. Per nascondere il viso, sollev il grande bicchiere di margarita e bevve un sorso.
Lo odio davvero.
Chi?
Jimmy Buffett.
Lei lo sapeva. Ma non aveva fatto il collegamento.
.
NOTA: Il collegamento cui si allude riguarda il singolo Margaritaville di Jimmy Buffet, uno dei suoi pezzi pi famosi uscito nel 1977. FINE NOTA.
.
Lui odiava anche i Grateful Dead. Gli piaceva la musica hawaiana e Philip Glass.
Anche a lei. Gli piacevano le immersioni subacquee. Lei aveva il brevetto.
E le moto. Aveva immaginato di andare a fare un giro con lui.
Ma odio quei motociclisti macho, le aveva detto una volta. Da quel
commento aveva pensato che fosse piccolo, raffinato forse, comunque
snello e per qualche motivo l'aveva anche immaginato in pantaloni
ampi e leggeri, sandali e camicia hawaiana svolazzante. Ma no, si poteva
odiare i macho ed essere comunque una grossa patata molliccia con due orecchini.
Allora come vanno le immersioni?
Non ne ho fatte ultimamente. Di solito andiamo nel North Shore.
Sapeva anche questo - Haleiwa Beach Park, con il suo amico Mickey.
La muta si  strappata. Le devo far fare su ordinazione. La carta di
credito  al limite.
Il suo modo di parlare ricordava le sue e-mail, questo la fece sorridere
e distrattamente si tocc l'avambraccio.
Hai questa abitudine di toccarti il braccio, disse l'uomo, e lei pos
lo sguardo sulle sue falangi rosicchiate. Deve essere dall'incidente, vero?
Prima che potesse toccarla, allontan il braccio e si spost indietro
sulla sedia. Sapeva del suo incidente con lo scooter in Beretania Street.
Quando chin il capo per guardare la cicatrice che la marmitta le aveva
lasciato sul polpaccio, lei si volt.
Avrebbe potuto fare la stessa cosa con lui, parlando del dito che
si era rotto in una porta. Diceva che sentiva delle'fitte quando batteva
sui tasti per troppo tempo. A volte era per questo che smetteva.
Dito dolorante, scriveva. O dei suoi piedi - gli affari che metteva
nelle scarpe come supporto all'arco. Adesso capiva quei piedi cos
brutti. Era anche allergico ai crostacei. E si lamentava per il tunnel carpale.
Allora, come sta tua madre? chiese l'uomo.
Da parte di uno sconosciuto una domanda del genere era piuttosto penosa.
Sta bene.
Passo di l quasi ogni giorno.
Perch mai gli aveva parlato della casa di cura Arcadia, dove sua madre
viveva insieme ad altri vecchi, a causa del colpo apoplettico che
aveva avuto? Essendo la pi giovane dei quattro figli, ma l'unica rimasta sull'isola,
Daisy non poteva prendersi cura di sua madre e l'Arcadia era stata
l'unica soluzione, anche se a caro prezzo - tutti avevano contribuito.
Sapeva anche questo, quell'omone sconosciuto che scendeva per Punahou
Street e pensava a sua madre. Era stato un terribile errore collegarsi
alla rete la sera tardi, quando si sentiva sola.
Devo andare, disse.
Ma siamo appena arrivati!
L'aveva sospettato che sarebbe stato difficile congedarsi. Lui ci sperava.
Lei non ci pensava minimamente.
Ehi, anche mio padre non sta tanto bene, disse l'uomo.
Mesi prima, durante una di quelle notti, quando gli aveva confessato
quanto le mancasse suo padre, lui l'aveva compatita e aveva citato una
poesia imparata a scuola: mio padre attravers tragici destini d'amore. Come
poteva interromperlo proprio ora?
 la chemo, disse trasformando quella parola in un nome hawaiano.
Non voleva pi saperne. Disse: Ci sono alcuni gruppi di supporto
in rete. Ma ora devo proprio andare.
Mancano ancora due ore al telegiornale, rispose l'uomo.
Quella frase era come una mossa degli scacchi. Era un giocatore di
scacchi: giocava contro il suo computer e a volte vinceva. Sapeva come
fare ostruzionismo con una sola mossa. Le stava ricordando che guardava il telegiornale delle dieci ogni sera.
Immaginavo che avremmo visto il telegiornale insieme, da me.
La sola idea che l'avesse pensato la spavent a tal punto che non riusc a rispondere.
E il tuo allenamento? Manubri, aveva detto. Tapis roulant. Il Cardio Club.
Mi sono preso una serata libera.
Era una bugia. Aveva finto di preoccuparsi della sua forma fisica,
perch lei lo faceva. Non si aspettava i muscoli, ma che dire della salute?
Non credeva per niente che facesse immersioni.
L'uomo aspir rumorosamente ci che era rimasto nel bicchiere con
la cannuccia, poi si vers in bocca un cubetto di ghiaccio, schiacciandolo
tra i denti come una noce.
Non riusciva a odiarlo. Le ricordava che i messaggi venivano
digitati da persone con le dita grosse, che erano grasse e goffe, affamate
e solitarie. Le dispiaceva per il fallimento del suo primo matrimonio,
per il modo in cui aveva scoperto sua moglie a letto con il suo miglior
amico, per la morte di suo fratello, per il cancro alla prostata del
padre, per la chemio. Quell'uomo custodiva gelosamente il ricordo di
quando andava a pescare con suo padre. Sua madre vendeva spazi
pubblicitari. Era tedesca, temeva la guerra, anche se all'epoca era solo una bambina. Ogni volta che penso alla sua morte, non riesco a smettere
di piangere, le aveva scritto. E molto, molto di pi. Sapeva tutto di lui.
Di tutto questo avrebbe dovuto preoccuparsi qualcun altro, non lei,
e si pent per tutto quello che gli aveva detto. Quando la tocc con la mano
che si stava mordicchiando, quasi grid. Voleva andarsene prima che
la toccasse di nuovo con quella mano. La fissava e questo bastava a farla sentire nuda.
Senza dire nulla - non riusciva - si alz e cerc ostinatamente di andarsene.
Ma l'uomo tir fuori la gamba per bloccarla.
So che pensi che io sia un perdente, ma ti sbagli. E non riuscirai mai a fuggire.
Lei aveva cominciato a piangere. Era stato il modo in cui lui parlava,
il tono della sua voce. Non avrebbe mai immaginato che potesse
essere cos umana e orribile allo stesso tempo. Pens: non so niente di lui. Ed ebbe paura.
Ti trover. Il ginocchio dell'uomo contro di lei dava particolare
enfasi alla frase, e quel continuo mordicchiarsi le falangi rendeva la minaccia
ancora pi terribile. Riesco a trovare chiunque in rete.
Quando finalmente riusc a liberarsi di lui, si affrett verso il mio
ufficio in modo che potessi farla uscire di soppiatto e controllare che
nessuno la seguisse. Mi raccont tutta la storia, ma quello era solo l'inizio.
Lui la rintracci, scopr dove lavorava, trov i suoi numeri di
telefono. Chiam ripetutamente. Una diffida temporanea non risolse nulla.
La pedinava con determinazione come se fosse l'unica donna al
mondo e sembrava sempre pi grasso e brutto di qualsiasi altro uomo sulla terra.
Alla minaccia di intentare un'azione legale segu la minaccia dell'uomo
di citarla in giudizio per diffamazione. La torment per un anno
intero, fino a quando si trasfer sul continente. Anche allora, con un nuovo
indirizzo di posta elettronica, selezionando Ricevi, vide il nome ridicolo
dell'uomo accompagnato da messaggi disgustosi e sgradevoli, che
fu obbligata a scaricare per la polizia, la quale per non fece nulla contro
quelle cose vergognose perch ormai viveva sul continente.
L'uomo partecip al funerale di sua madre, lei no. Ma io c'ero,
su sua richiesta, e per la prima volta lo vidi. Era alto, muscoloso e
piuttosto giovane, uno degli uomini pi belli che avessi mai visto in vita mia.
...
.
...
Rain.
...
.
...
Nello stesso modo in cui aveva presentato me, Buddy present Rain Conroy,
una cugina del continente, a Royce Lionberg. E un'emergenza, Roy bello.
Un parente rientrato a Sweetwater, sentendo che Rain stava andando
alle Hawaii, le disse: Devi fare una visitina a Buddy, e gli sped la ragazza,
sapendo che Buddy si sarebbe divertito. Ma la nuova moglie di
Buddy, Pinky, si ingelos. All'inizio si rifiutava di mangiare. Diceva: Non
ho fame. Dopo lo morse sul braccio, come faceva spesso in quei casi.
Lui disse: Ehi, pensavo che non avessi fame.
Quando le spieg che Rain era sua cugina, Pinky divent ancora pi
sospettosa, e a Buddy sembr un'ulteriore prova che i filippini erano
davvero quel branco incestuoso che lui riteneva.
Lionberg sapeva che anche Buddy era un uomo ricco e che non voleva
niente da lui, e pertanto ascoltava con benevolenza le sue sventure
- problemi del resto sempre piuttosto insoliti. Al telefono con Lionberg,
Buddy disse che in preda alla rabbia, Pinky si era chiusa a chiave nell'armadio e rifiutava di uscire.
Hai detto armadio? Lionberg chiese. ,
S. Un armadio per abiti. Pieno di naftalina.
Da quanto tempo  dentro?
Da un giorno e mezzo.
 sorprendente, disse Lionberg. Quel tipo di caos lo affascinava
come un bambino, perch la sua vita era cos ordinata. Mi chiedo quanto
tempo potrebbe resistere una persona in un armadio.
Non voglio saperlo, disse Buddy.
Disse che avrebbe perso la faccia con i suoi parenti del Nevada se
avesse mandato via Rain. Tuttavia Pinky stava diventando isterica, piagnucolando
nel buio dell'armadio - o, peggio, rimanendo in silenzio -
con la porta chiusa a chiave.
Ho forzato la porta stamattina, disse Buddy.
Probabilmente  stata una buona idea.
Mi ha morso di nuovo.
Per tutto il tempo Lionberg aveva sogghignato in silenzio, felice di
essere al telefono e di poter nascondere la sua reazione.
 solo per il fine settimana, disse Buddy. Luned verr a prenderla
e la metter sull'aereo per il continente.
Lionberg accett, soffocando la sua risata, perch lui era tranquillo,
contento, impegnato con le sue api e il suo giardino e la sua tenuta circondata
dalle mura che rappresentava il suo mondo.
Capiva quando qualcuno voleva trarre vantaggio da lui. Non era il
caso di Buddy - dopo tutto, si trattava di un semplice favore - ma della
ragazza, Rain. Quando la vide si rese conto che avrebbe dovuto fare molta attenzione a lei.
Aveva poco pi di vent'anni, alta, snella, molto bella e padrona di s.
Nonostante la sua delicatezza appariva molto forte - era evidente dal
modo che aveva di affrettarsi verso la siepe che dava sull'oceano e guardare in basso verso la piccola baia.
Buddy stava dicendo: Non sar un problema. Quando una donna
ha un corpo cos puoi star certo che non ha niente nel cervello.  una vera sempliciotta.
Lionberg stava guardando la ragazza, che era di spalle.
O hanno il cervello o un bel corpo. Non ho mai trovato una con
tutte e due le cose. Comunque, anche se l'avessi trovata, non avrei saputo cosa farmene.
Buddy suon il clacson preparandosi a partire. Rain non si volt.
Sembrava non le importasse affatto che lui la lasciasse sola con un estraneo,
in quella enorme casa vuota. Poi Buddy grid, e Rain si gir e salut,
e a Lionberg sembr che lei fosse o estremamente sicura di s o tanto
ingenua da sembrare sciocca. Ma non appena avrebbe visto la casa, ne
sarebbe stata sconcertata. A quel punto non se ne sarebbe pi voluta andare
- nessuna donna l'avrebbe mai voluto. Avrebbe guardato tutto con uno sguardo avido di speranza.
Devo mandare qualcuno per prendere il resto delle tue cose?
Queste sono tutte le mie cose. Sollev il suo piccolo borsone.
Lionberg stava cercando di immaginare quali cose essenziali vi fossero dentro.
Fa molto caldo qui, disse Rain. Non c' bisogno di molti vestiti.
Non  poi cos caldo.
Ho imparato a farne a meno, rispose lei.
Sembrava che la ragazza lo rimproverasse - cos almeno si sentiva
Lionberg. Ma questa era una situazione tipica: la maggior parte delle
persone cercavano di ricordagli che loro non avevano niente, il che di solito
era il preludio a una richiesta. Ucciderei per possedere qualcosa del
genere, gli aveva detto una volta una donna, riferendosi a una ciotola di
porcellana vietnamita.
Buddy proviene dalla parte ricca della famiglia, disse Rain. Dalla sua parte hanno tutto.
Fortunati loro.
Hanno anche i problemi, disse Rain. Come ho detto, hanno tutto.
Che fosse pi intelligente di quanto non sembrasse?
Fu un commento conciso ma acuto. Lionberg voleva dirle che certe
persone erano riuscite ad avere successo senza per questo avere dei problemi
relazionali. Ma la conversazione lo stava facendo sentire a disagio,
perch con tutto questo parlare di soldi - Rain in pratica diceva di non
averne - si erano allontanati dalla terrazza per entrare in casa attraverso
le porte scorrevoli spalancate e Rain si era girata e stava osservando l'Hockney o il telescopio.
Lionberg disse: E un Celestron, il migliore che fanno. Ho tolto il marchio. Non vedo il motivo per conservarli.
Vero. Ma mi hai appena detto di che marca .
Odiava essere contraddetto, e fu costretto a contare prima di rispondere.
Ha un'ottica bellissima. Ho fotografato quella cometa lo scorso aprile.
Rain disse: Veramente, stavo guardando quell'uccello.
 un murai batu, disse Lionberg. S.  bellissimo. Ascolta.
Il tordo dalla coda bianca gorgheggiava e fischiava, un sovrapporsi
di dolci suoni che sfociavano nella polifonia come l'acqua che cade in luccicanti cristalli di puro suono.
Molto pi bello di un'allodola o di un usignolo, disse Lionberg.
Rain sorrise. Come avrebbe potuto lei aver sentito quelle musiche?
Viene dall'Asia del Sud.  stato introdotto alle Hawaii solo negli anni Trenta. Non  un uccello timido.
 molto bello, disse la ragazza.
Come il tuo nome.
Significa regina in francese, solo che i miei genitori non sapevano scriverlo correttamente.
Stava in piedi nel soggiorno accanto al divano infossato e alla parete
con le maschere africane, un contenitore di mazze da guerra delle
Figi, il grande pesce di cristallo di rocca, le porcellane celadon, i quadri, gli
acquerelli, i preziosi sottovasi e i cestini, le ciotole di Koa, i tappeti tunisini,
il drago Ming di porcellana smaltata. Il semplice stereo nero suonava
un concerto per violoncello di Vivaldi.
Mi piace il tuo cappello, lei disse uscendo dalla veranda.
Era un cappello da baseball con un sacco di punti strappati dove
una volta era scritto The Plaza. Lui disse: Abbasso il volume.
Come vuoi, rispose lei. Sembrava non essersi accorta della musica.
Stava ancora ascoltando il canto del murai batu appollaiato sulla siepe di ibisco.
L'uccello vol senza paura sul prato, pi vicino a lei, e becc un insetto,
poi ritorn al suo posto sulla siepe.
Anch'io ho un po' di fame, disse lei.
Cosa vorresti? chiese Lionberg.
Ma la ragazza stava cercando nella sua borsa. Ho un panino.
Buddy me l'ha preparato. Guarda,  enorme.
Mangiare  uno dei piaceri della vita, pensava Lionberg mentre la
guardava masticare. In piedi in mezzo al prato, dava l'idea della fretta e
del rifiuto - divor il panino in un attimo, ingozzandosi e ciondolando
la testa mentre masticava. Al solo pensiero a Lionberg venne da ridere.
E per tutto il tempo passato a masticare, con la bocca piena, lei sembrava
chiedere scusa con gli occhi e i gesti delle sue belle dita.
Se le stava leccando quando chiese: Ti dispiace se mi faccio una nuotata?
Per un istante lui pens quanto fosse intelligente per aver notato la
piscina mentre aveva notato cos poco del resto della casa.
Vai pure. Non  mica ornamentale...  una vera piscina.
Mi riferivo al mare.
Ti do un passaggio.
Ho bisogno di una passeggiata, replic e fece un cenno di saluto
con la mano mentre era gi voltata per andarsene.
Lui rimase sorpreso per come fosse arrivata e andata via con la stessa
disinvoltura. Ma non si sent rifiutato, perch lei non avrebbe mai
compreso il motivo per cui lui non poteva andare con lei, in quanto non
scendeva mai lungo quella strada affollata. Per lui era pericoloso - cos
gli avevano detto - e non era un rischio che voleva correre o una domanda
che si era mai posto durante quei giorni. Non riusciva a ricordare
l'ultima volta che aveva lasciato la sua tenuta.
Da una finestra in alto la guard camminare sulla strada e poi scender
gi per la collina. Quindici minuti dopo la osserv dal binocolo mentre
nuotava al largo degli scogli di Sharks Cove.
Di solito i visitatori dicevano: Si pu fare un giro? e lui a malincuore
li accompagnava lungo il pianoterra della casa, e mostrava loro i
pezzi di minor valore. Teneva tutti i visitatori lontani dal suo studio e dalla
camera da letto, e non mostrava pi neanche la biblioteca - la gente aveva
preso i libri dagli scaffali, li aveva aperti e visto le sue sottolineature e i
suoi appunti, e lui si sentiva violato come se avessero letto la sua posta o il
suo diario. Alcuni libri erano andati persi. Credeva fossero stati rubati.
Lionberg non voleva che nessuno lo conoscesse. Tutti ci provavano.
Sembr strano che Rain non lo avesse fatto. Eppure lui se l'era aspettato,
preparandosi in un certo senso.
Portando il borsone di Rain nella camera degli ospiti, era rimasto
sorpreso dalla sua leggerezza, ma a quanto sembrava c'era dentro tutto
l'occorrente per il suo soggiorno alle Hawaii. Pens di aprirlo, solo per
rendersi conto di cosa la ragazza considerasse necessario, ma si trattenne
un po' disgustato dall'impulso.
Dopo pranzo lavor tra i fiori, innaffiando le gardenie e lavando le
foglie con un miscuglio di sapone laddove erano infestate dagli afidi e
dalle formiche. Era strano il modo in cui sui cespugli formiche e afidi si
fossero trovati a coesistere, ma questa sorta di simbiosi, per quanto fosse
un fenomeno affascinante, soffocava e faceva morire le foglie. E quell'anno
i fiori erano bellissimi, con una fragranza dolce e penetrante.
Mentre lavava le foglie, facendole diventare di nuovo verdi, si
guard in giro in cerca di Rain. Per accorgersi meglio del suo rientro,
spense il concerto di Vivaldi.
Era raro per lui trascorrere una giornata senza musica. Ma oggi ne
aveva un motivo - non voleva che Rain rimanesse chiusa fuori. Il sistema
di sicurezza era stato fatto in modo da escludere che qualcuno potesse
entrare con disinvoltura. Cos fece a meno della musica, aveva bisogno
di sentire il campanello altrimenti lei sarebbe rimasta ad aspettare
per la strada, magari anche per ore.
Non c'era musica, ma non c'era neanche silenzio, perch il silenzio
era una cosa sconosciuta in un caldo pomeriggio nel North Shore di
Oahu. Migliaia di uccelli cinguettavano rumorosamente, insieme al ronzio
degli insetti e al rombo distante di un aereo che atterrava. Sent delle
colombe tubare, il fischiare dell'usignolo e l'articolato canto del
murai batu, sul quale Rain prima aveva fatto commenti. La maggior parte
delle persone era sorda al canto degli uccelli.
Salve.
Come aveva fatto a entrare?
Lei sembr capire che era turbato, sembr persino indovinarne il
motivo. Sono entrata dal cancello laterale.
Quella  l'entrata di servizio. Era chiusa a chiave.
Suppongo non lo fosse.
Deve essere sempre chiusa a chiave. E ci sono i sensori.
Rain stava sorridendo. Be', sono qui!
Lionberg si sent insicuro e messo in ridicolo, ma la ragazza si stava
guardando di nuovo attorno.
Come si chiamano quegli alberi?
Erano alti e coperti di erbaccia, con i tronchi sottili che uscivano
dappertutto, e crescevano specialmente nel fosso di scolo tra la siepe che
cingeva il giardino di Lionberg e lo steccato che correva tutto intorno.
Lui disse: A dirti la verit, sono una seccatura. Fotinia californiana, pepe
brasiliano. Schefflera, trema orientalis.
Sono cos verdi.
Lui aveva un ramo di gardenia appena ripulito in mano, ma lei non
gli prest attenzione.
Ho messo il tuo borsone nella stanza degli ospiti. Credo che ti sentirai
a tuo agio l.
Ehi, grazie. Fece per andarsene.
Era graziosa nell'aspetto, ma senza la minima grazia. I giovani possono
essere cos bruschi.
La cena  alle otto.
Va bene, ma io non mangio, lei disse. Ho preso delle banane a
Foodland e le ho mangiate mentre risalivo su per la collina.
Lionberg disse: Mi spiace, pensavamo che avresti cenato con noi.
Credo che lo chef abbia preparato qualcosa di speciale per te.
Lei aveva letto la delusione sul suo viso? Lui sperava di no, perch
sapeva di non esser deluso. Era solo che l'ospite e l'invitato avevano determinati
obblighi.
Va bene, verr. Ehi,  un pensiero carino da parte dello chef.
Lui ribad l'orario e disse che non c'era nessuna regola per l'abbigliamento.
Ma pens: Perch ho insistito che venisse? Perch ho parlato
dello chef? Non l'aveva mai fatto prima. Era sempre stato pi felice a
mangiare da solo. E per quando fu pronta la cena, aveva smesso di essere
seccato con se stesso e cominci a provare rancore verso la ragazza per
averlo fatto sentire cos a disagio in casa propria.
...
.
...
Ora di cena.
...
.
...
Eccomi di nuovo qui, disse Rain Conroy, apparendo cos spontanea,
anche se lui sapeva che era l dietro sua insistenza. Eppure sembrava
davvero entusiasta e, come sempre, la sua voce vibrava allegra. C'era un
che di paziente e appassionato in lei e anche il suo aspetto quella sera lo
rassicur. Indossava un semplice vestito nero che metteva in risalto le
sue lunghe gambe, che erano bellissime. L'abito era cos corto e leggero
che Lionberg immagin di sfilarglielo dalle sue spalline sottili come spaghetti
e ripiegarlo nella sua tasca.
La gonna le si alz fino alle cosce - si era chinata per sbirciare nella
stanza accanto, lo studio di Lionberg. Calle, si affrett a dire, e guardando
pi da vicino, entr nella stanza.
Chi era mai entrato nello studio di Lionberg prima? La cameriera, un
tappezziere, un elettricista. Ma non avevano idea dell'importanza della
sala. Era una fonte di orgoglio per Lionberg che nessuno, a parte un piccolo
numero di dipendenti o operai, avesse mai visto la stanza dove lui lavorava,
il posto dove lui usava la sua mente, la sua scrivania, i suoi fogli
sparpagliati, i libri a cui teneva di pi, i suoi quadri preferiti, tutto ci che
lui considerava una rivelazione. Anche la sua calligrafia - e su questo punto
era suscettibile e anche un tantino presuntuoso - non voleva fosse vista
da nessuno, nessuno doveva conoscerlo attraverso di essa, non voleva
sentire nessun commento al riguardo. Sentiva che se qualcuno l'avesse vista,
sarebbe stato smascherato e avrebbe perso qualcosa di se stesso.
Ed ecco invece Rain Conroy con le mani sulla sua scrivania, che sorrideva
di fronte al suo quadro.
Georgia O'Keeffe. Una sorprendente immagine introspettiva, ho
sempre pensato.
Un tempo le coltivavo, disse lei. Non stava ascoltando.
Non sai quanti musei mi hanno tormentato per averlo. Non voglio
separarmene. Non mi stanco mai di guardarlo.
Amano molto il concime a base di farina di pesce, specialmente l'azoto,
disse lei. Si vede quando sono felici. Diventano molto bianche.
E quando non vengono curate, diventano flosce e marciscono.
Gigli marci ammorbano peggio della malerba, disse Lionberg.
 proprio vero, sai.
Shakespeare. Sonetto novantaquattro. Lei non sent neanche
questo.
Lionberg capovolse dei fogli. Non perch la ragazza li stesse guardando,
ma vedere la sua calligrafia lo imbarazzava.
Questo  il mio studio, disse. Io lavoro qui.
Che tipo di lavoro fai?
Posso permettermi di non lavorare, disse Lionberg. Un po' scrivo.
Un po' mi dedico al giardinaggio, un po' all'apicoltura.
Lei si trovava nella sua stanza; lui le aveva rivelato quello che faceva
l. Lei poteva vedere i suoi fogli, i quadri - non solo l'O'Keeffe ma anche
lo schizzo del ponte pedonale di Matisse e la fotografia di s a dieci
anni, in posa sulla veranda della casa dei genitori. Chiunque si sarebbe
accorto che era stato un bambino profondamente infelice, aveva gli occhi
tristi. Lionberg compativa quel bambino, quando lo guardava. Non
rimase colpita da niente a parte il fiore - non le interessava il dipinto, ma
la natura.
Non  incredibile questo schizzo? Decise di non dire che era di
Matisse. Matita.
Chiunque potrebbe cancellarlo, disse lei.
Lui decise di sorprenderla accendendo il vecchio juke-box, nascosto
in un angolo della stanza. Lei si mise a ridere vedendo le luci rosse blu e
gialle, le luci lampeggianti dentro la parte superiore a forma di boccia
per i pesci, dove brillavano i dischi di plastica nera. La luce si rifletteva
sul suo volto.
Ne abbiamo uno uguale al bar dove lavoro, disse lei. Lionberg
spense le luci.
Rain continuava a sorridere camminando in avanti. Lo studio conduceva
a un patio coperto attiguo alla sua camera da letto. Fece delle osservazioni
sulle palme nei vasi siciliani colorati, sulle piante - fragole in
vasi di terracotta, erbe aromatiche nella fioriera. Sul bordo del patio coperto
c'erano grandi giare cinesi piene d'acqua, smaltate di rosso che
contenevano pesci e ninfee e delle fioriere verdi di giacinto.
Carini quelli.
Quando non riesco a dormire, cosa che accade spesso, vengo qui
fuori e faccio luce con la torcia per guardare i pesci.
Io ho il problema contrario. Ho difficolt a svegliarmi.
Si rese conto che lei aveva visto praticamente tutto su quel piano
della casa. Ritornando verso la sala da pranzo, lei guard di fianco e disse:
Quello  il secondo schermo pi grande che abbia mai visto.
Si riferiva al televisore della camera da letto, che aveva visto dando
un'occhiata attraverso la finestra del patio coperto. Faceva parte dei suoi
segreti quello di sdraiarsi spesso nel letto a guardare dei vecchi film sullo schermo che occupava quasi tutta la parete. Nessuno l'aveva visto prima
perch nessuno era mai stato nel suo patio privato, accessibile soltanto
dal suo studio.
Lionberg chiese: Sono curioso. Qual era lo schermo pi grande?
Quello di Pigskin Lounge a Sweetwater, rispose. E uno di quei
bar col maxischermo, il titolare  il cugino di Buddy. Non devi mai andarci
da sola se sei una donna, diceva sempre mio padre.
L'unico pensiero di Lionberg in quel momento fu quello di non essere
mai stato in un posto simile.
 grandiosa, disse Rain sedendosi alla tavola accuratamente apparecchiata
- argenteria, quattro bicchieri ciascuno, i piatti in pila, i portatovaglioli.
Mio padre era sempre cos entusiasta quando si sedeva a tavola.
E tu no?
Non ci penso molto.
Uno dei piaceri della vita.
Io di solito mangio in piedi, disse Rain.
Lionberg disse: Se avessi una figlia, non direi mai Non andare l,
non fare questo, non fare quest'altro. Le direi di andare dove desidera.
Libert completa.
Scusami, ma se tu vivessi a Sweetwater, col cavolo che le diresti cos.
La metteresti in guardia e ti preoccuperesti, proprio come faceva mio
padre.
Lionberg si rese conto che nel cercare di farle piacere apparendo di
larghe vedute, si era reso ingenuo. Si chiedeva persino se lui stesso credesse
a quello che le aveva appena detto. Ma poi che importava? Non
era mai stato in un bar del genere. Gli sport, il rumore e gli spettacoli
frenetici l'annoiavano. La vista di questi omoni in competizione aveva
per lui un che di gladiatorio, di spaventoso, a volte effeminato.
I bar come quelli sono pericolosi, stava dicendo lei, sicura di s,
come se conoscesse quanto lui fosse ignorante in materia. Se una donna
entra da sola, gli uomini pensano che lei stia cercando guai. E di solito
 cos, o per quale altro motivo ci andrebbe?  un posto da uomini.
Lui sorrideva, come se lei stesse dicendo qualcosa di illogico.
 solo una bettola, lei disse.
Te l'ha detto tuo padre?
Non ce n'era bisogno, replic lei.
Poi ammutol e cominci con la zuppa, mangiando lentamente,
usando il cucchiaio con un po' troppa attenzione, come se non fosse un
pasto ma una sorta di procedura di laboratorio. Non sembrava a suo
agio mentre Lionberg osservava.
Mio padre  morto due anni fa, disse.
Mi dispiace molto, disse Lionberg.
 stato molto... Ma non termin la frase. Aveva anche smesso di
mangiare. Il suo silenzio e la sua immobilit conferirono un significato
oscuro ma suggestivo a quella frase incompleta - una pausa sospesa sopra
di loro, il pensiero dell'uomo morto, del lutto, del dolore.
Lionberg disse: Quando se ne and mio padre il mondo sembr
diverso.
Pi piccolo, disse Rain. E le persone anziane sembrano cos fragili.
Li vedo e l'unica cosa che voglio fare  proteggerli. Lei fissava la tovaglia.
Sono cos contenta quando accettano il mio aiuto. Quando ammettono
in un certo senso la loro fragilit e accettano l'aiuto degli altri.
Hai molte occasioni di aiutare gli anziani? chiese Lionberg.
Avrei pensato che non fossi portata per questo.
Messa sulla difensiva, cominci a esprimere le sue risposte come delle
domande incalzanti dicendo: Quel bar di cui ti ho parlato? Dove lavoro?
A Sweetwater? Ci sono sempre quegli ometti l, che sembrano
quasi dei ragazzini, indifesi, e tutti con le gambe storte?
I suoi occhi brillavano come se volesse essere pi ardita, perch quegli
anziani a volte la facevano diventare ardentemente materna. Ma lei
qui era un ospite e doveva essere riconoscente verso quest'uomo che, fino
a quel momento, aveva soltanto ascoltato in un silenzio che sembrava
riprovevole.
Quando lasciano il bar dondolano sulle loro gambe storte come se
dovessero cadere e rompersi, lei disse, e distorse la bocca come per rimorso.
Il mondo  pieno di piccoli vecchietti, disse Lionberg.
Ma sono tutti diversi, disse Rain. Ad esempio, alcuni hanno
l'osteoporosi.
La parola fece sorridere di nuovo Lionberg. Le persone semplici che
soffrivano di qualche malattia e che non sapevano scrivere conoscevano
termini come sindrome del tunnel carpale, malattia vascolare periferica
e angioplasia, non perch fossero in grado di leggerli ma perch
ne pativano i sintomi.
Mi fanno pensare a mio padre, disse Rain.
Non si era accorta del silenzio di Lionberg, non si era accorta quasi
di niente, e quando aveva commentato uno dei tesori di lui si era soffermata
sull'aspetto pi banale - ignorando Georgia O'Keeffe e chiacchierando
sui fiori. Non aveva dato importanza a niente di ci che c'era in
quella casa, e ci l'avrebbe fatta sembrare frivola, a parte il fatto che continuava
a parlare, continuava a parlare di suo padre.
Soffriva di cuore, disse Rain. Aveva sessantadue anni.
Dio, non era vecchio!
Vedendo che aveva fatto sobbalzare la ragazza, Lionberg si tocc il
viso con il tovagliolo con un gesto impacciato, schiacciandoselo contro
la bocca come per tamponarsela. Si chiese cosa poteva aver rivelato con
quella reazione cos violenta.
I miei mi hanno voluto tardi, disse lei. Ho ventisei anni.
Non  tanto giovane, disse a se stesso. Era la stessa et che aveva sua
moglie quando si erano conosciuti. Ma lui non vedeva il viso della ex
moglie in quello di Rain - vedeva qualcun altro, lineamenti diversi, altri
dettagli, un'altra sensibilit. Rain, che veniva da qualche altro posto, aveva
fisico e corporatura diversi, conduceva un'altra vita, una che non aveva
condotto lui. Bast questo pensiero fugace per provocargli una specie
di fitta acuta che di solito avvertiva quando vedeva una cosa fuori
dalla sua portata, non la fama ma altre forme di soddisfazione - l'esploratore
o il navigatore solitario, l'esule sull'amaca accudito da una moglie
trovata sull'isola, il cercatore d'oro che aveva investito tutti i suoi risparmi
su un progetto rischioso e aveva trovato il suo filone aureo.
Il tempo guarisce tutto, disse lei.
Con la mia ex moglie siamo ottimi amici, disse Lionberg.
Rain sollev lo sguardo, interrogativa. Che cosa aveva detto per provocare
questa frase inaspettata? Aggrott le ciglia, pensando al tempo
trascorso e a suo padre morto.
Soltanto che non accade, precis lei.
Certo che no, disse Lionberg.
Tutto  bene quel che finisce bene, disse lei.
Lionberg la fiss. Stava ancora parlando, ma tra virgolette, con la
voce di un'altra persona, cercando di essere ironica.
Alla fine tutto si risolve, lei disse. Pi concentrata, adesso, impugnava
la forchetta e il coltello come armi, i manici pigiati contro la tovaglia
bianca, e non stava mangiando. Ognuno ha ci che si merita.
Sembra che tu non sia d'accordo, disse Lionberg.
Sono tutte balle. Il tempo non guarisce un cavolo. Non accade
niente di buono. Niente si risolve. Io chiudo gli occhi e mio padre mi
manca di pi. Ed  pi difficile per me. Mia mamma ha cominciato a
rientrare a notte avanzata.
Notte avanzata  un'espressione che non ho mai capito veramente,
disse Lionberg. Suppongo che sia perch mi fa pensare alla
mia et avanzata.
Io e il mio ragazzo rientriamo sempre a notte avanzata.
Non aveva sentito il gioco di parole di lui. La ragazza era scura in
volto, stringeva il coltello e la forchetta nei pugni. Poi li pos sul tavolo
e li osserv accigliata.
Tutta questa, uhm, posateria, disse.
Non  niente di speciale, disse lui mentendo. La gente dice che
non devi mai possedere qualcosa che non ti puoi permettere di perdere.
S, lo dice la gente, disse Rain, e lo ripet senza convinzione.
Lionberg fece un sorrisetto per mascherare ci che provava. Non
aveva pensato che fosse cos difficile. Era impreparato, al limite dell'esasperazione.
Io non possiedo niente, disse Rain.
A quella frase egli cedette. La cena termin.
Sotto il patio illuminato dalla luna Lionberg le offr qualcosa da bere,
sugger del Sauterne, e lei accett.
Tolse il copriobiettivo dal telescopio, con l'intento di mostrarle le
Pleiadi per la loro squisita drammaticit e il loro bellissimo nome in
hawaiano, Mak'a'li'i, gli Occhi del Re. Era il tipo di cosa che le sarebbe piaciuta.
Lui not che aveva ancora il bicchiere pieno di vino e che probabilmente
aveva accettato solo per fargli piacere. Mentre posizionava il telescopio,
girando le manopole per regolarlo sull'azimut giusto, sent che
tossiva e cominciava a parlare.
Sono davvero stanca, disse.
Ora la sua statura la faceva sembrare goffa piuttosto che graziosa.
Appoggi il suo bicchiere sul tavolo e il vino si vers. Esit, non sapeva
in quale modo scusarsi e dare la buona notte.
Lui le venne incontro con parole scontate, proprio quel genere di
frasi di circostanza che lei aveva usato sarcasticamente per tutta la cena.
Ci vediamo domattina.
Non sapeva dire se gli piacesse o no. No, disse a se stesso, non gli
dispiaceva che lei fosse pi giovane. La stranezza era che a dispetto della
sua grande esperienza, lei era nuova per lui, cos come tutta la sua generazione.
Che ne sapeva? Lui non aveva n figli, n nipoti. Rain era una bambina.
...
.
...
Visite al buio.
...
.
...
Nella sua camera da letto, Lionberg accese il film che l'aveva fatto addormentare
la notte precedente, La Contessa scalza, con Bogart e Ava
Gardner, ma si sent di nuovo a disagio. Era la conseguenza di ci che
aveva detto Rain a proposito dello schermo gigante, si era offeso con lei
perch adesso gli impediva di godersi il film.
Quando spense la luce e si sdrai nel buio, sapeva di essere troppo
sveglio per dormire. Lo schema della casa era impresso nella sua mente
cos perfettamente che riusc ad alzarsi e camminare al buio attraverso
due stanze e un corridoio.
And nella dependance degli ospiti usando il passaggio coperto.
Nonostante il bagliore della luna creasse dei riflessi bluastri sul prato e
sul selciato, simili a quelli che si formano sulla neve, la dependance degli
ospiti era completamente al buio. Non esit. Questo era il suo mondo,
e continu a passo leggero, a piedi nudi, camminando tastoni per farsi
strada, come un cieco sicuro di s.
Entrando nella stanza, i suoi passi erano silenziosi sul fresco pavimento
di legno duro. Rimase in piedi dietro di lei a guardarla dormire.
Se ne stava sdraiata sul letto come un tesoro in una scatola cinese,
sprofondato nella seta. Era inclinata sul fianco, un braccio in fuori,
l'altro appoggiato di traverso sul seno nudo, le gambe divaricate,
il lenzuolo attorcigliato intorno a una gamba, i capelli sparpagliati
sul cuscino ripiegato. Le pi rare e delicate giade cinesi, molte di loro
asimmetriche come Rain in questa posizione, gli erano state inviate
in confezioni costruite appositamente, sistemate su cuscinetti di
seta, e il meraviglioso dono era simile a questa flessuosa donna addormentata.
Indugi, ascoltando il suo respiro e ammirando il modo in cui la luna
rendeva la sua pelle bianca come giada. Immagin che fosse nuda.
Pens di sollevare un angolo del lenzuolo.
Poi si sent di nuovo a disagio, come lo era stato a cena e nella sua
stanza, goffo e confuso, mentre si domandava cosa dovesse fare dopo.
Fece un passo indietro senza far rumore ritirandosi nell'ombra appena
fuori dalla porta e si ferm. Rimase l a osservarla, studiando come era
fatto il suo corpo, analizzando singolarmente ogni dettaglio e poi guardandolo
nel suo insieme, come una giada finemente incisa con un'intera
storia sul bassorilievo o paragonandolo a una forma conosciuta, come
una conchiglia. Ma c'era anche qualcosa che ricordava una pianta nel
modo in cui Rain era sdraiata.
Lei si alz e and a tastoni fino al bagno. Lionberg trattenne il respiro.
Non si mosse. Il silenzio mormor per un momento e, dopo, dalla
porta pi lontana si sent gocciolare in maniera intervallata, il suono
chiaro di una bottiglietta svuotata in una pozza d'acqua ferma, l'ultimo
gocciolio e le note alte delle gocce che echeggiavano sulle mattonelle blu.
Alla fine il gorgoglio e lo spruzzo delle tubature, seguiti da un sibilo e da
un sospiro; a quel punto era di nuovo a letto, nella stessa posizione, col
corpo premuto contro la seta.
L'estasi che Lionberg sent in quel momento lo rese immobile, eppure
non si era mai sentito cos vivo. Era eccitato. Si tocc la sua inutile
erezione nel tentativo di contenerla, ed era come se la punta delle sue dita
sfiorasse un osso duro. Non si poteva muovere, e non aveva nessuna
intenzione di farlo, e la guardava mentre le sue unghie tiravano e strappavano
nel sonno i suoi bellissimi capelli - un lento balletto supino nel
letto che spingeva il copriletto pi gi sul suo corpo nudo. Lui si sentiva
un uccello su di un ramo, aggrappato con gli artigli, il collo esteso e il
becco in avanti.
Con le dita contro la testa, Rain incurv la schiena. Rimase sdraiata
a quel modo per molto tempo e poi si rotol su un lato, liberandosi dal
lenzuolo, e alla fine si rimise a pancia in gi. Le natiche sollevate, i piedi
separati e leggermente girati all'ins, sembrava gemere in una posizione
di sottomissione. Allora per Lionberg il tempo non esistette pi. Sent le
lunghe unghie della ragazza ghermire delicatamente la pelle pallida con
un gradevolissimo rumore di sfregamento mentre con pazienza si accarezzava.
Lionberg si sollev in un'opportuna levitazione - silenziosa, invisibile
- quasi fosse staccato da terra, senza respirare, mentre ascoltava
i sospiri di lei che si accarezzava tra le gambe per un periodo di tempo
che sembr lunghissimo e terminava con un gemito di sollievo.
La notte non era lunga abbastanza. La luna cal e l'alba stava per
spazzare via le ombre dalla parte pi orientale del cielo quando
Lionberg fece un passo indietro in silenzio, cercando l'oscurit, verso la casa
e la sua stanza sul lato pi lontano. Nella luce lampeggiante del videoregistratore
si accorse di aver passato tre ore nella sua veglia.
Fu il primo a colazione e per tenere le mani occupate, poich era inspiegabilmente
ansioso, ruppe un uovo di proposito mentre lei entrava nella stanza.
Hai dormito bene? le chiese.
Lei scosse la testa. Per niente.
Lui disse: Ma non sei una che dorme come un ghiro?
Non ieri sera. Lei sorseggi un bicchiere di succo di mango. Disse:
Anche tu hai avuto qualche problema.
Come hai fatto a indovinare?
Lei gli sorrise. Lui cominci a borbottare, e guard dall'altra parte,
perch il suo sorriso aveva su di lui un certo potere.
Mi hai fatto una certa visita... disse lei.
Lionberg arross, e anche le sue orecchie diventarono rosse. Non era
mai arrossito a casa sua. Ma lei lo aveva visto accanto al letto. Sapeva che
lui si era nascosto mentre era in bagno, che aveva visto e sentito.
Sono veramente desolato, le disse.
Non importa. Il modo in cui mangiava la faceva sembrare sicura
di s e indifferente. Facevo finta di dormire. E poi, io... Rise come se
cercasse un modo per finire la frase.
Hai avuto paura?
Lei esit e poi disse: Mi  piaciuto. Non te ne sei accorto?
Anche nei suoi momenti pi imbarazzanti non era capace di mentire.
La sua franchezza lo affascinava - questa rivelazione, per esempio.
Non sapevo cosa dire. E suppongo che neanche tu lo sapessi.
Il modo con cui gli parlava lo fece sembrare un ragazzino, e ora sembrava
che lei fosse la padrona di casa e lui un ospite impacciato.
Il murai batu riprese a cantare, fischiettando la sua canzoncina melodiosa,
e questo lo aiut a cambiare argomento. Lei gli chiese di ricordarle
il nome dell'uccello.
Subito dopo colazione disse che sarebbe andata al mare. Lionberg
le diede una bottiglia d'acqua e disse: Bevi quando non hai sete ed eviterai
la disidratazione. Mentre camminava gi per la collina verso il
mare il sole la seguiva, aumentando mentre lei scendeva, finch lei si
trov a camminare immersa nella luce e nel calore. Lionberg riusciva a
vedere la sua figura luminosa da uno dei suoi telescopi a bassa risoluzione.
Trascorse tutta la giornata a guardarla. Lei nuot, si sdrai sulla
spiaggia, sembrava dormire.
Lui non fece nient'altro quel giorno che osservarla e aspettare che
ritornasse a casa. Quando alla fine rientr, alle cinque, e si accorse che
lui la stava aspettando, in piedi con le braccia appoggiate sui fianchi, muto,
ansioso di sentirle dire qualcosa, lei divent esitante.
Vuoi bere? lui disse finalmente.
Sono cos stanca. Sembrava che fosse stata colpita da un'insolazione,
la pelle sembrava infuocata, nel suo sorriso si intravedeva la stanchezza.
Lionberg la guard impotente mentre lei si ritirava in camera sua.
Era ancora giorno. Rest a bere solo, e cap che la sua routine era stata
disturbata. Aveva cominciato a bere troppo presto, perci il sapore sembrava diverso e cattivo.
Cen da solo, consapevole di essere solo, s, era proprio quella parola
a tornargli continuamente in mente. Accanto al suo piatto era aperto
The Thirty Methods, il libro dell'eros cinese scritto da Dongxuan Zi. Anche
se le illustrazioni dipinte erano abbastanza belle, Lionberg trov il testo
debole e scritto male. Declam le didascalie ad alta voce, come se le
recitasse per far divertire qualcuno a cena: Drago serpeggiante... Il
grande uccello Peng che spicca il volo sull'oceano scuro... Gatto e Topo
condividono la stessa tana... L'asino delle tre fonti... Cani d'autunno...
Si ferm, chiudendo il costoso librone. Aveva perso l'appetito. Si accorse
che stava fissando la sedia vuota e pens che probabilmente Rain
aveva preso troppo sole. Bevi quando non hai sete ed eviterai la disidratazione.
Non gliel'aveva detto?
La sua stanza era buia. Probabilmente aveva tirato le tende per ripararsi
dal sole e ora impediva ai raggi di luna di entrare. Lionberg ci
mise dei minuti, l in piedi al buio con in mano un bicchiere d'acqua,
per riuscire a distinguere il profilo del corpo di lei sul letto - per parecchio
tempo non riusc nemmeno a vedere il bicchiere d'acqua che
teneva in mano. Aveva un lenzuolo buttato addosso. Se quella piccola
ombra raggrinzita sul pavimento era il suo costume da bagno, forse era nuda.
Lui la osserv da vicino, si sent nuovamente felice, ancora pi felice
quando si rese conto che era un sentimento ritrovato, ispiratogli da
lei, e che ora gli apparteneva.
Cos'hai in mano?
La sua voce fu improvvisa e molto chiara e sveglia. I suoi occhi erano
rimasti aperti per tutto il tempo?
Ti ho portato un bicchiere d'acqua.
Mi leggi nel pensiero.
Si mise a sedere, tirando le lenzuola sulle spalle come una toga. S,
doveva per forza essere nuda.
Lei bevve velocemente. Tra l'affannoso respiro assetato, i sorsi irregolari
colpivano la sua gola come dei singhiozzi. Appoggi il bicchiere
sul comodino di marmo con una tale precisione da dare l'idea che anche
lei riuscisse a vedere al buio.
Siediti qui.
Lui rise sollevato e si avvicin. Era ci che, nella sua mente, lui le
aveva implorato di dire.
Che ora ?
Probabilmente le dieci.
Mamma mia.
Non  tardi.
No.
Approfittando di questa conversazione banale lui le scivol pi vicino
e la tocc, facendo scorrere la sua mano lungo la pelle calda della sua
coscia. Le stava cos vicino, il suo braccio schiacciato contro il suo e sent
le dita di lei avanzare sulla sua coscia. Lui stava pensando come la forma
pi primitiva di rassicurazione nella vita di una persona era l'offerta di
calore umano e tale pensiero lo fece sentire non come un uomo nel momento
della conquista ma come un bambino desideroso di mettere la
bocca su di lei.
L'improvviso movimento delle sue dita che arrivavano l dove lui era
pi sensibile lo fece sospirare, ma lei si ritir, spaventata dalla sua grandezza,
come se si fosse trattato di un incidente. Lui le prese la mano e la
guid con la sua, esortandola.
Si chin in avanti per implorarla, e con quel suo fare supplichevole la
baci. Le sue labbra sapevano di uva, come l'acqua aromatizzata che aveva
bevuto.
No, lei stava dicendo nella sua bocca.
Si scost di poco sul letto, in modo da formare un'ombra tra loro.
Non ora, disse.
La sua voce era carica di desiderio. Lionberg sapeva che lei lo voleva
quanto lui, ma che cercava di essere saggia, perch c'era qualcosa
di sbagliato nella situazione, specialmente il momento, e lui l'amava
per questo.
Lo tocc dove lui era duro e nudo e disse: Non posso lasciarti andar
via cos.
Girandosi con un movimento deciso scivol con la testa gi lungo il
petto di lui mentre stringeva l'asta pulsante del suo pene con la mano.
Quando lo lecc e vi poggi la bocca sopra, era come se lo stesse medicando,
spalmandolo con un caldo unguento, un tipo di balsamo che lei
somministrava con la lingua e le labbra, lenendolo dolcemente mentre
muoveva la testa, con i capelli lunghi che cadevano sulle cosce di
Lionberg. Sembr concentrarsi a mantenerlo pi duro mentre lui si lasci
sfuggire un piccolo lamento, lei allora us le mani pompando gli ultimi
guizzi di lui nella sua bocca.
Ho sognato del sesso cos, disse lui con una voce che a stento riconobbe come sua.
Dal modo in cui gli si avvicin, lui cap che stava ridendo. Lei disse: Non  sesso.
La sollev, baci le sue labbra bagnate, e disse: Mi piaci, tesoro,
e usc dalla stanza, avanzando a grandi passi nel buio senza voltarsi a guardare.
...
.
...
Imbarco.
...
.
...
Roy bello, dov' la mia ragazza? urlava nel telefono Buddy Hamstra.
Scommetto che sarai felice di vedermi!
Dal caratteristico crepitio Lionberg cap che Buddy lo stava chiamando
dal telefono della sua auto, risalendo l'erta collina sul tracciato a
stretti tornanti, dove la ricezione era sempre pessima.
Lionberg scosse la testa. Subito dopo - prima di quanto si aspettasse
- Buddy era al cancello con la sua BMW, suonando il clacson con finta
impazienza. Continu a suonare allegramente anche dopo che Lionberg
ebbe aperto il cancello.
Un pupazzo di stoffa, pi grande della norma, un cane grande quanto
un uomo, sedeva ritto sul sedile posteriore, con un sorriso ebete.
Accorgendosi dello sguardo di Lionberg, Buddy disse: Wile E.
Coyote.
Esatto, disse Lionberg, anche se non aveva idea di cosa si trattasse.
Allora, dov' lei?
Buddy era ancora seduto in macchina. Aveva una catena d'oro intorno
al collo con un dente di squalo e la fede di Stella come ciondoli,
degli occhiali da aviatore e una maglia con su stampato Life Guar. Ogni
volta che Lionberg lo vedeva gli sembrava pi grasso. In una mano teneva
il cellulare e nell'altra una barretta di Mars. Prese a far lo stupido,
parlava nella tavoletta di Mars, fingeva di addentare il telefono, poi con
una smorfia si cacci in bocca mezzo dolce. Con la bocca piena grid in
maniera sconnessa.
Stamattina non l'ho vista. Lionberg lo disse cos timidamente che
sent nella propria voce qualcosa di peggio della semplice riluttanza.
Aveva temuto questo momento come un'amputazione.
Buddy trangugi il boccone di cioccolato e grid: Sbrigati, Rain!
Urlare in modo simile era una di quelle cose che Lionberg non
avrebbe mai fatto - al suono trasal - ma la ragazza rispose anche lei con
un urlo: Arrivo! Apparve dopo un attimo, ansante, sorridente, con la
sua borsetta, semplicemente bellissima. Ha ventisei anni, disse Lionberg
tra s e s nonostante questo non giustificasse nulla.
Ciao, zio.
Hai un aereo da prendere, tesoro.
Non fare tardi, disse Lionberg.
Abbiamo tempo fino a stanotte,  uno di quei voli notturni, disse
Rain. Ma prima voglio comprare dei regali.
Faremo colazione in citt, disse Buddy. Ogni volta che parlava di
cibo, dava l'impressione di essere affamato.
Grazie di tutto, disse Rain ed entr in macchina.
Buddy disse: Hey, Roy bello, non sembri molto sollevato di restare
solo.
Rise e guid con cautela la macchina attraverso il cancello in retromarcia,
affacciandosi sulla strada.
Lionberg rest in silenzio, troppo stordito per parlare. Desiderava
congedarsi dalla ragazza con un pensiero, con un dono, in ogni caso
con un bacio - non aveva immaginato che accadesse cos velocemente.
Sorrise finch perse di vista la macchina, dopo ascolt appena. Il rumore
dell'auto che si allontanava fu l'ultima sensazione sonora della ragazza,
come un sospiro che si trasforma in silenzio, un ultimo sospiro
di morte.
Chiuse il cancello, sentendosi venir meno, ed ebbe la sensazione che
tutta la sua felicit lo avesse abbandonato. Una grande nuvola pass nel
cielo. Come sempre, la luce del sole sembrava rincorrerla. And al suo
piccolo telescopio e li colse mentre giravano in direzione di Waimea Bay.
Si sent rivitalizzato per un breve momento dal bagliore del sole che si rifletteva
sul parabrezza dell'auto.
Rimase solo nella casa vuota sperando di sentire la sua voce, e fu
turbato dal silenzio. Si rec nella dependance degli ospiti e annus impazientemente
l'aria nella camera che era stata di lei cercando di distinguere
il suo odore. Non  sesso, disse imitando la voce di lei e si eccit
di nuovo. Il bagno era ancora umido perch lei lo aveva usato e
conservava la sua presenza. Tir indietro le lenzuola come per disvelare
un fantasma. Le coperte erano calde a sufficienza da trattenere il suo
profumo. Segu questi suoi fugaci brandelli, oggetto per oggetto - il cuscino,
gli asciugamani, un lungo ciuffo di capelli nel lavandino - fiutando
come un cane. Dopo, si adagi sul letto dove lei si era sdraiata e pens
di essere un selvaggio che aveva bisogno di un suo feticcio, capelli e
piume, un pezzo della sua biancheria intima. La rivoleva indietro. Si domand,
l'amore  una ragazza?
Quella sera cen da solo, sfogliando le pagine di un libro raro che lo
aveva sempre entusiasmato a ogni lettura, In the Sargasso Sea, di Thomas
Janvier. Quella notte lo annoi, gli sembr finto e disprezz se stesso per
essersi fatto abbindolare in passato.
Dopo cena si addorment su di una sedia, ma quando and a letto,
non riusc a dormire. Sapeva il perch. La sveglia illuminata sul comodino
gli ricord che il suo volo stava partendo.
Chiam la compagnia aerea, augurandosi di sentire qualcosa che riguardasse
lei, anche solo informazioni sul volo. Il volo  stato rinviato,
disse un uomo, sforzandosi di sembrare efficiente. L'orario del nuovo
volo era dopo la mezzanotte.
Vestitosi di corsa, Lionberg aveva talmente fretta di trovarsi per strada
che inser soltanto un allarme. Pass rasente la siepe del cancello -
quasi sicuramente c'era un graffio sul parafango della sua auto nera, da
cui erano stati rimossi il marchio e il nome Lexus. Non gli importava per
il graffio sulla carrozzeria, lo vide come un sacrificio e fu orgoglioso che
vi fosse un segno visibile.
Fuori dalla sua tenuta aveva sempre la sensazione di essere su di un
altro pianeta. Quella sera pens: Cosa mi sta succedendo? Il litorale umido,
l'oscurit dei campi di ananasso, le luci e le staccionate di Schofield
Barracks, l'autostrada vuota, le insegne verdi illuminate con su scritto
Airport e l'orologio sulla torre, che lo informava che aveva tempo. Il volo
rinviato era stato un sollievo. Voleva solo darle il bacio che non le aveva
dato quella mattina sul vialetto davanti casa, voleva solo rivederla. Desiderava
anche che lei lo vedesse - per mostrarle che aveva guidato per
quaranta miglia al buio.
Buddy era al cancelletto d'imbarco, seduto con i piedi stesi in fuori,
le mani sul ventre prominente. Stava bevendo una Diet Coke.
Che ci fai qui, pazzo bastardo? disse quando vide Lionberg.
Ha dimenticato il cappello.
Era il cappello da baseball che lui indossava la prima volta che la vide,
sul quale una volta era scritto The Plaza.
Lei dov'?
In coda. Si sta imbarcando.
Rain sorrise in segno di evidente gratitudine quando vide avvicinarsi
Lionberg. Usc dalla coda, inciampando nei passeggeri che si stavano imbarcando.
Lionberg le prese la mano con una sicurezza estrema e disse: Mi mancherai, tesoro.
Era quello che voleva dire dalla mattina, ci che lo aveva spinto a fare
quaranta miglia. Desiderava a tutti i costi impressionarla.
Anche tu mi mancherai.
Cerc di leggerle negli occhi e pens di avervi visto ci che sperava.
Perch parti?
Vado a casa, rispose. Tocc la sua mano delicatamente come per fargli ricordare. Ritorno alla mia vita.
Questo lo rese triste, il fatto che lei avesse una vita di cui lui non sapeva nulla.
Disse: Questo  per te, mia cara. E le diede il suo cappello da baseball.
Lei sorrise e se lo infil. Quando lo baci questa volta la visiera urt
contro la sua testa.
Devo andare, disse lei.
Pazza ragazzina, disse Buddy rimanendo in piedi vicino a Lionberg.
Sembravano una vecchia coppia che vede partire la propria figlia
- la stessa ammirazione e clemenza, lo stesso amore. Buddy, bene
in carne, col petto grasso simile a mammelle sotto la maglia, era la
mamma burbera e autoritaria; Lionberg - piccolo, pi magro, comprensivo,
affascinato - era il tenero padre. Se ne stavano l con gli altri
per i saluti all'imbarco quando Rain entr nel tunnel. Dopo la sua
partenza, Lionberg ebbe un senso di nausea, e desider allontanarsi
da Buddy.
 buffo vederti qui, disse Buddy, ansimando per stare al passo
con lui. Non ti vedevo fuori dalla tua tana da secoli. Punt il dito contro
Lionberg. Sei un tipo misterioso! Hai dei segreti. Grid a gran voce
a un uomo che stava lavando il pavimento dell'aeroporto: Questo 
Royce Lionberg! Ha dei segreti!
Lionberg guid piano per tornare nel North Shore sulle strade deserte,
pensando a quanto adesso fosse privo di segreti. Desiderava trovarsi
sull'aereo con Rain, andare a casa con lei. Quello che lei gli aveva
detto a proposito di Sweetwater nella sua semplice solidit lo aveva intenerito.
Era la casa in un significato che lui non aveva mai conosciuto.
Lui si era costruito una casa, ma lei era nata in un'altra e vi viveva tuttora.
C'era una tale differenza. Stabile, sicura e al riparo. Perch mai
avrebbe dovuto lasciarla?
Rientrando a casa quella notte, era in collera. La vide con gli occhi
di Rain e la disprezz per il suo essere stipata e senz'aria. C'era qualcosa
che non andava, di egoistico. Non riusciva a ricordare una volta in cui
si era sentito pi insoddisfatto. Le sue collezioni, i suoi tesori, sembravano
semplicemente pretenziosi, unicamente decorativi, senza significato, senza valore.
La costosa scatola portasigari lo disgustava. Ne tir fuori uno e nella
sua poltrona da lettura, lo tagli e lo accese. Un sigaro aveva sempre
il potere di calmarlo, gli aveva perfino dato dei momenti di grande felicit.
Aspirando il fumo, si ricord di come, tempo addietro, quando dava
delle feste, si era infuriato nel vedere qualcuno spegnere il sigaro nel piattino cesellato di giada.
Il momento lo illumin. Le cianfrusaglie che le persone accumulavano
- vecchie fotografie e oggetti di peltro, giada e avorio scolpiti, maschere
dai volti mostruosi, libri e arazzi e denti gialli intagliati di enormi
capidogli, vassoi d'argento e cucchiai e mollette per lo zucchero, gli oggetti
superflui e mal assortiti che si supponeva avessero del valore - tutto
ci era solamente preso in prestito dal vasto magazzino di manufatti
del mondo e alla fine ritornava a esso, venduto, tramandato, perso, rubato.
Quegli oggetti venivano custoditi e trovavano un'altra dimora, un
altro ladro o qualcuno che li prendeva in prestito, ma in ogni caso si trattava
solo di un altro custode che li accumulava finch non venivano restituiti
o distrutti. Non avevano alcun significato o uso al di l del loro essere toccati o osservati.
Se fosse stato uno scrittore, l'avrebbe scritto e si augurava di poterlo scrivere, per sbarazzarsi della tristezza della sua verit: nulla gli apparteneva.
Era semplicemente un custode, un servo, pieno di illusioni,
che lucidava degli oggetti, li puliva, li spolverava, facendo attenzione a non danneggiarli.
Aveva provveduto che tutto andasse in eredit, ma gli eredi facevano
quello che volevano. Col tempo tutto sarebbe stato venduto o ceduto
o strappato con la forza malgrado il suo volere.
Non meritava nulla di pi che un semplice sguardo e quello era ci che lei gli aveva regalato.
Il sigaro si frantum ed emise scintille e and a pezzi mentre lui lo
conficcava nella coppa bianca di giada, ridendo con rabbia, premendolo contro la bella incisione. Mentre il fumo si levava come incenso acre
lui tir via il ponte pedonale del suo Matisse, tagliando la parte posteriore
incollata della cornice e facendo scivolare fuori lo schizzo. Tenendolo
gi con il palmo della mano sinistra, cancell con una banale gomma
per matita le linee al centro del ponte, lasciando la sua impronta, rendendolo
impossibile da attraversare. Si sent selvaggiamente felice, con
un pizzico di pazzia, desideroso che la sua felicit durasse e temendo che finisse in un qualsiasi momento, orbandolo d'ogni speranza.
...
.
...
Punteggio triplo.
...
.
...
NOTA: In questo capitolo Theroux usa registri linguistici diversi, contrapponendo ironicamente il suo, di inglese colto, a quello degli isolani. Si  deciso pertanto di non tradurre le parole usate nel gioco per fare emergere al meglio le sottigliezze dell'autore impossibili in italiano. FINE NOTA.
.
Con la testa piegata in segno di riverenza, lo scuro isolano tir fuori una serie
di feticci, come uno sciamano impegnato in un rituale per predire il futuro
o interpretare il passato. Si accovacci sotto le fronde delle palme pendenti
lacerate dal vento, nell'angolo coperto di muschio del lato pi all'ombra
della propriet, come un isolano in una palude della giungla, il riflesso
dell'acqua luccicante sulla sua pancia che rendeva brillante. Il suo volto era
vicino a un oggetto dipinto di forma quadrata, tutto pieno di disegni misteriosi
tipo quelli che si possono trovare nei pi arditi mandala dell'Oceania.
Mi avvicinai di pi, sentendomi invadente e inopportuno, finch mi
accorsi che era Keola senza camicia, piegato su di un gioco da tavolo.
Peewee si precipit dietro di me e disse: Vuoi giocare?
Era lo Scarabeo. Avevano cominciato a giocare tra squadre nell'angolo
in fondo della piscina dell'hotel, chiusa per la sera. In tutti i posti
in cui avevo vissuto, lo Scarabeo veniva giocato in maniera diversa, il gioco
si adattava alla cultura e al linguaggio, alcune parole erano permesse
e altre no, le sfide limitate, una societ ne faceva un dibattito aperto e
chiassoso, un'altra un esercizio intellettuale. Il gioco dello Scarabeo rispecchiava
la gente che vi giocava, come quando gli isolani delle Trobriand
trasformarono il gioco del cricket in qualcosa di sfrenato, una fusione
di elementi diversi nota agli antropologi come sincretismo, valida
tanto per lo Scarabeo quanto per il cricket o per il Cristianesimo.
Unico problema - Peewee ci mette delle ore per scegliere una parola,
disse Keola il che mi allarm, perch Keola era il dipendente pi lento dell'hotel.
Mentre parlava, Marlene si un a noi, scuotendo la testa. Aveva sentito
Keola e ovviamente era d'accordo con lui.
Facciamo dei passaggi rapidi. Proposi. Spiegai che ogni giocatore
avrebbe avuto a disposizione solo due minuti per scegliere una parola;
trascorso quel tempo, il giocatore avrebbe perso il turno. In questo modo
il gioco sarebbe stato pi breve e pi eccitante.
Apprezzarono l'idea. Mi passarono il calzino che serviva come sacchetto
per le lettere e mi dissero di sceglierne una per decidere chi avrebbe
iniziato. Io pescai una M, sicuro non fosse buona, passai il calzino a
Peewee e sorrisi al pensiero che mi stavano autorizzando a unirmi a loro.
Sapevano che nella mia vita precedente ero stato uno scrittore,
Buddy Hamstra mi presentava ancora dicendo: Ha scritto un libro!
ma non erano per niente scoraggiati dal fatto che io avessi accettato di giocare.
Forse dovrei avere uno svantaggio!
Tu hai uno svantaggio, disse Keola. Sei un malihini.
Significava nuovo arrivato, ma lo si poteva dire di me? Erano passati
pi di sette anni dal mio arrivo alle Hawaii, dacch ero subentrato
come direttore dell'hotel. Ma pi a lungo rimanevo, pi profonda era
la mia comprensione del paradosso che la gente delle classi sociali pi
basse godeva di maggiore rispetto. Come gli indiani Mohawks a
Manhattan, gli hawaiani alle Hawaii non avevano alcuna ricchezza ed
erano quasi senza casa, tuttavia riuscivano a far pesare la propria autorit
perfino sulle famiglie missionarie. Gli hawaiani erano come aristocratici
decaduti che avevano venduto il castello, la terra e l'argenteria
di famiglia, e che tuttavia, logori e ridotti all'elemosina ancora mantenevano
il nome di famiglia. Ci significava anche che ogni incontro
umano implicava una delicata contrattazione perch c'era di mezzo l'orgoglio.
Far del mio meglio.
Marlene incominci per prima e scrisse ped al centro del tabellone.
Sono permesse le abbreviazioni? domandai.
Il cartello stradale dice Ped Crossing.
.
NOTA: Cordolo del marciapiede. FINE NOTA.
.
 un segnale howlie, disse Marlene e pesc tre lettere in pi dal calzino per farmi capire che la discussione era terminata.
Peewee us la p per fare zap. Keola compose moped (motorino)
che io misi al plurale scrivendo in verticale same (lo stesso). Dicendomi
che stavo sprecando delle vocali, Marlene us la mia a per fare
ama e prima che potessi chiederle a quale parola corrispondesse, disse: Significa outrigger in hawaiano.
Si accettano le parole hawaiane?
Qui  Whyee.
Ma non sono contemplate nel dizionario.
Prova in un dizionario whyan, disse Keola e utilizz i suoi due minuti
per scrivere lua che disse in hawaiano significava sia bagno sia il
numero due. Un intero lato del tabellone dello Scarabeo cominci a
riempirsi di parole hawaiane: lolo, manao, puna e kumu. E allora,
dopo che Marlene compose la parola hi Keola aggiunse due lettere in pi e cre Shim.
 una parola, fratello, disse prima che potessi chiederglielo.
 pidgin, disse Marlene e mi invit a sfidarla. E una lingua. Se la
conosci, pu darsi che fai parole molto migliori.
Shim  inglese, disse Keola. Si usa nelle costruzioni.
Qualcosa nel modo in cui la pronunci, construzioni, mi fece dubitare
cos contestai la parola. Poich non si trattava di pidgin, n Peewee
n Marlene lo sostennero. Peccato che non abbiamo un dizionario,
dissi. Keola perse un turno.
Peewee scrisse less e per il suo turno Keola aggiunse fut davanti.
Futless?
Significa confuso, disse Marlene parlando al posto di Keola. In Whyee.
Dissi: Tu mi stai pisciando sulla gamba e mi dici che sta piovendo.
Futless era esattamente come mi sentivo quando il gioco termin e
Marlene si accigli mentre la nominavamo vincitrice. Io arrivai ultimo
dopo Keola, che mi era sempre sembrato al limite della pazzia. Ma non
mi scoraggiai, ne fui solo affascinato, poich nel mio ufficio cercai la parola
shim e mi accorsi di aver commesso un errore. Era un pezzo di legno
affusolato usato come un sostegno o un riempitivo, come aveva detto
Keola, nelle costruzioni.
La sera seguente, quando la squadra cambi, fui entusiasta di giocare
di nuovo. Trey prese il posto di Peewee. Marlene aveva ancora l'aria
cupa. Mi sfidarono sulla parola kerb io li sfidai su laff e feci passare
altre parole: owch, dri, gaz, yo e dis. Keola era in testa a tutti.
Trey scrisse toni e mi guard in cagnesco.
Invece di contestare la parola toni aspettai il mio turno e trasformai questo frammento di nessun valore in ultonian.
Marlene grugn, scuotendo la testa.
 un aggettivo. Si riferisce all'Ulster.
Marlene stava gi dando una scorsa all' American Heritage Dictionary -
lo aveva portato in un sacchetto della spesa a causa della mia sfida del giorno
precedente sulla parola shim - e trionfalmente mi disse, tenendo l'enorme
volume di fronte al mio viso, che tale vocabolo non era registrato.
Perdendo questa sfida, saltai il mio turno. In quello successivo adoperai
il termine ergo. Suona come una parola divertente, disse Keola
e la contest. Io la cercai con spavalderia sul dizionario e gliela mostrai.
 la parola latina per dunque.
Latino! Che esagerato! disse Marlene e scrisse pau.
So che in hawaiano vuol dire fine, dissi. Ma vi garantisco che non si trova sul dizionario.
Perch  un cavolo di dizionario razzista, disse lei. Ci beccavamo
sempre manate dall'insegnante a scuola perch usavamo parole whyan.
Forse voleva che imparaste l'inglese.
Forse era una stupida howlie come te, disse Marlene con gli occhi luccicanti dalla collera.
Trey form la parola Dion e spieg Celine.
Marlene ancora furiosa disse: Puttana howlie. Ha il viso da cavallo.
Ma un cavallo di quelli che mi scoperei, disse Keola.
Trey dichiar concluso il gioco. Lo ripet dicendo: Questo gioco 
pau. Furono sommati i punti di ogni giocatore e Trey arriv primo,
Marlene seconda e poi Keola. Io arrivai di nuovo ultimo.
La terza sera, Marlene si rifiut di giocare, ma Sweetie disse - era
nuovo per me - che amava giocare a Scarabeo e cos con Peewee e Keola
ricominciammo, passammo il calzino, selezionammo le lettere, creammo
parole che non erano parole - fin, hink, dred, carni. Non
mi importava. Mi piaceva essere testimone della creazione di un nuovo
lessico. Peewee mi sfid quando scrissi quod e fu indispettito quando
la trov sul dizionario. Nonostante avesse perduto un turno, era ancora
in testa perch sapeva (e io no) che una ern era un'aquila di mare, un
aiai era un bradipo tridattilo e che un dzho era una specie di yak.
Sfruttando la a di ai per comporre la parola figa, Sweetie disse:
 una parola vera, giuro su Dio. E infil il pollice tra le dita spingendo
con il pugno cos formato, un gesto che ora riconoscevo, ma come faceva a conoscerlo lei?
Alcuni surfisti di colore lo fanno, disse Keola. Quelli del Brasile.
Keola fece roop, Peewee compose fi (come hi-fi), e io cercai di
sfruttare la mia x. Solo dopo che ebbi formato axe (ascia), Keola fece
notare che avrei potuto comporre la parola axle (asse) sull'altro lato del
tabellone. Peewee scrisse casa, in italiano. Gliela concessi perch era a una casella
di distanza dall'angolo che gli avrebbe triplicato il punteggio della parola.
Aggiungendo una l alla casella nell'angolo per comporre casal,
Sweetie ottenne la parola col punteggio triplo e disse: Ho finito. Ho vinto.
Aspetta un minuto, protestai.
Sweetie ridacchi e disse: Casal vuol dire letto per due. Come una piazza e mezza larga. I lettoni.
Mentre fissavo Sweetie, Keola disse: Quelli su cui ci fai bum-bum.
Sweetie disse:  brasiliano. Come figa.
Come lo sai? chiesi.
Solo intelligenza, credo.
Mi sentii il sangue ribollire per tutto il corpo e infiammarmi; mi lasci
con il fiato corto, mi trattenni dal fare altre domande sul surfista
brasiliano che aveva insegnato queste parole a mia moglie. A ogni modo,
con molta gioia degli altri, Peewee che stava sfogliando le pagine del dizionario, vi trov il mio nome.
Nota d'Uso! esult e mi indic. Mostr la pagina: c'era il mio nome.
Il suo nome  sulla Nota d'Uso del dizionario e il bugga arriva ultimo!
Non giocai pi. Non fu solo perch giocando a Scarabeo mi ero reso
conto che i miei dipendenti non mi amavano molto e che mia moglie aveva
un passato, ma perch forse era vero quello che aveva detto Keola quando
mi consol: Sai, fratello, non tutte le parole che dici sono nel dizionario.
...
.
...
L'amore  una ragazza.
...
.
...
Settimane dopo la visita di Rain Conroy, Buddy chiam Lionberg, scusandosi
per avergli imposto la presenza della ragazza e invitandolo a bere qualcosa.
Ho le mani occupate in questo momento, rispose Lionberg.
Provava orgoglio e umiliazione. Era paralizzato, non riusciva a muoversi;
odiava i suoi pensieri. La superstizione non gli permetteva di allontanarsi
da casa, permettendogli di portare a termine solo un compito del programma
che aveva pianificato per s. Ma era incollato a una sedia, lo sguardo
fisso e accigliato sul prato. Non voleva acquisire nuove abitudini - incontrare
Buddy gi in spiaggia o andare nel centro di Honolulu per mangiare
uno degli hamburger di Peewee in hotel. Non era mai stato pigro prima
di allora, ma ora era molto pi che pigro. Sembrava soffrire di un forte
trauma al cervello, espressione che i medici solitamente adoperano per descrivere
una seria lesione alla testa. Era anche profondamente triste per cui
qualsiasi pensiero da parte sua gli avrebbe causato un'ulteriore sofferenza.
Esit un po' prima di fare la domanda, alla fine decise di rischiare.
Chiese: Cosa hai sentito da Rain?
Oh,  ritornata nel suo buco, disse Buddy. Probabilmente alla
mensa a svolgere il suo lavoro di volontariato.
Lavora ancora alla mensa?
Lionberg aveva detto troppo. Buddy non sapeva nulla. Era spensierato e libero.
A Lionberg, prima di allora, non era mai capitato di sentirsi scontento
a casa sua. Non era triste, ma insoddisfatto. La sensazione lo aiut
a ricordare le volte in cui, quando era molto giovane, le promesse venivano
fatte, ma non venivano mantenute. Suo zio diceva: Dobbiamo
portarti in barca qualche volta, ma non accadeva mai. Sua madre diceva:
Se sarai buono pu darsi che per il tuo compleanno avrai il binocolo.
Ma non vi fu mai nessun binocolo. Tempi di inquietudine, di lunghe
attese, di ardenti desideri - con la consapevolezza che nessuno mai lo
avrebbe accontentato, e che in questo mondo immenso, affollato e indifferente
avrebbe dovuto cavarsela da solo.
Questa relazione era al di l del suo controllo. Cos dette un'altra occhiata
ai suoi beni e ancora una volta si consol. Ce l'aveva con Rain per
avergli fatto dubitare del loro valore. Rappresentavano la sua conquista.
Il Matisse poteva essere restaurato.
Per alcuni giorni detest Rain per averlo reso vulnerabile e pieno di
dubbi. La percepiva leggera, superficiale, presuntuosa - in poche parole
una giovinetta. Era rimasta e lo aveva trattato con sufficienza, inoltre
era una civetta della peggior specie. Si era presa gioco di lui eccitandolo,
mettendoselo in bocca, succhiandolo, dicendogli Non  solo sesso,
e andandosene via subito dopo.
Tuttavia Roy non aveva mai fatto queste riflessioni senza arrivare alla
conclusione che Rain fosse un fiore perfetto, che non vi era nulla da
disprezzare in lei, e che i difetti erano solo suoi. La ragazza era innocente
e anche quando si imbarcava in situazioni difficili riusciva a venirne
fuori. Desiderava rivederla. Pens: s, l'amore  una ragazza.
Doveva essere stato pi o meno quella volta che lui mi chiam. Chiamarmi
rappresentava un evento cos raro che mi venne il sospetto che fosse
accaduto qualcosa. Quando mi propose di incontrarci al bar dell'hotel
per un drink, ebbi la certezza che vi fosse qualcosa che non andava.
Quella sera era andato presto al Paradise Lost. Era appariscente
quanto doveva esserlo stato all'aeroporto, quando Buddy lo vide.
Lasci una casa, una moglie e una vita intera a Londra, disse e non
aspettandosi una risposta, aggiunse: E ricominci tutto qui.
Questa  la versione semplificata, dissi.
Tutto quello che voglio dire  che si pu fare.
Non lo sapevi?
Ho avuto un piccolo shock, disse Lionberg.
Di che tipo?
Ho scoperto di essere umano.
Buon per te.
Lui non sorrise. Disse: Intendo, non sono felice.
Allora gli domandai se quello fosse il suo modo di esprimere la disperazione,
tuttavia gli sorrisi senza rendermi conto di quanto fosse addolorato.
Ma come avrei potuto saperlo?
Lionberg disse: Nei mesi precedenti prima che lasciassi mia moglie,
dormivamo ancora insieme. Voglio dire che - dormivamo corpo a
corpo. Mi capitava di svegliarmi nel bel mezzo della notte e pensare: Ti
sto lasciando e vorrei sentire il suo corpo contro il mio.
Non c'era nessuna risposta possibile a ci. Io volevo che lui venisse
fuori da questo argomento spiacevole.
La carne pu sentirsi cos triste, silenziosa e indifesa.  talmente
fragile. La carne pu essere come l'argilla. Si pu avvertire la morte dentro di essa.
Ma Royce, era un sacco di anni fa.
Era come se stessi parlando a un suicida che ha deciso di farla finita
lanciandosi in un precipizio.
Quelle notti ero insopportabilmente triste, disse.
Sentendosi triste guard indietro e vide il suo passato come una successione di fallimenti.
Io dissi: Questo non  da te.
Quando qualcuno dice Se dovessi rivivere la mia vita, la gente ride.
Suona ridicolo. Ma io mi sono appena reso conto che vorrei rivivere
la mia vita. Questo  l'amore. L'energia vitale che ti da la forza e l'ottimismo
per rifarlo.
Cos hai trovato qualcuno, dissi.
Odio gli scrittori, rispose.
Questo  il tuo modo per dire di s?
L'altra sera ho visto in televisione una coppia normale, disse. Si
tenevano per mano, due cicciottelli che probabilmente non avevano nulla
tranne i debiti. Erano talmente felici che ho cominciato a piangere.
Li ho invidiati.
Quindi perch non vi mettete insieme?
Forse lo far.
Ferito da un impeto di mutamento sembrava tormentato e disperato.
Voleva credere di averla colpita, chiunque fosse (io apprendevo solo
ora questa storia) e ci significava qualcosa.
Non potevo essergli di nessun aiuto ed ero a disagio con il modo doloroso
in cui godeva della sua irrazionalit. Era molto determinato, come
un uomo che si autoinfligge del male con una paranoia mentale. Dissi
che non avrei mai sopportato di vedere lo schizzo di Matisse che aveva
fatto parzialmente a pezzi. Mi lasci solo per un po'. Chiam Buddy
e lo and a trovare nella grande casa caotica sulla spiaggia. Pinky era imbronciata,
pi esile e pi strana che mai. Il suo comportamento ricord
a Lionberg quello di un gatto selvaggio, sempre ansioso e vigile, con gli
occhi febbrili, divorato dall'appetito.
Guarda cosa mi ha fatto al braccio, disse Buddy. Mi ha morso di
nuovo!
Istintivamente Lionberg lanci uno sguardo ai denti di Pinky che lei
gli mostr reagendo immediatamente al suo sguardo. I denti, nel suo viso
minuscolo, sembravano grandi e smussati. Lionberg fiss la carne
macchiata di Buddy, e vide una serie crescente di cicatrici e di morsi nella
zona chiazzata.
Differenze di opinioni, disse Buddy.
Uscirono dal lanai e si sedettero a osservare il tramonto. Pinky si ritir
nella sua camera e si accovacci nell'oscurit, ancora imbronciata. Il
tramonto era l'occasione per il rito di Buddy: un drink in una mano, e il
contenitore a forma di cuore con le ceneri di Stella nell'altra.
Buddy tir fuori i suoi occhiali da sole e guard con gli occhi socchiusi il tramonto.
Pinky cominci a mugolare dolcemente dalla sua camera.
Lionberg voleva parlare di Rain. Cominci dicendo: Che specie di...?
Aspetta, disse Buddy. Sollev il braccio, e senza spostare lo
sguardo dal sole che tramontava, prese da bere.
L'oceano luccicava, la superficie dell'acqua si velava di una luce incandescente.
Il sole divent piccolo, si dimezz, divent una cupola cadente,
e infine brill per poi scomparire del tutto.
S! grid Buddy. Il raggio verde! L'hai visto?
Lionberg disse di s sebbene non avesse visto niente.
 Stella, disse. Mi sta parlando.
Era ubriaco? Aveva finito il suo bicchiere, qualunque cosa vi fosse
dentro. Afferr il contenitore con le ceneri.
Lionberg disse: Per me  ora di andare.
Volevi qualcosa?
No, disse Lionberg. Aveva capito che stare vicino a Buddy lo
avrebbe portato sempre pi vicino a Rain. Ma non era cos, e lei era ancora
pi distante. Lasci Buddy con un senso di invidia.
Dopo un altro giorno inutile la chiam a Sweetwater.
Ciao, rispose Rain vivacemente, e rivolgendosi a qualcun altro - a
chi? Lo porter su.
Un attimo dopo, di sopra, la sua voce cambi.
Con chi stai parlando, tesoro?
Con mia madre, rispose.
Perch questo stupido dettaglio gli tir su il morale?
Sono cos felice di sentirti.
Ho resistito, disse Lionberg. L'aveva interrotta. Era confuso - voleva
sentire la sua voce, voleva parlare.
Ti stavo chiamando per ringraziarti, disse Rain.
Mi manchi, le disse Lionberg.
Mi sei mancato anche tu, rispose lei. Sembra pazzesco. Sono stata
cos infelice. Non sono una abituata a dipendere da qualcuno. Sono
una persona forte. Non mi sono mai trovata in una situazione simile.
Era meraviglioso sentirla parlare cos perch era esattamente quello
che sentiva anche lui. Per riconoscenza desider rivelarle il suo segreto,
dirle che l'amava.
Farfugli e infine disse: Mi piaci veramente, tesoro.
Anche tu mi piaci veramente.
Il filo che li collegava si riemp di un tremulo silenzio.
Una volta mi hai accennato a un tuo fidanzato.
Ne ho ancora uno, rispose. Pensa che dovrei farmi visitare da
uno strizzacervelli.
Mi piacerebbe essere il tuo strizzacervelli.
Mi piacerebbe che tu fossi qualcos'altro.
Le ultime parole significarono cos tanto per lui che non disse pi
nulla. Desiderava soltanto conservare quel pensiero.
Vuole sposarmi, continu lei. Mi ha dato un ultimatum.
Lionberg sospir, lanci un'occhiata intorno alla sua camera e si
sent rimproverato da qualsiasi oggetto vedesse.
Hey, devo andare a lavorare, gli disse. Ho il turno di notte. Devo scappare.
Ti amo tanto, tesoro, le disse Roy con una voce atterrita, ma non vi fu risposta. Rain non aveva sentito.
A letto, quella notte, dopo la prima breve fase di sonno, si era risvegliato
pensando: Matrimonio? Rain aveva una vita intera davanti. La sua
vitalit costituiva la ragione essenziale del suo desiderio. Era anche
spaventato - il ricordo di lei che si incamminava gi per la lunga strada lo tormentava. Lamore  una ragazza.
Il senso di Lionberg per la pace, che in passato era stato irremovibile
e che ora si reggeva come un bronzo su di un piedistallo, era stato fregato,
e il mondo che prima gli era sembrato cos maneggevole, ora gli appariva
immenso, vago e privo di simmetria. In mezzo alla confusione della
sua casa si sentiva smarrito. Pens di andare nel Nevada. Non era un
lungo viaggio dalle Hawaii: a qualsiasi ora vi erano aerei in partenza per Las Vegas.
Progett un itinerario. Percorse ogni tappa del viaggio, ma non poteva fare altro che vederla. E il suo fidanzato?
Il danno era compiuto. Lionberg non era mai stato insoddisfatto prima.
Rain aveva creato tutto ci - O era stato lui? Lei lo aveva toccato e
inconsapevolmente gli aveva fatto una promessa che non avrebbe mai
potuto mantenere. Gli aveva mostrato ci che lui non avrebbe mai pi
rivisto. Sebbene Rain fosse stata innocente per tutto il tempo, lo aveva distrutto.
Lionberg chiam la sua ex moglie in Messico a un'ora assurda, tirandola
gi dal letto. La linea era molto disturbata, e tutto quello che lui
diceva doveva essere ripetuto. L'aveva spaventata, supplicandola, dicendole
Ti prego, perdonami in un tono riparatorio talmente triste che la donna aveva cominciato a piangere.
Sapeva che avrebbe rivisto Rain, ma non era lei la cura della sua malattia.
Non c'era nessuna cura, ma solo un'enorme consapevolezza che
era lei ci che lui desiderava, e che averla era impossibile e che un suo
rifiuto l'avrebbe ferito per il resto della sua vita. Ci che lo faceva inorridire
non era l'idea che non l'avrebbe mai posseduta, ma che avrebbe
dovuto vivere con ci che lei aveva riordinato nel suo passato. Peggiore
del futuro incerto era la consapevolezza che la sua precedente esistenza
fosse appassita del tutto. Una volta aveva creduto di essere stato una persona
felice, ma adesso aveva perduto perfino la memoria della sua felicit.
Sebbene apparentemente sembrasse che nulla fosse cambiato e che
la sua vita fosse pi dolce che mai, stava annegando nell'infelicit - soffocando; cos mi disse.
...
.
...
Visita a sorpresa.
...
.
...
Un uomo sui trent'anni dai capelli arruffati, entr nell'hotel di traverso
in un burrascoso pomeriggio, come se fosse stato spinto dagli alisei; parte
del maltempo. Io ero alla reception perch sostituivo Lester Chen. Il
visitatore inatteso sembrava del luogo ma era pi chiaro di quanto avrebbe
dovuto essere, e oltretutto aveva un aspetto vago: sembrava provenire
da qualche luogo pi remoto. Si sistem i capelli con le dita sudicie.
Dondol un po' nei sandali di gomma, come se cercasse di formare una
frase con i suoi piedi. Infine chiese: Sweetie  in giro?
Era evidente che non sapeva che noi fossimo sposati. Sweetie era
uscita per andare a prendere Rose a scuola, e al ritorno si sarebbe fermata
da Costco, ma non dissi niente. Aveva un'aria troppo irrequieta e
furtiva per confidargli qualsiasi informazione personale.
Forse posso aiutarla?
Sto cercando una camera. Solo che devo avere uno sconto.
Devo avere? No, era stato un errore aver risposto elegantemente a
questo visitatore capitato dal nulla. Dietro il suo sorriso affettato non ero
riuscito a leggere niente. Era muscoloso, in maglietta e pantaloncini, pallido
come la cera, piuttosto che scuro come il color del legno da frutto
come avrebbe dovuto essere. Aveva quell'aspetto azteco e in parte filippino,
occhi svegli, volto spigoloso, ma era troppo teso per poter essere definito bello.
Se hai un'autorizzazione hawaiana, io posso darti la tariffa kama'aina.
Io ho nessun permesso.
Non importava per la grammatica, ma questo era un episodio da ricordare.
Forse qualche documento di riconoscimento?
Cosa pu darmi a me?
Gli dissi il prezzo di una singola.
Allora noi abbiamo un problema.
Sorrisi senza essere affatto divertito ma con la voglia di ripetere,
Noi? Ma nella lingua hawaiana, il sarcasmo non funzionava con la gente
incapace di esprimersi. Molti isolani lenti nel parlare e balbuzienti diventavano
aggressivi a causa della loro semplice frustrazione. Socchiudevano
gli occhi anzich rispondere, e sentendosi minacciati, grugnivano
o rimanevano a bocca aperta come pesci. La gente silenziosa pu essere
pericolosa. Non esiste nessuna ragione perch rimangano in silenzio.
Chiacchiera con loro e si sentiranno provocati.
L'uomo si incup, e dondolando di nuovo sui suoi sandali di gomma,
disse: Forse ritorner pi tardi.
Il prezzo sar lo stesso quando rientrer.
Stavo forzando la mano alla fortuna comportandomi cos, ma sapevo
che era una buona prospettiva. Chiunque chieda una simile riduzione
all'inizio,  improbabile che diventi uno spendaccione dopo.
Vediamo, disse.
Era uno di quei momenti disperati in cui mi rendevo conto che ero
stato indiscriminatamente percepito come un howlie, e ora desideravo
soltanto che questo idiota lasciasse il mio hotel.
Lo stridore dei saluti mi fece sollevare lo sguardo. Puamana si stava
precipitando verso di lui e il suo volto si era trasformato in un sorriso.
Non avevo mai visto Puamana cos allegra n salutare un cliente in un
modo cos espansivo. Dovevano essere imparentati, pensai, perch i parenti
hanno l'abilit di stimolare i sentimenti come nessun altro.
Kalani! Come stai? Sei tornato, eh? Sweetie  a scuola a prendere
la sua keiki. Sar qui presto, va bene?
Si abbracciarono mugolando con affetto, un suono simile all'appetito;
mia suocera e questo sciattone venuto dal nulla si davano entusiastici
colpetti sulla spalla, mentre io picchiettavo la mia penna a sfera.
Sembri in forma sorella.
Era solo un modo di dire, sicuramente non era sua sorella.
Sweetie ritorn mentre i due si stavano ancora complimentando a
vicenda. Rose mi super correndo dietro l'ingresso dove vide il gatto di
Puamana che dormiva sul divano di rattan. Sweetie esit visibilmente
prima di avanzare, come se in pochi secondi stesse cercando di capire
quale fosse la mia reazione. Ma Puamana l'afferr.
 arrivata! Sweetie, guarda qui!
Un altro abbraccio, con mugolii pi piacevoli. Si baciarono tutti ancora
una volta, sorrisero, e invece di parlare scoppiarono a ridere.
Vedo che hai gi conosciuto la famiglia, disse Sweetie.
Mi fissarono tutti e tre, l'inutile alieno.
E questa  Rose, disse Sweetie, facendo segno verso Rose che stava
tormentando il gatto.
Ehi fratello! Ora l'uomo era socievole, pi che socievole. Mi salut
con una stretta di mano e un abbraccio, come se fossi stato appena
accettato felicemente nella famiglia.
Siete parenti? Domandai.
Spero di s. Kalani si volt verso Sweetie. Stavo chiedendo uno
sconto a tuo marito.
Rivolta verso di me, Sweetie fece delle smorfie per implorarmi.
Due-o-tre notti. Sto andando a Hilo.
Rimase molto vicino a Sweetie. Puamana era ancora raggiante di orgoglio
vicino a lui. Quando mai era stata cos raggiante con me?
Gli feci lo sconto. Mi ringrazi senza voltarsi a guardarmi. Sweetie
appariva felice, imbarazzata e a disagio, ma era evidente che lei e sua madre
avessero piacere di vedere quest'uomo.
Forse Keola pu aiutarti con i bagagli?
Non ho niente! disse, il che fece sorridere Sweetie e scoppiare in
un urlo Puamana.
E per la cena? chiese Puamana.
Interruppi la conversazione dicendo che c'era un film che volevo vedere.
Sweetie indugi, ma poi accett di venire con me. Era Casa
Howard al Varsity Theater. Non le piacque per niente, e si addorment
subito dopo aver terminato la sua scatola di cipster e pop-corn. Quando
la svegliai mi maled. Ritornati in hotel, sebbene fosse tardi ed entrambi
avessimo il turno di mattina, feci l'amore con lei improvvisamente, possedendola
come un negriero munito di frusta. La mia rudezza la spavent.
Oppose resistenza ma questo mi incit ad accanirmi ancora di
pi. Non avevo ancora terminato. La girai di pancia e mentre la trattenevo
riuscii a sentire che tutto il suo corpo stava tremando.
Fa piano. Si lament come un bambino sul punto di piangere.
Dimmi che mi ami, dissi ferocemente.
...
.
...
Tromba marina.
...
.
...
La proposta era che avremmo dovuto cenare insieme, mia moglie, mia
suocera e l'estraneo - estraneo per me, non per loro, ecco perch avevo
procrastinato. Chi era? Quello che fino ad allora avevo visto di lui
non mi aveva convinto fino al punto di trascorrerci una serata insieme.
Non potevo essere scortese con lui, cos come con qualsiasi altro
cliente dell'hotel, ma sedermi allo stesso tavolo era un'altra cosa. Una
cena rappresentava un impegno in cui bisognava accettare di andare
d'accordo. Ero giunto alla conclusione che si poteva sprecare un'intera vita cos.
Per prevenire un simile spreco, per salvaguardare la mia felicit, mi
ero fatto un elenco mentale (probabilmente tutti lo possiedono) di gente
con cui non avrei mai pi mangiato. In qualsiasi posto nuovo, e specialmente
in un hotel, la lista era interminabile. Infatti, con questi pensieri
in testa, la gente con cui stavo parlando ne entr subito a fare parte:
Floyd e Claudine Zinda, Ed e Pearl Gerbig, gli amici del circolo del
bridge nel Michigan che, piuttosto in ritardo, avevano scoperto (cos mi
avevano detto) di soffrire di disturbi derivati dalla mancanza di luce. Le
Hawaii rappresentavano la destinazione privilegiata per molte di queste
vittime dell'oscurit invernale: non esistevano cure migliori del calore del nostro sole.
Ma non era quello l'argomento del giorno. Tornando da un ristorante
tailandese ad Aina Haina avevano visto una tromba marina.
Abbiamo visto anche Debbie Reynolds... al ristorante.
Io penser sempre a lei come Tammy, disse Pearl Gerbig, e cominci
a cantare la canzone ritmata con la voce da ragazzina.
Veniva proprio dall'oceano, disse Floyd Zinda riferendosi alla
tromba marina, girava cos forte che ha strappato via il tetto di un piccolo
capanno sulla spiaggia. C'erano delle persone dentro!
Ridere, cos'altro avrebbero potuto fare? disse Claudine Zinda.
E ha detto che erano nudi.
Cos mi sono sembrati. Erano bagnati fradici.
Dissi: Come sapevate che si trattava di una tromba marina?
L'ha detto l'autista. Ha rallentato apposta. Ci ha detto la parola
hawaiana corrispondente.
Come vi  sembrata? chiesi.
Veramente divertente.
Mai visto niente di simile.
L'imprecisione mi rendeva impaziente. Vidi Rose che si succhiava il
pollice e dissi: Voi non avete conosciuto mia figlia.
Quando gliela presentai, Rose disse: Posso avere un motorino?
Le ragazzine della tua et non possono guidare le moto, disse
Claudine.
 uno stupido motorino. Chiunque pu guidarlo senza patente.
Vedremo, dissi.
Grande... disse Rose.
Ma tu hai gi un triciclo e uno skateboard.
Fanno schifo, disse Rose dileguandosi.
Quella era mia figlia.
I ragazzini di oggi vogliono tutto, disse Ed.
Al piano di sopra Sweetie si stava vestendo per la cena - il suo vestito
rosso, la sua collana di Tahiti, le scarpe con i tacchi. Aveva stretto la
collana intorno al collo come un elegante collare per cani.
Cos'.
 un girocollo.
Per la cena al Pearl?
Voglio essere carina. Si stir l'abito con le mani, poi si mise di
fianco e osserv le sue gambe. Le donne quando si vestono assumono
nuove espressioni, sembrano esaminare se stesse con gli occhi degli altri.
Non avevo mai visto quello sguardo sul viso di mia moglie, quegli occhi.
Dove siete state questo pomeriggio?
Ho portato Rose allo zoo.
Al piano di sotto, Puamana era al bar con Kalami. Anche lei era vestita
elegantemente. Di rado mi era capitato di vederla cos curata: un
foulard di seta giallo gettato intorno al collo, l'abito e i tacchi alti che la
facevano sembrare una sorella di Sweetie. Madre e figlia si guardavano
con una specie di approvazione incestuosa.
Kalani indossava una camicia hawaiana con delle ananas disegnate.
L'ho appena acquistata, disse. Tocc con le dita il foulard di
Puamana. Come quel film Basic Instinct dove il tipo viene legato al letto con
uno di questi. Ma non farti venire strane idee.
Me ne hai appena fatta venire una, disse Puamana.
Da questo scambio e dalle loro risate conclusi che erano al bar da un
po'. Io e Sweetie passeggiammo fino al Waikiki Pearl. Il direttore, Kaniela Dickstein, mi doveva un favore.
Mi sono abbuffato, disse Kalani
Sweetie aggiunse: Quel film era terrificante.
Allontanai lo sguardo in modo da non vedere l'espressione di mia
moglie mentre lo diceva.
Prendi ancora cipster, pop-corn e un enorme root beer? chiese Kalani.
.
NOTA: root beer: Bevanda frizzante a base di estratti di radici. FINE NOTA.
.
Quella che aveva fornito era sicuramente una descrizione molto accurata di mia moglie mentre guardava un film.
E tu le solite sei lattine di birra.
Hai visto Titanic? chiese Puamana.
Non c'era dove ero io, disse Kalani.
Dissi - la mia prima battuta: L'hanno proiettato in qualsiasi posto del pianeta.
Puamana mi lanci un'occhiata acida, e Sweetie aggrott le ciglia.
Conosco alcuni luoghi dove non l'hanno dato, disse Kalani. Comunque
ho sentito dire che fa schifo.
Segu il silenzio e continu anche dopo esserci seduti al Pearl.
Salve ragazzi. Io sono Shayna e servir il vostro tavolo. Vi porto un
cocktail? Era giovane, una continentale in carne con uno sguardo diretto da vera continentale.
Per quanto il mio hotel non eccedesse in ospitalit, per quanto
scarsa fosse la mia esperienza come direttore, Aloha rimaneva il nostro
saluto - su disposizioni di Buddy - e nessuno del mio personale di
servizio si era mai presentato in questo modo. Solo io sembravo averlo notato.
Kalani disse: Io ne ho gi presi dieci!
Sweetie ordin un margarita. Puamana ridacchiava con Kalani, che ordin una vodka tonic.
Io guardai il menu.
Kalani disse: Adoro osservare la gente mangiare e ridere. Pi forte
, e meglio . E lottare:  grandioso. Specialmente i combattimenti delle
donne.  terribile. Come quelle donne che fanno la lotta nel fango a
Gussie L'amour's a Nimitz. Il posto c' ancora?
Mentre riflettevo su come detestavo i combattimenti e la gente che ride
con la bocca piena, sentii Puamana dire: Oh, s, Gussie  ancora l.
Molte persone quando litigano si trasformano in scimmie, dissi.
Kalani si gratt i capelli.  proprio questo che mi piace.
Puamana e mia moglie scoppiarono a ridere.
Cosa vi porto? chiese Shayna, la cameriera, mettendo gi le bibite
e agitando il notes e la matita.
Vorrei leccarti le gambe, partendo da qui in basso e finendo qui,
disse Kalani indicando i punti con la lingua sporca.
Io ho paura delle azioni legali - Dickstein se la sarebbe presa con
me - e fui sorpreso di veder ridere Shayna. Lei disse: Sei terribile!
 ci che dice sempre Buddy, disse Puamana.
Kalani continuava a blaterare. Come dice Buddy: Se la tua lingua
non  verde, la tua ragazza non  pulita.
Dissi a Shayna: Ti prego di ignorarlo.
 cos impertinente, disse Shayna.
Sono veramente un'influenza negativa, disse Kalani. Chiedilo a loro.
Io fui l'unico a non trovarci niente da ridere.
Ordinammo il nostro pasto e dopo, quando Shayna se ne and, per
rompere il silenzio dissi: Al largo di Aina Haina oggi c' stata una tromba
marina. Alcuni clienti hanno detto di averla vista.
 davvero eccitante, disse Kalani. Qualunque cosa dicesse era impossibile
capire se mi stesse prendendo in giro.
Qual  la parola hawaiana che corrisponde a tromba marina?
Puamana scosse la testa. Sono troppo ubriaca per ricordarmene.
Sul tavolo cadde il silenzio fino a che non fu servito il pasto. Non appena
cominciarono a mangiare, ripresero a parlare, mormorando con la
bocca piena: film, cibi, morti di amici comuni - alcune estremamente
violente. Uno era morto ustionato in auto, un altro era stato trovato con
la gola sgozzata in un canneto, un terzo era stato scaraventato a Nanakuli
da un camion per i rifiuti che sopraggiungeva dall'altra carreggiata.
Era ridotto in mille pezzi, disse mia moglie masticando la sua carne.
Sembrava che stesse masticando uno di loro.
La fissai.
Che schifo, disse Kalani. Ma noi siamo stati su quella strada un paio di volte, vero?
Lo fissai.
Ho visto delle cicatrici su persone che non riuscireste neppure ad immaginare, disse Puamana.
La fissai e arrivai alla conclusione che non erano loro. Ero io.
Loro si appartenevano, erano felici. Ero io l'anomalo. Conoscere
Leon Edel mi aveva fatto ricordare di quanto mi fossi sentito fuori luogo
qui, ma non avrei mai immaginato che sarei stato cos ignorante.
Ci che pi mi mancava era la solitudine. Non mi importava di aver
staccato col mio passato - infatti uno dei miei primi piaceri alle Hawaii
era stato quello di non dare alcun valore al mio vissuto precedente. Ma
in qualche modo ero stato afferrato e coinvolto da questi sconosciuti che
apparivano crudeli, semplici ed enigmatici in quanto selvaggi, ma che col
tempo avevo imparato ad apprezzare per le loro storie inimmaginabili e
improbabili. Mi ci ero affezionato, creandomi ora un altro passato.
Quindi le loro storie contavano, e io dovevo ascoltare i loro particolari, anche se non erano i miei.
Avere un bambino,  veramente importante per conoscere i tuoi limiti fisici, diceva Sweetie.
Tu hai una terribile piccola cakey, disse Kalani.
Intento a meditare sulla mia storia avevo sentito le ultime frasi di
sfuggita. Dal silenzio che mi opprimeva come un luogo asfissiante che io
indossavo come un cappello sulle orecchie, mi accorsi che Kalani stava parlando con me.
Ti ringrazio molto, dissi.
Il tavolo era diventato silenzioso, finch Puamana disse: La parola
 waipuhilani, tromba marina.
Ora io possedevo un'immagine per il mio mondo silenzioso. Era come
se una forte ondata di energia fosse passata sul tavolo, ripulendolo da
ogni suono, girandolo e lasciandolo cadere. Qualcosa dentro di me si era
mosso. La chiamavo gelosia, ma non si trattava esattamente di questo.
Era un'emozione pi complessa, la sensazione di spiare dentro la finestra
di una casa in cui non sarei mai stato capace di entrare. E guardare
dentro una finestra  scorretto. Avrei dovuto aspettare che una
tromba marina portasse via il tetto, in modo da poter vedere la gente nuda
al suo interno.
Dopo che Kalani ebbe pagato il conto e se ne and dall'Hotel Honolulu,
mi sentii pi calmo e anche Sweetie era pi tranquilla. Il vento
era diminuito. Rose continuava a pregarmi per il motorino, la mia figliola
di sette anni che piangeva. Voglio un motorino!
Una volta quando nominai Kalani, Sweetie disse: Penso che sia divertente.
Io no, dissi con un tono da, beccati questo.
 un tuo problema.
E un'altra volta, inaspettatamente, disse: Cosa facevo prima di incontrarti?
Senza che le avessi chiesto nulla. Ero in una camera. Sola.
Guardavo la TV. La replica di Gilligan's Island. Stavo aspettando che tu ti facessi vedere, va bene?
...
.
...
FINE Parte 2.